Ladro ucciso dal gommista, dall'autopsia dubbi sulla dinamica: Pacini non risponde ai pm

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Ladro ucciso dal gommista, dall'autopsia dubbi sulla dinamica: Pacini non risponde ai pm
Fredy Pacini è crollato in un pianto a dirotto nell'ufficio del pm Andrea Claudiani dove doveva essere interrogato, e sotto il peso di questa tensione, consigliato dai suoi difensori, si è avvalso della facoltà di non rispondere negli uffici della procura di Arezzo. Non se lo aspettava nessuno, tutti credevano che avrebbe ricostruito cosa è accaduto nella sua ditta la notte del 28 novembre. «È un uomo provato, è stato un momento traumatico», hanno detto i suoi avvocati. «Oggi ha realizzato appieno di aver ucciso un uomo», si commenta in procura. Ma l'altra ragione della rinuncia a rispondere alle domande del pm è che l'autopsia effettuata all'obitorio sul cadavere del moldavo Vitalie Tonjoc non avrebbe dato tutte le risposte che la difesa aspettava, ponendo qualche rebus. «Le traiettorie sono ancora indefinite», hanno spiegato gli avvocati Giacomo Chiuchini e Alessandra Cheli, i quali hanno chiesto al pm un nuovo sopralluogo a Monte San Savino.
 
 

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L'autopsia ha accertato che il moldavo è stato raggiunto da due colpi. Uno, vicino a un ginocchio e frontale, ma l'altro, andato più in alto, definito 'fronto-laterale', ha colpito il ladro all'altezza del bacino lesionando un'arteria femorale. È il colpo mortale. Il 29enne, è emerso sempre dall'autopsia, è morto per una emorragia interna, «uno choc emorragico» causato da questo sparo. E ora per i difensori ci sono «criticità sulla direzione di questo proiettile», tali da far rinviare l'interrogatorio fra 60 giorni quando sarà disponibile la relazione del medico legale. «Ma quale criticità? Una deviazione?», è stato loro chiesto dai giornalisti. «C'è il segreto istruttorio ma sono tre le ipotesi», hanno detto. La ricostruzione balistica, per ora basata su rilievi e autopsia (il medico legale e i consulenti si sono dilungati molto con la Tac proprio per individuare le traiettorie), sposta parecchio la questione della legittima difesa e in particolare dell'eventuale eccesso, cioè l'accusa mossa con l'omicidio colposo a Fredy Pacini.

Ad ogni modo è tutto rinviato al tempo necessario per disporre della relazione del medico legale e anche del nuovo sopralluogo se il pm deciderà di farlo. Mentre una perizia balistica adesso è ancora un'opzione «eventuale». Pacini intanto rimane un uomo sconvolto e anche la prossima notte non dormirà in ditta, come invece ha fatto per anni. I suoi concittadini intanto fanno una fiaccolata a suo sostegno nelle strade di Monte San Savino, un paese che sta guardando con sospetto l'autostrada «da cui arrivano i ladri», dice la gente. Proseguono le indagini dei carabinieri. Gli investigatori hanno scoperto che il moldavo ucciso aveva numerosi precedenti per furti in Italia e che la procura di Milano lo cercava in esecuzione di un'ordine di carcerazione. In Italia era rientrato a settembre con un passaporto col cognome della moglie, cosa legale in Moldavia ma anche un modo per non farsi identificare in caso di controlli delle forze dell'ordine italiane.
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Venerdì 30 Novembre 2018, 22:11






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