No Vax, blitz della polizia: pianificavano violenze armate a Roma: «Facciamo saltare camion delle tv»

Giovedì 9 Settembre 2021
No Vax, blitz della polizia: in chat preparavano violenze armate a Roma. Indagate anche 5 «guerriere»

Organizzavano su una chat di Telegram (dal nome «I guerrieri») violenze, anche con armi, durante un raduno No Vax sabato a Roma, gli indagati individuati nel corso di un'operazione della Polizia di Stato contro alcune delle frange più scalmanate dei No Vax in Lombardia e in Italia.

Così all'alba sono scattate una serie di perquisizioni in diverse città nei confronti di appartenenti ai movimenti No Vax che su un gruppo Telegram avevano ipotizzato di compiere azioni violente nel corso delle manifestazioni contro i provvedimenti del Governo. Le indagini, coordinate dalla procura di Milano, sono state condotte dalla Digos e dalla Polizia Postale. Le perquisizioni sono scattate a Milano, Bergamo, Roma, Venezia, Padova e Reggio Emilia. Oltre alle abitazioni degli indagati, i controlli hanno riguardato pc, cellulari, tablet e account social.

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Trovate armi nelle perquisizioni

Nel corso delle perquisizioni di oggi nei confronti del gruppo di No Vax che stava progettando azioni violente, soprattutto per la manifestazione di sabato prossimo a Roma, sarebbero state trovate armi, come coltelli e bastoni. Gli otto indagati, che hanno una età che va dai 53 anni ai 33 anni, si stavano muovendo per creare una «rete» a livello nazionale per azioni violente e stavano pianificando una riunione operativa e preparatoria, o in un luogo fisico o rimanendo sui canali digitali, per la manifestazione "no Green pass" di sabato a Roma. Avrebbero voluto anche creare disordini nel corso della visita, che poi fu annullata, del ministro della Sanità Roberto Speranza a Padova, che era in programma per il 2 settembre.

«Facciamo saltare i furgoni delle tv»

Intanto emergono altri dettagli sulle chat dei No Vax: «Quando andremo a Roma i primi da aggredire sono i giornalisti», scrivevano gli indagati coinvolti nell'operazione di oggi della Polizia di Stato invitando a «usare le molotov» (che non risulta possedessero) per «far saltare i furgoni delle tv». Secondo quanto riferito in questura a Milano, «per la stampa, ritenuta asservita al regime, avevano un vero e proprio odio».

Azioni violente contro membri del Governo

Oltre all'intenzione di partecipare in massa alla manifestazione di protesta in programma nella Capitale sabato prossimo, gli indagati avrebbero incitato gli altri membri del gruppo Telegram a realizzare azioni violente nelle rispettive province di residenza «contro non meglio precisati obiettivi istituzionali o approfittando della visita di esponenti dell'Esecutivo, come quella, poi annullata, prevista a Padova lo scorso 2 settembre da parte del Ministro della Salute, Roberto Speranza». Lo riferisce, in una nota, la Questura di Milano. I membri della frangia avrebbero inoltre avuto «l'effettiva intenzione di realizzare una riunione preparatoria in vista dell'appuntamento romano e di approvvigionarsi di armi bianche da utilizzare in quell'occasione». 

Tra gli indagati 5 "guerriere"

Si definivano «i guerrieri», su Telegram, gli indagati nell'operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Sezione distrettuale Antiterrorismo della Procura di Milano, che ha portato oggi a eseguire numerose perquisizioni in varie regioni. La frangia No Vax, che aveva intenzione di costruire rudimentali ordigni "fai da te" e di approvvigionarsi di coltelli, era composta da 5 donne e 3 uomini. 

Sono state definite come «molto determinate e arrabbiate» le 5 donne indagate. Si tratta di una frangia composta da persone con un «profilo basso» senza «esponenti d'area», ma da gente comune: disoccupati, operai, portinai, camerieri. Uno degli uomini, che aveva un porto d'armi, era conosciuto per essere vicino all'indipendentismo veneto, ma al momento non sarebbe emerso niente di più strutturato.

 

Il pm: volevano influenzare la campagna vaccinale

Le «azioni violente» dei No vax perquisiti e indagati per istigazione a delinquere aggravata, erano «tese a mutare o condizionare la politica governativa e istituzionale in tema di campagna vaccinale». Lo scrivono il capo del pool antiterrorismo di Milano Alberto Nobili e il pm Piero Basilone nei decreti di perquisizione. Gli indagati portavano avanti «iniziative volte ad affermare le convinzioni dell'area cosiddetta No vax».

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Per gli inquirenti il blitz di stamani, come viene chiarito, rientra in una «importante attività preventiva contro dei disordini» che erano stati programmati. Da un lato, c'è il riscontro che questi gruppi stanno «alzando il tiro» e dall'altro si dimostra che le istituzioni e le forze dell'ordine sono presenti nel contrastarli. Le perquisizioni, come si legge nel decreto, riguardano documenti «di qualsiasi natura (anche informatici)» e dispositivi, come notebook, cellulari, memorie o supporti informatici, «utili alla ricostruzione dei fatti e della responsabilità». Si cercano anche «armi» e elementi «riguardanti i rapporti tra gli indagati e tra questi e altri soggetti che potrebbero aver concorso all'istigazione alla commissione di delitti connotati dalla violenza contro persone e cose» e per la «delineazione dei rispettivi ruoli».

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Ultimo aggiornamento: 17:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA