Berlusconi e il vertice con Salvini, i ministri ribelli di Fi: «Noi uniti, ma i nodi restano». Strategia comune per il Quirinale

Giovedì 28 Ottobre 2021
Berlusconi, incontro con Salvini e i ministri "ribelli" Brunetta, Gelmini e Carfagna: obiettivo Quirinale
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Scende la pace nel centrodestra dopo il vertice con tanto di pranzo a Villa Grande? Dall'Appia Antica giungono segnali costrastanti. Da una parte l'obbiettivo del padrone di casa e del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi sembra essere raggiunto. Per essere certi di un risultato all'insegna della sintonia, prima del vertice - a quanto si apprende - c'è stato un colloquio tra i ministri di Forza Italia e Berlusconi, un incontro chiarificatore nel corso del quale Gelmini, Carfagna e Brunetta hanno ribadito la loro lealtà personale al presidente, e il sostegno incondizionato alla sua leadership e a una eventuale sua candidatura al Quirinale. Hanno fatto presente, tuttavia, che i nodi politici sulla gestione del partito restano e che è necessario che sia rappresentata da tutto il movimento, con maggiore energia ed equilibrio, la linea moderata, europeista, liberale e garantista di Forza Italia, marcando meglio la sua identità.

 


Una precisazione che apre alle considerazioni finali dell'incontro, terminato verso le 17, che indicano un effettivo coordinamento tra Lega e Fi al governo, un "coordinamento che  c'è già e funziona". Parola dei ministri azzurri. Nel corso del pranzo a 'Villa Grandè con Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna e Renato Brunetta, a quanto si apprende, avrebbero preso atto che, sia a livello di delegazioni di governo sia di gruppi parlamentari, un coordinamento già esiste e funziona bene e che ogni iniziativa finalizzata a migliorarne il funzionamento è comunque ben accetta.

Al tempo stesso al termine del vertice sono trapelate anche indiscrezioni che lasciando intendere di un Silvio Berlusconi molto infastidito con i ministri di Fi: è quello che descrivono alcuni parlamentari che al termine del vertice lo hanno chiamato per sapere come fossa andata la riunione. L'irritazione del Cav - spiegano diversi esponenti azzurri - è dovuta all'atteggiamento dei ministri di Forza Italia che nel pre vertice sono tornati a chiedergli di tenere una linea moderata. Parole che non sono andate giù a Berlusconi: adesso basta - avrebbe messo in chiaro il leader di Fi - ditemi quando mai io sono stato sottomesso a Salvini. In questo partito la linea la detto e la continuerò a dettare io.

 

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Pranzo-vertice da Berlusconi con Salvini e i ministri "ribelli" di Fi

Convocato in un primo momento all'ora di pranzo, il vertice del centrodestra di governo Lega-Fi con i rispettivi ministri e allargato ai capigruppo, è iniziato in largo anticipo. I primi ad arrivare, dopo mezzogiorno nella nuova residenza-ufficio romana di Berlusconi sono stati Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna e Renato Brunetta. Ad accompagnarli anche il neo capogruppo alla Camera di Fi, Paolo Barelli e la presidente dei senatori azzurri, Annamaria Bernini. I vertici azzurri si sono riuniti, poi l'arrivo di Salvini e della delegazione governativa leghista guidata da Giancarlo Giorgetti.

 

TUTTI A RAPPORTO

Nella mente di Salvini l’incontro serve per creare un «coordinamento permanente» tra Lega e FI rispetto all’attività di governo. E, soprattutto, a rimettere in riga chi come i tre ministri forzisti, è stufo della strategia sovranista, populista ed euroscettica del Carroccio e di Fratelli d’Italia. E immagina un futuro in Italia in compagnia di moderati e liberali come Carlo Calenda e Matteo Renzi. E, in Europa, sotto le insegne del partito popolare europeo, scavando un solco con i sovranisti legati all’ultradestra come l’ungherese Viktor Orban e la francese Marie Le Pen.

 

 

 

«NIENTE OMOLOGAZIONE»

Brunetta, Gelmini e Carfagna - soprattutto dopo la batosta subita alle elezioni comunali dalla Lega e dai candidati di Fdi - non hanno alcuna intenzione di arrendersi. Tant’è, che oggi i tre ministri andranno al vertice «con spirito costruttivo», ma «senza rinnegare la loro battaglia per il rinnovamento di Forza Italia e il rafforzamento dell’identità europeista e liberale».

DOPO IL COLLE, IL LIBERA TUTTI

I ministri azzurri, insomma, fanno asse ancora una volta: sono consapevoli dell’importanza di un coordinamento dell’attività governativa di FI e Lega, ma sono altrettanto consapevoli di appartenere a due partiti differenti, che hanno due leader differenti. Tradotto: la battaglia dell’ala governativa forzista per rafforzare l’identità europeista di Forza Italia non si ferma e continuerà dentro il partito senza nessuno strappo, così come continueranno i contatti e gli incontri tra i ministri e i parlamentari azzurri che condividono questa linea. Brunetta & C. restano dell’avviso che quando sarà chiusa definitivamente la partita del Colle e scatterà il “tana libera tutti”, anche Berlusconi si convincerà della necessità di cambiare rotta e di virare al centro. Quel centro moderato che sarà decisivo, tra l’altro, per la partita del Quirinale. Ieri in Senato sono state fatte le prove generali quando è stato affossato il disegno di legge Zan contro l'omofobia.

 

 

Meloni su Berlusconi candidato al Colle

«Se il Parlamento eleggesse Silvio Berlusconi come presidente della Repubblica nessuno potrebbe o dovrebbe dire nulla, poi vedremo cosa accadrà. Il centrodestra da solo non ha i numeri, ma ce li ha per essere protagonista in questa battaglia e comunque Berlusconi avrebbe il sostengo di Fratelli d'Italia». Così la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni al Salone della giustizia, in corso a Roma.

 

 

L’ALLEATO INSPERATO

C’è da dire che oggi a Villa Grande, Brunetta & C. troveranno un alleato insperato nella pattuglia leghista. Salvini infatti si farà accompagnare dal ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti. E Giorgetti tutto è, tranne che sovranista ed euroscettico. La prova: è sospettato dal leader leghista di tramare per la costruzione dell’ormai fantomatico “partito” di Mario Draghi. Non per portare il premier sul Colle, ma per renderlo front-man alle prossime elezioni politiche e «guida dei moderati d’Italia», come dice Gianfranco Rotondi.

 

E il Pd?

«Per il Quirinale Berlusconi ha scelto di farsi prendere in giro da Salvini e Meloni...». Enrico Letta da qualche giorno ghigna nel vedere il Cavaliere rilanciare i fasti e la prospettiva di un centrodestra unito nella speranza, appunto, che questa presunta unità lo possa portare a gennaio sulla poltrona di presidente della Repubblica. Ma al di là delle malizie del segretario del Pd, Berlusconi crede davvero che Matteo Salvini e Giorgia Meloni lavorino per lui, in quanto la sua ascesa al Colle sarebbe «anche per loro un’operazione conveniente...». Ed è per questo che oggi, nella nuova residenza romana di Villa Grande sull’Appia, il capo di Forza Italia riunisce a pranzo il leader leghista e i ministri ribelli Renato Brunetta, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna.

Ultimo aggiornamento: 18:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA