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Offerta di lavoro choc a Napoli, parla Francesca Sebastiani: «Padri di famiglia sfruttati e sottopagati»

La ragazza di Napoli: "Non abbiate paura di denunciare"

Sabato 25 Giugno 2022 di Giuliana Covella
Offerta di lavoro choc a Napoli, parla Francesca Sebastiani: «Padri di famiglia sfruttati e sottopagati»

«Spero che la mia denuncia serva a far aprire gli occhi a chi di dovere sull’emergenza occupazionale che viviamo non soltanto noi giovani, ma anche tanti padri di famiglia sottopagati o che lavorano in nero, come quelli che mi hanno contattato disperati dopo il mio video». Capelli neri raccolti in una coda, occhiali da sole scuri e un vestito casual di colore rosso con scarpette da ginnastica, Francesca Sebastiani, originaria di Mugnano ma trasferitasi dal 2010 con la famiglia a Secondigliano, racconta la sua storia a Il Mattino in un noto bar di Casandrino. Seduta al tavolino la 22enne che ha denunciato la vicenda diventata virale sui social, è accompagnata da mamma Susy, 58 anni e un male che l’affligge da alcuni anni e con cui continua a combattere. Ed è con lei che ha voluto incontrarci lontano dai riflettori proprio in quel lembo della periferia nord dove è nata e che, nonostante tutto, non vuole lasciare «perché - dice - quello che è capitato a me è purtroppo la normalità, la quotidianità. Per questo è ora di dire basta a chi sfrutta le persone che hanno bisogno di lavorare approfittando della loro difficoltà».

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La giovane donna aveva reso pubblica in un videomessaggio sul suo profilo Instagram l’odissea che aveva vissuto oltre dieci giorni fa, rispondendo a un annuncio di lavoro. Un lavoro per il quale chi era dall’altra parte le aveva offerto una paga mensile di 280 euro, per lavorare come commessa in un negozio di abbigliamento tutti i giorni, incluso il sabato. Una storia che Francesca ha avuto il coraggio di diffondere pubblicamente e che, in seguito, è stata segnalata al consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli. Oggi, dopo il clamore suscitato dalla vicenda, la ragazza ha deciso di raccontare nel dettaglio cosa l’abbia spinta a denunciare, quali siano le sue aspettative e quali le prospettive per il futuro che, a quanto pare, già le riserva qualche opportunità.

Ci racconta com’è nata questa disavventura?

«Ero su Instagram, quando scorrendo le storie dove escono anche le sponsorizzazioni, ho trovato una pagina in cui si diceva che cercavano personale».

Lei lavora o studia?

«Non lavoro o meglio non ho un’occupazione stabile. Mi arrangio con lavoretti saltuari. Attualmente faccio il fattorino per Uber, però si guadagna poco: sono 3 euro a consegna e riesco a farne a mala pena quattro al giorno».

E la scuola? Che studi ha fatto?

«Non ho potuto diplomarmi. Ho dovuto interrompere al quarto anno del liceo socio-psicopedagogico che frequentavo all’Elsa Morante di Scampìa, perché mamma si ammalò di un brutto male ed io fui costretta ad andare a lavorare in un negozio di Sant’Antimo, dove mi pagavano abbastanza bene. Mi davano 200 euro a settimana per 8 ore di lavoro, di sicuro non molti soldi, ma per me erano tanti, essendo anche il mio primo lavoro e vicino casa. Purtroppo quell’attività chiuse per lutto e io dovetti rimettermi alla ricerca di un’occupazione. Ma ho trovato anche di meno rispetto a ciò che mi hanno offerto su Instagram».

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Ossia?

«Mi è capitato di andare in un bar, dove volevano pagarmi 45 euro settimanali, dalle 7 alle 17. Dovevo servire ai tavoli, pulire i bagni, fare le consegne e il volantinaggio. Dopo il primo giorno mi resi conto della situazione e andai via, nonostante fossi in difficoltà economiche».

Arriviamo alla titolare del negozio di abbigliamento che sui social le ha offerto 280 euro mensili…

«La contattai chiedendole anzitutto gli orari. Lei mi rispose dalle 9 alle 13.30 e che poi si riapriva alle 16, ma dovevo arrivare alle 15.30 per fare le pulizie».

Si era accertata che questa persona fosse realmente esistente e non un fake?

«Sì, perché aveva migliaia di followers. Dalle foto nelle storie sembrava una donna giovane. Non ho memorizzato il nome del negozio, so solo che era a Napoli centro, perché dopo il “faccia a faccia” virtuale che abbiamo avuto, lei mi ha bloccato. Ricordo tuttavia che l’account aveva delle iniziali e dei trattini bassi».

Perché ha pensato di denunciare quanto le è capitato con un video?
«Prima di registrare il mio messaggio, avevo visto diversi video di mie coetanee che denunciavano episodi simili. Quindi mi sono detta: magari anche io posso aiutare altre persone che sono state vittime di questo tentativo di sfruttamento. Ma non credevo che avesse una così grande diffusione». 

Pensa di essere stata utile ad altri? 
«Sì, perché ho letto i commenti di tante persone al mio video, che si sono sfogate raccontando anche di peggio. Spero che possa cambiare qualcosa con la mia denuncia. Specie alla luce del fatto che mi hanno contattato tanti papà, dicendo che loro con mille euro non riescono a portare avanti la famiglia».

 

Quali sono le sue passioni?

«Sono un’amante degli animali. Ho tre cani (due meticci e un chihuahua) e un coniglio. Mi piace aiutare il prossimo. Tra le mie passioni la musica, la fotografia e la recitazione. Infatti nel mio futuro mi vedo come cantante, ma anche fotografa (ho una Canon professionale che è rimasta inutilizzata dal 2016, perché ho dovuto accudire mamma che si era ammalata). E poi adoro il cinema. Uno dei miei idoli è l’attore turco Can Yaman».

Un messaggio per i suoi coetanei che si scoraggiano di fronte a casi come quello che le è accaduto e decidono di andar via da Napoli? 


«Non abbiate paura di denunciare, perché state semplicemente facendo qualcosa che servirà a voi e ad altri. Dopo sarà tardi e soprattutto inutile perché le cose non cambieranno mai, se abbassiamo la testa». 

Dopo la sua video-denuncia qualcosa si è mosso?

«Ho ricevuto diverse proposte di lavoro, tutte valide e serie. Valuterò insieme a mia madre, per non incappare in eventuali inganni».

 

Ultimo aggiornamento: 26 Giugno, 11:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA