Astorre (Pd) loda CasaPound: «Sono bravi a stare tra la gente». Bufera dem, poi le scuse: «Un'iperbole»

Mercoledì 31 Ottobre 2018
Bruno Astorre
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«Separare i diritti civili dai diritti sociali è incompatibile con il programma e i valori di una moderna forza progressista. Considero sbagliate le dichiarazioni del senatore Bruno Astorre riportate dal quotidiano on line Tusciaweb. A forza di essere subalterni agli argomenti della destra si finisce a parlare bene di CasaPound».

Così in una nota il deputato Pd Claudio Mancini, candidato alla segreteria regionale del Lazio. Mancini nella sua nota fa riferimento a un articolo pubblicato dal quotidiano on line della provincia di Viterbo. Stando a quanto riporta la testata, Astorre - anche lui candidato alla segreteria Pd - avrebbe detto nel corso di una iniziativa a Viterbo: «So' fascisti, è vero, ma tante volte dovremmo imitare CasaPound per il loro modo di stare in mezzo alla gente. Come diceva Ugo Sposetti i diritti civili sono roba da Parioli, non del popolo. E non aveva tutti i torti. La gente ha anche bisogno di sicurezza. Un tema che non possiamo lasciare solo alla Lega di Matteo Salvini. La sicurezza in casa propria e per strada è un problema che le persone sentono. In politica, sicurezza e lavoro devono essere gli argomenti principali. Trump negli Stati Uniti c'ha vinto le elezioni».

«I paesi più arretrati sui diritti civili - ha concluso Claudio Mancini - sono anche quelli con maggiori disuguaglianze sociali. L'Italia, su questi temi, non vuole tornare indietro».

«Il mio ragionamento è stato evidentemente più ampio e articolato, la mia iperbole su CasaPound era da incorniciare con virgolette enormi. È giusto, anzi doveroso, che io faccia chiarezza in particolare su questa
provocazione».

Così in un post su Facebook il senatore Bruno Astorre, candidato alla segreteria del Pd Lazio. «Considero Casapound un'organizzazione nazi-fascista, che andrebbe chiusa e messa al bando - aggiunge - perché è una fabbrica di odio, dall'antisemitismo alla xenofobia in un brodo di sottocultura che si muove sulle paure sociali, sui disagi e come abbiamo visto da numerose inchieste non solo di alcune Procure d'Italia anche da inchieste giornalistiche che hanno fatto luce non solo sui metodi, ma anche sul business che fa capo ai vertici
dell'organizzazione. È evidente - sottolinea Astorre - che CasaPound è lontana chilometri dai miei valori, dalla mia
cultura e dalla mia visione di una società democratica. Il mio riferimento era relativo alla presenza quotidiana tra le
persone. Il Pd ha dato troppo l'impressione di andare col cachemire e meno con le scarpe impolverate a fianco delle
persone. Essere percepiti come elite, che ogni tanto scende tra il 'popolò e fa la grazia di ascoltarlo. Io sottolineavo
questo, aver perso per tanti motivi che ho ben chiari, l'umiltà, la sensibilità, il piacere di essere parte delle nostre
comunità. Chi mi conosce sa quanto sia presente sui territori - conclude Astorre - quanto segua da vicino le istanze dei sindaci, degli amministratori così come dei cittadini che legittimamente cercano un confronto, un dialogo e giustamente anche di capire meglio l'attività del Pd che cerca ogni giorno di denunciare le nefandezze del governo di Salvini e Di Maio».

«Le dichiarazioni dell'amico senatore Bruno Astorre, candidato alla segreteria del Pd Lazio, mi preoccupano.
Pensare che il Partito democratico possa avere qualcosa da imitare da CasaPound, per il modo di stare in mezzo alla gente, è fuori dalla realtà. Sfugge al senatore Astorre l'escalation di violenze, di minacce e di intimidazioni che a livello regionale e nazionale hanno caratterizzato questo movimento», dichiara Beppe Fioroni del Pd.

Attacca il deputato renziano Luciano Nobili: «Astorre deve smentire: chi dice che dovremmo prendere esempio dai fascisti non può fare il segretario regionale del Pd».

Ultimo aggiornamento: 14:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA