Berlusconi cade a Villa Grande sull'Appia Antica: ricoverato per una notte Rientrato ad Arcore

Giovedì 11 Febbraio 2021
Berlusconi cade a Villa Grande sull'Appia Antica: ricoverato per una notte Rientrato ad Arcore
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Un piccolo incidente domestico, una caduta, dolore a un fianco, accertamenti e poi subito al lavoro. Silvio Berlusconi è caduto ieri, nella sua nuova residenza romana, suscitando, come sempre, attimi di preoccupazione, ma allo stesso tempo sollievo sulla sua salute. Una nota di Forza Italia, diffusa a ora di pranzo, riferisce che è rientrato a Milano ieri sera in seguito a una «caduta accidentale». La conseguenza però è lieve: solo una contusione al fianco. Un trasferimento precauzionale alla Clinica «La madonnina» per gli accertamenti del caso, e la scelta di trascorrere lì la notte. 

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Quindi, superato il problema, è stato dimesso questa mattina ed è a casa, al lavoro, per votare - come sottolinea Forza Italia - «da remoto al Parlamento Europeo». Insomma, solo un inciampo su un gradino nella sua nuova casa romana, ha costretto l'ex premier a concludere anzitempo la sua «trasferta». Dopo aver superato un'operazione molto seria a cuore aperto, nel giugno del 2016, una brutta forma di Covid il settembre scorso e, di recente, un ricovero al Centro Cardio Toracico del Principato di Monaco per un problema di aritmia, il Cavaliere è in campo più che mai. L'ultimo 'Highlander' della cosiddetta "Seconda Repubblica", malgrado le 84 primavere, in poche ore s'è confermato essere ancora un perno centrale della politica nazionale e di quella del centrodestra. Da quando è atterrato con il suo aereo privato nella Capitale, tutte le telecamere sono state su di lui. Al centro della scena, non solo a Montecitorio, alla guida della delegazione azzurra alle consultazioni con Draghi, ma anche il giorno dopo, nella sua nuova sontuosa residenza romana, Villa Grande, dove ha invitato il leader della Lega, Matteo Salvini. Incontro immortalato da foto e video postati sui social. 

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Ascoltato nella coalizione come in Europa, ma anche attaccato frontalmente, come se il tempo si fosse fermato all'epoca in cui il suo partito aveva ben altre percentuali. Insomma, un Berlusconi, ancora forte, amato e odiato in ugual maniera, malgrado il 'berlusconismò oggettivamente non susciti più le stesse passioni di una volta. Lo dimostrano le parole di Alessandro Di Battista, classe 1978. «Da Dell'Utri a Bontate: il curriculum di Berlusconi ci impone di dire No al nuovo governo», è il titolo del suo post su Facebook, in cui sintetizza le ragioni del suo no al governo Draghi

Ultimo aggiornamento: 19:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA