Frecce Tricolori, i 60 anni celebrati ieri e oggi a Rivolto Rivedi il maxi air-show applaudito dal presidente Mattarella

Venerdì 17 Settembre 2021 di Paolo Ricci Bitti
Frecce Tricolori, i 60 anni celebrati ieri e oggi a Rivolto Rivedi il maxi air-show applaudito dal presidente Mattarella

Frecce Tricolori: da 60 anni sono la pattuglia acrobatica più spettacolare, conosciuta e ammirata. Ieri la Pan ha di nuovo  disegnato a Rivolto (Udine), davanti al presidente Sergio Mattarella, il tricolore più vasto del mondo, lungo 5 chilometri e largo cento metri, sottolinendo l'eccellenza dei piloti dell'Aeronautica militare e delle aziende italiane. Oggi seconda giornata del maxi air show per le celebrazioni dell'anniversario delle Frecce.  

La prima parte del maxi air-show ieri a Rivolto con i complimenti espressi dal presidente Mattarella ai piloti delle Frecce Tricolori: «Gli italiani sono orgogliosi di voi»​.

 

La diretta dell air-show in corso a Rivolto oggi 19 settembre

 

 

Sessant'anni durante i quali la Pattuglia acrobatica nazionale, l'unica nella formazione 9+1, è stata più volte premiata quale migliore del mondo, quella più capace di rinnovare costantemente il repertorio della figure disegnate in cielo che sono diventate sempre più complesse e affascinanti.  

«Il fattore umano all'interno della Pan -  racconta il tenente colonnello Gaetano Farina, comandante delle Frecce Tricolori – è fondamentale.  Non parliamo di singoli ma di squadra, non solo i piloti ma anche tutti quelli che lavorano a terra nella base di Rivolto, sede del 313° Gruppo».

 

 

 

La pandemìa ha impedito a milioni di persone nel mondo di ammirare il programma delle Frecce Tricolori con tante esibizioni cancellate o riassunte nei maestosi sorvoli, come quello di Roma il 2 giugno 2020, ma ieri 18 e oggi 19 settembre le Frecce Tricolori celebrano i 60 anni con una manifestazione che prevede, oltre all'esibizione dei velivoli dell'Am, anche la partecipazione di pattuglie di paesi europei. «Un abbraccio all'Italia» lo definisce sempre il comandante Farina, Pony 0, dal nome del suo velivolo.

Gli 8mila posti nella base di Rivolto (si entrerà solo con il green pass) sono esauriti in 10 minuti: una briciola rispetto al mezzo milione di persone che erano attese nella zona se non ci fossero state le restrizioni anti Covid. Le autorità invitano gli appassionati a non tentare di raggiungere anche aree lontane dalla pista perché per evitare assembramenti verrà allestita una stretta sorveglianza.  

Il programma

Meglio restare a casa davanti alla tv e al computer per vedere sfrecciare aerei, elicotteri e pattuglie quali, tra gli altri,  HH-101A, HH-139A, TH-500, C-27J - RSV, T-346A – RSV, Eurofighter F-2000A - RSV, G-550 CAEW, KC-767A (come quello che ha recentemente trasportato aiuti alla popolazione di Haiti colpita dal terremoto), C-130J (come quelli che hanno permesso l'evacuazione di 5mila civili da Kabul), Formazione Legend (T6 Texan, Fiat G-46, MB326K, MB326E, SF-260EA, S-208M, MB-339A, MB-339CD, T-346A, AMX, Tornado, F35-A, F35-B, Red Devils (Belgio), Orlik Team (Polonia), Krila Team (Croazia), Midnight Hawks (Finlandia), Patrulla Aguila (Spagna), Patrouille Suisse (Svizzera), Frecce Tricolori. Allestita anche una mostra statica dei velivoli. 

Sabato 18 settembre - Youtube dalle ore 15.40, domenica 19 settembre - Youtube dalle ore 12.10, la manifestazione aerea del pomeriggio del sabato sarà tramessa in diretta live TV su RAI 1 il 18 settembre dalle ore 15.45.
 

Paolo Ricci Bitti

 

 

 

 

 

In volo con le Frecce Tricolori di Paolo Ricci Bitti 

 

 

La nota dell'Aeronautica militare sulle celebrazioni di Rivolto

 

Due giorni di esibizioni, quattro pattuglie acrobatiche straniere, numerosi velivoli storici ed i principali assetti dell’Aeronautica Militare in display, a terra e in volo, per festeggiare i 60 anni della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Un evento atteso da oltre un anno sulla base aerea di Rivolto, in Friuli-Venezia Giulia, sede del 2° Stormo e la “casa” delle Frecce Tricolori, che ha visto la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Un anniversario PAN che, come tutti gli eventi e le manifestazioni pubbliche, ha dovuto fare i conti con le attuali restrizioni dovute all’emergenza Covid.  Solo otto mila, infatti, le persone, tra pubblico, addetti ai lavori ed autorità, che in ognuna delle due giornate di manifestazione – sabato 18 e domenica 19 settembre - hanno potuto assistere all’evento, autorizzate all’accesso tramite una procedura di registrazione on-line e solo se in possesso della prevista certificazione “green pass”.

 

La giornata di apertura è stata caratterizzata dalla presenza di numerose autorità istituzionali: oltre al Capo dello Stato, giunto sull'aeroporto friulano a bordo di un Airbus A319CJ scortato da due Eurofighter, hanno voluto portare di persona il proprio speciale augurio alle Frecce Tricolori, la Presidente del Senato, Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini, il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Sen. Stefania Pucciarelli, e – a fare gli onori di casa - il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di squadra aerea Alberto Rosso. Il secondo giorno è stato dedicato, invece, ai partecipanti al Raduno Piloti ed ex appartenenti al 313° Gruppo Addestramento Acrobatico e delle pattuglie acrobatiche storiche del secondo dopoguerra che lo hanno preceduto, a suggellare il legame indissolubile che lega idealmente tutti coloro che hanno avuto l’onore di rappresentare la Forza Armata ed il Paese in questa veste. Filo conduttore comune per entrambe le giornate la passione ed il forte attaccamento all’Aeronautica Militare e al Tricolore da parte delle migliaia di appassionati ed appartenenti ai Club Frecce Tricolori che in modo ordinato hanno varcato i cancelli della base militare sin dalle prime ore del mattino nei due giorni di air-show.

 

Le parole del Ministro Guerini e del Gen. Rosso

 

“Non occorrono parole per descrivere questa giornata, bastano le emozioni vissute grazie allo spettacolo straordinario al quale abbiamo assistito. Ma al di là dell’emozione abbiamo visto l’espressione più pura, immediata e concreta della peculiarità del nostro strumento militare, basato su competenze professionali di grandissimo livello e mezzi ad altissima tecnologia, saldamente ancorato a valori e tradizioni”, queste le parole del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini a margine della manifestazione. “Si è celebrato il risultato di 60 anni di storia – ha continuato il Ministro – da guardare con grande orgoglio e rispetto, nei quali le Frecce Tricolori hanno solcato i cieli dell’Italia e del mondo, ambasciatrici del prestigio, delle tradizioni e delle eccellenze italiane e, prima ancora, delle capacità tecniche e umane di tutta l’Aeronautica Militare”.

“Una ricorrenza ricca di orgoglio per l’Italia”, ha commentato il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Alberto Rosso. “Italiani sono i piloti, italiano è l’addestramento che hanno ricevuto presso le Scuole di volo dell’Aeronautica Militare, italiana è la tecnologia dei velivoli. Le Frecce Tricolori sono la punta dell’iceberg di questa manifestazione aerea ma tante sono le capacità e gli assetti costantemente impegnati al servizio della collettività, a protezione dei nostri cieli e dei cieli dei Paesi che non hanno un proprio sistema di difesa, assetti impegnati anche nei mesi scorsi all’estero, nella complessa operazione di rimpatrio dei profughi afghani, e prima ancora impegnati a supporto della lotta contro il Covid-19”.

Un compleanno speciale per la Pattuglia Acrobatica Nazionale, quindi, ma anche l’occasione per mettere in mostra le peculiarità di numerosi assetti della Forza Armata e le capacità che gli equipaggi ed il personale dei reparti tecnici ed operativi dell’Aeronautica Militare sono in grado di esprimere al servizio del Paese, dal soccorso alla popolazione, alla difesa aerea nazionale, al trasporto, essenziale  nello storico quanto complesso ponte aereo effettuato recentemente per il rimpatrio di migliaia di persone dall'Afghanistan. Tanti i velivoli militari che il pubblico presente, e le migliaia e migliaia di telespettatori che hanno seguito l’evento in diretta su RaiUno e sui canali social AM, hanno potuto ammirare sul cielo della base friulana. Tra questi i gioielli dell'industria aeronautica nazionale Leonardo: gli elicotteri HH-139A e HH-101A e i velivoli T-346A, Eurofighter e C-27J del Reparto Sperimentale di Volo protagonisti delle spettacolari presentazioni tecniche in volo. Non sono mancate poi le linee AMX e Tornado, impegnate in un evento tattico complesso, insieme ai Reparti del Comando Forze per la Mobilità e il Supporto e della 1^ Brigata Aerea Operazioni Speciali, pensato per mostrare al pubblico le diverse capacità operative che l'AM è in grado di esprimere in modo peculiare in ambito Difesa, sia per esigenze di sicurezza nazionale, sia in contesti expeditionary al di fuori dei nostri confini. Protagonisti assoluti, nella circostanza, gli F-35, sia nella versione A che B, che hanno lasciato senza fiato con le loro performance gli spettatori presenti. 

A chiudere entrambe le giornate, ovviamente, il volo delle Frecce Tricolori: 25 minuti vissuti da tutti - compresi i piloti delle altre pattuglie presenti- trattenendo il respiro e senza mai staccare gli occhi (e le fotocamere) dal cielo, uno spettacolo unico che solo i 10 Pony MB339PAN della Pattuglia Acrobatica Nazionale sono in grado di offrire. Competenza, professionalità ma anche passione, senso del dovere e disciplina, valori che le Frecce Tricolori - ambasciatrici delle eccellenze italiane - hanno nel proprio DNA, al pari di tutte le altre realtà dell'Aeronautica Militare alle quali la PAN è legata da un filo rosso comune fatto di professionalità, valorizzazione dello spirito di gruppo e del lavoro di squadra.

In un momento storico straordinariamente difficile, nei mesi più difficili del lockdown, mentre tutta l'Aeronautica Militare forniva un contributo decisivo per combattere la pandemia, la PAN veniva chiamata ad un compito tanto inatteso quanto prestigioso: sorvolare, nella settimana precedente al 2 giugno 2020, tutte le regioni italiane, abbracciando con oltre 100 chilometri di Tricolore l'intera Nazione in segno di unità, coesione, solidarietà e voglia di ripresa. Un'immagine, quella dell'Abbraccio Tricolore, che è ormai nella nostra memoria collettiva.

 

Highlights #FrecceTricolori60

 

LE INIZIATIVE

Tante le iniziative collegate all'anniversario.

 

“Frecce Tricolori – L’arte del volo Acrobatico” è il volume realizzato dall’Aeronautica Militare in collaborazione con Giunti Editore in occasione di questa importante ricorrenza, una delle tappe di avvicinamento al Centenario dell'Aeronautica Militare del 2023. Foto, disegni, storie passate e recenti, manovre acrobatiche, lavoro a terra e tanto altro, per raccontare le Frecce Tricolori in un modo decisamente nuovo ed accattivante. Un libro attraverso il quale sarà possibile scoprire ed apprezzare un mondo fatto di estro, professionalità e passione, descritto, con aneddoti storici anche inediti, foto straordinarie scattate a terra e in volo, e grazie ai “QR Code” presenti nelle pagine del volume, le parole prenderanno forma attraverso dei video esclusivi delle esibizioni della PAN. "Questo libro vuole essere un invito - ha scritto il Capo di Stato Maggiore nella prefazione - la prossima volta che alzerete gli occhi al cielo per ammirare le Frecce, a guardare oltre quel volo per cogliere il lavoro e il servizio giornaliero di tutta una Forza Armata. Solo così si potrà gustare appieno la bellezza e il significato vero e profondo di quel Tricolore nel quale ci riconosciamo per sentirci più forti, fieri e orgogliosi di essere Italiani".

In collaborazione con la sede RAI del Friuli-Venezia Giulia è stato realizzato inoltre il documentario "Sessant'anni in volo: la Pattuglia Acrobatica Nazionale", firmato da Antonia Pillosio, che ricostruisce gli eventi più significativi della storia della PAN attraverso le testimonianze di chi li ha vissuti, con materiali inediti provenienti dalle Teche Rai e dagli archivi storici dell'Aeronautica Militare. Il documentario è tuttora disponibile su Raiplay ai seguenti link:

 

https://www.raiplay.it/programmi/sessantanniinvololapattugliaacrobaticanazionale

https://www.raiplay.it/video/2021/03/Sessantanni-in-volo-la-Pattuglia-Acrobatica-Nazionale-f6689b8f-7585-4450-8f1d-944391bfedd1.html

 

Venerdì 17, nell'ambito delle celebrazioni per i 95 anni del 2° Stormo ed i 60 anni PAN, la Banda musicale dell'Aeronautica Militare si è esibita presso il Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Le due ricorrenze sono state suggellate dalla concessione della cittadinanza onoraria della Città di Codroipo al 2° Stormo ed al 313° Gruppo Addestramento Acrobatico. Nella mattina di sabato 18, prima dell'inizio della manifestazione aerea, alla presenza del Capo di Stato Maggiore AM, si è svolta inoltre la cerimonia di intitolazione del Piazzale Bandiera del 2° Stormo al Generale Mario Squarcina, primo comandante e "padre fondatore" delle Frecce Tricolori.

 

Numerosi anche gli eventi sul territorio organizzati a margine dell'air show, tra cui due mostre fotografiche presso la città di Udine: una curata dal 2° Stormo, dal titolo "L'inizio della meravigliosa avventura - la nascita della acrobazia aerea collettiva" (aperta fino al 17 ottobre presso la Galleria Tina Modotti), ed una sulla PAN - "60 anni con le Frecce Tricolori" - curata dall'architetto Alvise Rampini (fino al 10 ottobre nella Chiesa di San Francesco).

 

 

La storia della Pan

Ha compiuto 60 anni il primo marzo di quest'anno  la Pan, la Pattuglia acrobatica dell'Aeronautica militare più brava e spettacolare di tutti i tempi e di tutti i paesi. Un primato indiscutibile. Non per questioni di orgoglio nazionale. Non perché i velivoli della Pan disegnino nel cielo di ogni parte del mondo l'immensa bandiera verdebiancorossa lunga 5 chilometri e vasta 50 ettari, insomma 72 campi da rugby uno a fianco all'altro. Non perché durante questi tempi di pandemìa da Covid le Frecce abbiano sorvolato in lungo e in largo la penisola per ricucire il senso di lottare tutti insieme. Non perché solamente la Pan schieri 10 velivoli aumentando in maniera esponenziale la difficoltà di realizzazione delle manovre. Non perché nessun'altra pattuglia abbia vinto in questi 60 anni tanti riconoscimenti internazionali quanti la Pan, dominatrice degli air show in 48 paesi.

E' perché – insieme a tutto quanto detto finora - solo le Frecce Tricolori sono capaci di rapire cuore, sguardo, respiro, ragione e sentimento per i 30 minuti della loro esibizione. Una partita alla stadio, un film al cinema, un'opera lirica a teatro fermano l'orologio, isolano dalla vita reale, offrono un meraviglioso tempo fuori dal tempo ed è per questo che non possiamo farne a meno, che ne sentiamo così tanto la mancanza in questi mesi, ma la maestosità delle figure intagliate nell'aria dai piloti e dagli aerei della Pan non ha eguali, rafforzata com'è dal sibilo dei motori, dai colori del cielo e delle nuvole, dal sole che fa luccicare le calotte degli abitacoli, dal vento che attraversa il mare e i campi di volo e porta lontano i fumi tricolori mentre i jet si allontanano e, nel silenzio, il tempo riprende a scorrere.

 

 

 

 

 

 

Gli inglesi (Red Arrows), i francesi (Patrouille de France ), i belgi (Les Diables Rouges), i turchi (Turkish Stars), gli svizzeri (Patrouille Suisse), gli americani con i loro - e solo loro - possenti caccia (Blue Angels della Marina e Thunderbirds dell'Aeronautica), per citare le formazioni più conosciute, sono bravissimi, ci mancherebbe, tanto di cappello, ma sono proprio loro che anno dopo anno hanno riconosciuto la maestrìa della pattuglia acrobatica italiana e la grande bellezza del suo programma di figure che in questi 60 anni ha sempre continuato ad allargarsi, a introdurre nuove idee, a richiedere ai piloti sempre più ore di addestramento.

 

Piloti arciselezionati che vengono (e rientrano) dalla linea “caccia” e che con il 313° Gruppo di stanza a Rivolto (Udine) effettuano anche le esercitazioni tattiche di ogni altro gruppo dell'Aeronautica Militare. Loro però fanno anche le acrobazione in formazione 9+1, con "parametri" (distanze da velivolo a velivolo) che fanno venire i brividi: solo un metro fra ala ed ala, sul filo dei 600 chilometri orari. Pensate solo all'aereo Pony 6 quando si trova al centro di tutta la formazione, abilissimo a restare inchiodato alla sua posizione nonostante le turbolenze causate da tutti gli aerei che ha attorno. La fiducia riciproca deve essere ferrea. Come l'orgoglio di indossare la divisa di una nazionale, di una squadra che è sempre stata costituita solo da talenti: c'è in ogni pilota la consapevolezza di dovere fare meglio di chi l'ha preceduto e di lasciare con fierezza quella maglia, di cui si è solo custodi provvisori, a chi verrà dopo di lui. In inglese si direbbe: "Legacy", termine più forte dei nostri "tradizione" o "eredità".   

 

 

Ed è così la Pan che dal 1° marzo 1961 sostiene il ruolo di rappresentante dell'Italia nel mondo. L'Italia e non solamente le sue forze armate, ma anche le sue industrie, la sua storia, la sua capacità di unire ingegno, tecnologia, eleganza, di sorprendere, di fare gioco di squadra. Nell'esibizione delle Frecce Tricolori, davanti anche a 500mila spettatori, in quelle figure che si susseguono senza sosta, senza lasciare mai il cielo “vuoto”, raccordate dai passaggi del solista che incassa un incredibile e faticosissimo numero di G, ci sono tutte le caratteristiche migliori degli italiani: te ne ricordi anche quando uno straniero, non necessariamente un appassionato d'aviazione, cita la Pan mentre gli brillano gli occhi. E poi in questi ultimi anni i record di visualizzazioni dei video delle esibizioni in cui il passaggio con il bandiera più grande del mondo è accompagnato da Nessun dorma cantato da Luciano Pavarotti.

 

 

In questa ricorrenza dei 60 anni ci sarà anche il tempo di ricordare i 16 piloti che con le “Frecce” hanno perso la vita, compresi i tre della tragedia di Ramstein che nel 1988 in Germania causò la morte anche di 67 spettatori. Un lutto terribile da quale la Pan è tuttavia riuscita a ripartire.

 

Un anniversario che segna anche l'avvicinarsi dell'entrata in linea del nuovo velivolo realizzato dalla Leonardo, l'Alenia Aermacchi T345A, che sostituirà il veterano Aermacchi MB 339 Pan in servizio dal 1982 dopo il Fiat G91 Pan (dal 1964) e l'F86 Sabre (dal 1961). Anche i nuovi aerei “addestratori”, quando avranno la livrea della Pan, si chiameranno Pony in onore al cavallino rampante dell'asso degli assi Francesco Baracca la cui madre donò il simbolo a Enzo Ferrari.

Il Pony 0 (zero) è quello che spetta al comandante, attualmente il tenente colonnello Gaetano Farina, "regista-controllore" che da terra controlla e dirige l'esibizione dei compagni, ultimo erede del ruolo nel 1961 affidato al maggiore Mario Squarcina, primo comandante della Pattuglia acrobatica nazionale a sua volta tappa del percorso avviato nel 1930 dal colonnello Rino Corso Fougier, fondatore prima scuola italiana di volo acrobatico

 

 

 

 

Video

 

La nota dell'Aeronautica militare

1° marzo 1961: da sessant’anni simbolo del “made in Italy” nel mondo

Era il 1° marzo 1961 quando giunsero sulla base aerea di Rivolto (Udine) i primi sei velivoli F-86E “Sabre” con la livrea della pattuglia del  “Cavallino Rampante”. I sei “Sabre” provenivano da Grosseto, oggi una delle basi deputate alla difesa dei cieli italiani e sede dell’allora 4ª Aerobrigata, oggi  4° Stormo. Ad attenderli al suolo, il loro primo Comandante: il maggiore Mario Squarcina. Si insediava così la prima di cellula dell’“Unità Speciale Acrobatica”, nucleo originario delle nascenti Frecce Tricolori.

 

Sono trascorsi 60 anni da quel giorno ed oggi come allora le Frecce Tricolori hanno l’orgoglio di rappresentare i valori, la tecnologia, la competenze e la capacità di fare squadra dell’intera Aeronautica Militare. 60 anni in cui la Pattuglia Acrobatica Nazionale ha portato le sue esibizioni in 48 paesi del mondo - dall’America alla Russia, dal Nord Europa al Medio Oriente e al Nord Africa – stendendo il Tricolore sui luoghi più belli ed in occasione degli eventi più significativi della storia del nostro Paese. Un simbolo di italianità e senso di appartenenza, ma anche dei valori e della professionalità di tutte le Forze Armate, nonché l’espressione delle capacità dell’industria nazionale e di tutto il Sistema Paese.

 

Un anniversario che cade in un momento particolarmente difficile, in cui si rinnova e rafforza l’importanza di restare uniti e fare squadra. Proprio con questo intento, a fine maggio del 2020, la Pattuglia Acrobatica Nazionale ha compiuto uno storico sorvolo di tutti i capoluoghi di regione italiani, iniziativa che ha preso il nome dal forte valore simbolico di “Abbraccio Tricolore”, culminata con il sorvolo della città di Roma nel giorno del 2 giugno - Festa della Repubblica.

 

“Le Frecce Tricolori sono conosciute, apprezzate e portano in tutto il mondo il nostro Tricolore”, dice il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso. “Esse sintetizzano tutto quello che è tecnologia, passione, capacità, competenza e professionalità che l’Italia è in grado di esportare e portare nel mondo”.

 

Una storia, quella delle Frecce Tricolori, fatta di passione e competenza, che gli uomini e le donne che ne hanno fatto parte in questi sessanta anni hanno contribuito a rendere celebre. “Il fattore umano all’interno della Pattuglia Acrobatica Nazionale – dice il Tenente Colonnello Gaetano Farina, Comandante delle Frecce Tricolori - è fondamentale. Non parliamo di singoli ma di squadra, non solo i piloti ma anche tutti quelli che lavorano a terra. Andiamo a cercare chi è capace di lavorare in team, ma anche chi è in grado di mettersi in gioco ed accettare le critiche”.

 

Il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, questa la denominazione ufficiale delle Frecce Tricolori, è un reparto di volo dell’Aeronautica Militare composto da circa cento militari tra Ufficiali, Sottufficiali e Graduati. La formazione di 10 velivoli, 9 più quello del solista, è composta da piloti provenienti dai reparti operativi di volo dell’Aeronautica Militare che, a seguito di selezione, entrano a far parte della Pattuglia Acrobatica Nazionale; qui trascorrono una parentesi della loro carriera operativa per poi far rientro ai Reparti al termine dell’esperienza. Il restante personale che appartiene alle Frecce Tricolori, sono principalmente specialisti addetti alla manutenzione del velivolo Aermacchi MB339A-PAN.

 

In occasione della ricorrenza del 1° marzo, la RAI Friuli Venezia Giulia ha realizzato un documentario sulla storia delle Frecce Tricolori dal titolo “Sessant’anni in volo: la Pattuglia Acrobatica Nazionale” che andrà in onda questa sera (lunedì) alle 22.10 su Rai Storia (canale 54 del digitale terrestre).

 

 

La storia delle Frecce Tricolori - 1° marzo 1961

 

Sul finire degli anni ’20 sull’aeroporto di Campoformido (UD), situato pochi chilometri ad est della base di Rivolto, i primi pionieri del volo acrobatico dimostrarono come l’acrobazia aerea costituisse l’essenza stessa della caccia militare ed il suo esercizio fosse in grado di migliorare le prestazioni nel combattimento aereo. Da lì prese vita una tradizione di acrobazia aerea collettiva che culminò con le formazioni acrobatiche collettive degli anni ’50 individuate a turnazione annuale presso i Reparti Operativi dell’Aeronautica Militare: Lancieri Neri, Diavoli Rossi, Tigri Bianche, Getti Tonanti e Cavallino Rampante.

Proprio da quest’ultima, pattuglia di riserva nel 1960 e successiva titolare nel 1961, venne individuato il nucleo di piloti che andarono a costituire un gruppo che stabilmente si occupasse di acrobazia aerea collettiva e che rappresentasse in tutti gli eventi in patria ed all’estero, l’Aeronautica Militare e tutta l’Italia.

Il 1° marzo 1961 giunsero a Rivolto, provenienti dalla 4^ Aerobrigata di Grosseto i primi 6 velivoli F-86E “Sabre” con la livrea della pattuglia del  “Cavallino Rampante” che recava l’emblema dell’Asso Francesco Baracca (simbolo ceduto dalla contessa Paolina, madre di Baracca direttamente a Enzo Ferrari per la casa automobilistica di Maranello).

 

Nasceva così sull’aeroporto di Rivolto, dove ancor oggi ha sede, l’Unità Speciale Acrobazia che a decorrere dal 1° luglio 1961 avrebbe assunto la denominazione ufficiale di 313° Gruppo Addestramento Acrobatico.

 

Giunti nei cieli del Friuli Venezia Giulia, i sei velivoli “Sabre” si diressero verso l’aeroporto di Campoformido sul quale eseguirono un looping in onore della culla dell’acrobazia aerea collettiva italiana. Successivamente eseguirono alcune manovre acrobatiche sull’aeroporto di Rivolto per poi atterrarvi. Al suolo, ad attenderli, il Maggiore Pilota Mario Squarcina, già Leader e Comandante della Pattuglia dei “Diavoli Rossi”, che sarebbe passato alla storia, da quel giorno, come il 1° Comandante e “padre fondatore” delle  Frecce Tricolori.

 

Il velivolo F-86E “Sabre” volò la prima manifestazione in assoluto il 1° maggio 1961 a Trento Gardolo. Nel primo anno di vita le Frecce Tricolori volarono con le insegne del “Cavallino Rampante” assumendo nel 1962 una nuova livrea e lo stemma che ben conosciamo.

 

Dalla stagione 1964 le Frecce Tricolori iniziarono a impiegare il velivolo italiano FIAT G-91PAN che lasciarono solo nel 1982 quando avvenne la transizione al velivolo MB-339PAN a oggi in dotazione.

 

Sorvoli e manifestazioni con i quali si concretizza, in volo, il compito rappresentativo assegnato alle Frecce Tricoli sono eventi dal grande seguito che dà sempre accompagnano importanti momenti della storia del nostro Paese.

 

 

Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 20:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA