Alberto Genovese, chiesti 8 anni per l'imprenditore accusato di violenza sessuale. Il Pm: «Quadro di devastazione umana»

La richiesta è stata formulata nel processo abbreviato davanti al gup Chiara Valori. La sentenza arriverà a settembre

Giovedì 7 Luglio 2022
Genovese, chiesti 8 anni per l'imprenditore accusato di violenza sessuale. Il Pm: «Quadro di devastazione umana»

Nel contesto di quelle feste, i cui temi erano l'uso di droghe ma anche il sesso estremo, in un quadro «di aberrazioni condivise», di «devastazione e degrado umano», Alberto GenoveseA, nerd diventato 'mister 200milioni di eurò, ormai abituato ad avere tutto e a «prendersi tutto» ciò che voleva, ha superato «scientemente, consapevolmente il limite», quello del consenso delle ragazze. E le ha violentate per ore, mentre erano ridotte in uno stato di «incoscienza», sotto l'effetto di mix di cocaina e ketamina. Partendo dalla descrizione di quei party e arrivando alle precise responsabilità dell'ormai ex imprenditore del web, arrestato dalla Squadra mobile il 6 novembre 2020, i pm di Milano hanno chiesto per lui una condanna a 8 anni di reclusione (con 80mila euro di multa) nel processo con rito abbreviato che dovrebbe chiudersi il 19 settembre. 

Il processo

Il 45enne, ora ai domiciliari in una clinica per disintossicarsi, è imputato per violenza sessuale aggravata, detenzione e cessione di stupefacenti e lesioni per due casi: gli abusi su una 18enne, al termine di una festa il 10 ottobre 2020 nell'attico Terrazza Sentimento con vista sul Duomo, e su un'altra modella di 23 anni ospite di una residenza di lusso, Villa Lolita, a Ibiza nel luglio precedente. L'aggiunto Letizia Mannella e i pm Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini, parlando per oltre 4 ore si sono divisi i 'capitolì della requisitoria: la prima ha dato un'introduzione generale, mentre Stagnaro ha affrontato i fatti specifici, come la mancanza di consenso delle ragazze. O quei filmati delle telecamere a circuito chiuso, piazzate dallo stesso Genovese nella sua camera, che lo hanno ripreso mentre violentava la 18enne inerme. Filippini, poi, ha evidenziato la consapevolezza dell'imprenditore nel superare «quel limite» e ha contrastato la tesi difensiva di un vizio, almeno parziale, di mente per l'uso massiccio di cocaina, che l'ex fondatore di start up digitali iniziò ad assumere nel 2016.

 

Non hanno usato termini iperbolici i pm e ci hanno tenuto a precisarlo, davanti al gup Chiara Valori, rimanendo ancorati agli atti, come quelle testimonianze che rafforzano la denuncia della 23enne per gli abusi sull'isola spagnola. Ne è uscita, con lo sconto del rito e con l'applicazione della 'continuazionè (le pene delle imputazioni non si sommano ma si riducono un pò), una richiesta di condanna non pesantissima. Su cui ha influito pure la richiesta di concedergli le attenuanti generiche per il suo percorso di recupero dalla tossicodipendenza. «Non controllavo più la realtà e ho capito solo riguardando quei video che la ragazza aveva manifestato dissenso», aveva detto il 45enne, dicendosi pentito («Mi spiace, voglio cambiare vita»). Intanto, per la sua ex fidanzata, Sarah Borruso, imputata per concorso nella violenza a Ibiza, sono stati chiesti 2 anni e 8 mesi. «Siamo soddisfatti della richiesta della Procura che ha svolto le indagini egregiamente», ha spiegato l'avvocato Luigi Liguori, legale della vittima più giovane, dopo essere intervenuto con le altre parti civili, tra cui l'associazione Bon't worry (avvocato Caterina Biafora), che hanno chiesto risarcimenti. Sfiora i 2 milioni di euro la richiesta danni della modella all'epoca 18enne che, come chiarito dal difensore, «ha subito danni fisici e psicologici e non può più lavorare nella moda». Il 18 luglio la parola passerà alla difesa di Genovese con gli avvocati Luigi Isolabella e Davide Ferrari.​

Ultimo aggiornamento: 18:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA