Maltempo con nubifragi record, Edoardo Ferrara: «Preoccupa la crescente frequenza. E Medicane sarà uragano di classe 1»

Martedì 26 Ottobre 2021 di Paolo Ricci Bitti
Maltempo con nubifragi record, Edoardo Ferrara: «Preoccupa la crescente frequenza. E Medicane sarà uragano di classe 1»

Prendete un metro quadrato di terreno e versateci sopra 500 litri d'acqua, ovvero mezza tonnellata d'acqua, ovvero 55 casse (confezioni) da 6 bottiglie da un litro e mezzo ciascuna. Le immaginate 55 casse d'acqua ammonticchiate sopra a un metro quadrato di terreno? Ecco, ogni millimetro di pioggia equivale a un litro d'acqua per metro quadrato e l'altri ieri sull'Etna ne sono caduti 500 in 48 ore, mentre sulla piana di Catania - e questo è il dato più impressionante - ne sono arrivati 300 in due ore. 

Trecento millimetri, la quantità che da quelle parti, non proprio simili a una foresta pluviale tropicale, cade in sei mesi, ma solo quando le stagioni sono propizie. Nella vicina Calabria si è arrivati  a 451,6 millimetri in 48 ore nel Vibonese.

«E siamo ancora lontani dai quasi mille millimetri dei primi giorni di inizio mese in Liguria, dato che rappresenta il record assoluto per l'Italia», dice Edoardo Ferrara, laurea in Fisica teorica, indirizzo nucleare.

Dopo avergli garantito di non usare più "bomba d'acqua" («Definizione improprio e allarmistica»), il caporedattore di 3Bmeteo.com spiega che cosa sta avvenendo in Sicilia: «È tutto chiaro: in particolare in autunno zone della Sicilia e anche della Liguria sono soggette a nubifragi importanti. Ci sono sempre stati e sono dovuti alla conformazione del territorio: montagne vicine al mare. Mare che è ancora caldo e che investito dalle prime perturbazioni fredde restituisce molta energia "caricando" le perturbazioni. Poi, quando le perturbazioni finiscono contro le montagne, la pioggia si scarica con fenomeni imponenti che il territorio non può assorbire, soprattutto se non è stato tutelato con un'adeguata regimentazione dei corsi d'acqua e se è stato esposto

all'abusivismo edilizio, questioni che riguardano molte zone dell'Italia,  un paese inoltre geologicamente fragile in molte sue parti». 

 

Edoardo Ferrara

 

Il maltempo che ha colpito il Catanese non può però essere definito normale?

«E infatti non lo è, ma non per l'intensità del singolo fenomeno, del singolo periodo di qualche ora o di qualche giorno. Ciò che è assolutamente preoccupante è che questi nubifragi si stanno intensificando mettendo allo stremo il territorio. Sono evidenti effetti del cambiamento climatico».

Si possono prevedere?

«Sì, e infatti le previsioni meteo avevano annunciato in gran parte ciò che è accaduto. Però non è ancora possibile individuare le zone ristrette in cui i nubifragi possono raggiungere queste intensità. Proprio per questo è necessario affiancare a previsioni accurate un'informazione, da parte dei siti meteo e dei media, altrettanto accurata, che non scada nell'allarmismo che finisce per far abbassare la guardia. Gli allerta meteo degli anti locali e nazionali non vanno mai sottovalutati».

A proposito, ma davvero fra giovedì e venerdì (28 e 29 ottobre) fra la Sicilia e la Calabria arriverà l'uragano Medicane, sintesi di Mediterranean e Hurricane?

«Ci sono tutte le premesse di un uragano mediterraneo, un ciclone con caratteristiche tropicali con pesanti precipitazioni e venti oltre i 100 chilometri orari e, di conseguenza, forti mareggiate. Massima attenzione, quindi, nella Sicilia orientale e nella bassa Calabria ionica: fenomeni alluvionali saranno di nuovo possibili. Va detto tuttavia che se usiamo il termine "uragano" e ci vengono in mente quelli statunitensi o caraibici dobbiamo classificare Medicane nella scala più bassa, ovvero 1 con i gradi che sono 5».

 

Paolo Ricci Bitti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 21:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA