Liliana Resinovich, lo sfogo del marito: «Non si è uccisa. La polizia sta per chiudere il cerchio»

Sabato 8 Gennaio 2022 di Giuseppe Scarpa
Liliana Resinovich, lo sfogo del marito: «Non si è uccisa. La polizia sta per chiudere il cerchio»

«Per me Liliana non si è suicidata. Se così fosse, vuol dire che non ho visto un malessere che lei stava attraversando. Spero che sia ancora viva. Secondo me la polizia chiuderà il cerchio a breve». Sono le parole di Sebastiano Visintin, 72 anni, marito di Liliana Resinovich, 63 anni, la donna scomparsa dal 14 dicembre e il cui cadavere corrisponderebbe a quello trovato mercoledì pomeriggio nel parco dell'ex ospedale psichiatrico a Trieste. Il corpo era avvolto da sacchi neri e aveva una busta sulla testa. Il marito ha parlato anche dell'amico di Liliana, Claudio Sterpin: «Mi ha disturbato molto questo rapporto occulto, di cui non sapevano nulla nemmeno le sue amiche né suo fratello. Forse lui l'ha plagiata».
Inoltre ha detto di voler partecipare a una fiaccolata per Liliana (che si è tenuta ieri sera) «anche se - ha precisato - apprendo dell'iniziativa da voi giornalisti: nessuno mi ha detto nulla, né mi ha telefonato qualcuno per avvisarmi. È comunque un bel gesto per Lilly. Poi alle 19.00 dovrò andare a lavorare: mi attendono a teatro, dove ogni anno faccio un reportage fotografico».

Liliana Resinovich, il marito: «Non c'entro nulla, ma non credo al suicidio. L'amante? Strano che nessuno sapesse»

 


IN QUESTURA
Il 72enne ha riferito ieri di essere stato convocato dalla polizia: «Avevo un appuntamento in Questura ma non mi hanno chiesto nulla di importante». In merito al 14 dicembre, giorno in cui è scomparsa la moglie, Visintin ha spiegato che l'assenza della donna all'ora di pranzo non gli ha fatto strano perché «non mangiavamo mai assieme». Quanto al fatto che Liliana avesse due cellulari, il marito spiega che ne aveva uno in più perché «le avevo chiesto io di tenere quello che era appartenuto a mia figlia, morta dieci anni fa. Lei lo usava solo per andare sui social. Era la prima volta comunque che lasciava i telefonini a casa, non era mai capitato». Sulle abitudini della moglie poi ha sottolineato: «Liliana non portava sempre gli occhiali e metteva sempre la borsa nell'armadio».
ASFISSIA
È morta soffocata. È questa l'ipotesi che il medico legale dovrà confermare. La testa della vittima era dentro due sacchetti di plastica. Sul corpo nessun segno apparente di violenza, armi da taglio o fori di proiettile. Il cadavere era avvolto in due grossi sacchi, il capo in due più piccoli. Un elemento che potrebbe far pensare a un decesso per asfissia. Il medico legale dovrà fornire anche un'altra risposta: da quanto tempo il corpo fosse nel boschetto. Anche su questo elemento ci sono più ipotesi. Il cadavere non mostrava le condizioni di un corpo fermo lì da una ventina di giorni, ma le fredde temperature registrate potrebbero aver rallentato la decomposizione.
L'INDAGINE
Non c'è ancora nessuna persona iscritta nel registro degli indagati. Sul fronte dell'inchiesta «è certo che Resinovich si sia allontanata a piedi, per questo mercoledì le attività di perlustrazione riguardavano la zona raggiungibile attorno alla sua abitazione». È una precisazione che, giovedì, ha fatto il prefetto di Trieste Annunziato Vardè, dopo aver avviato le ricerche della Resinovich, escludendo «elementi per dire che Liliana abbia preso un bus».
Una dichiarazione che smentisce le affermazioni del marito di Liliana, il quale aveva reso noto che gli era stato riferito che le telecamere della Trieste Trasporti avrebbero inquadrato la donna il 14 dicembre.
Liliana quella mattina avrebbe dovuto recarsi a casa di un suo amico di vecchia data, un'ottantaduenne che vive a Trieste, Sterpin. L'anziano ha spiegato di aver ricevuto una telefonata dalla donna alle 8.22. «Lilly mi ha chiamato per avvisarmi che sarebbe venuta da me un po' più tardi, attorno alle 10, doveva passare prima al negozio di WindTre. Da qualche mese lei veniva da me per darmi una mano a stirare. Ci conosciamo da quarant'anni e siamo legati da un'amicizia affettuosa». Ma dopo quella telefonata, da quanto risulta Resinovich non è mai arrivata a casa dell'amico. Il marito Visintin ha affermato che sua moglie non lo aveva messo al corrente di questa frequentazione.
Giuseppe Scarpa
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Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio, 09:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA