Ischia, Legnini: «Vanno rivisti i piani di ricostruzione, tragedia che rende interventi più urgenti»

Il commissario di governo per la ricostruzione: "I piani preparati dopo il terremoto del 2017 saranno rivisti"

Domenica 27 Novembre 2022 di Adolfo Pappalardo
Ischia, Legnini: «Vanno rivisti i piani di ricostruzione, tragedia che rende interventi più urgenti»

Ricostruire ancora lì o delocalizzare? «Il tema si poneva prima e si pone a maggior ragione ora», dice con un filo di voce il commissario di governo per la ricostruzione Giovanni Legnini, a margine di una delle riunioni, in Prefettura a Napoli, per organizzare i soccorsi a Ischia. L'unico tema è la frana ma è più che naturale incrociarlo con la ricostruzione del sisma di 5 anni fa. Casamicciola è un territorio su cui la natura sembra si sia accanita. Prima una tremenda scossa che distrugge tutta la frazione alta, poi la frana che spazza via quelle stesse strade. Le stesse.

LO SCENARIO
«Sono profondamente addolorato per la nuova catastrofe che ha colpito l'isola di Ischia. Ora è il momento del dolore, della solidarietà e della prime misure di assistenza alla popolazione con la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del governo», ragiona Legnini che però non si tira indietro rispetto ad ulteriori analisi. A cominciare dalla ricostruzione post sismica su cui, appena pochi giorni fa, aveva relazionato al ministro Nello Musumeci. «Questa tragedia rende ancora più urgente la necessità di interventi di messa in sicurezza oltre alla ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto del 2017 che, negli ultimi mesi, è stata resa possibile con diversi interventi di semplificazione. E grazie a questi, si iniziava a procedere speditamente». Un piano da 700 milioni che, finalmente, appena un mese fa sembrava avviato dopo aver superato una babele di pastoie burocratiche. E ora? «Il piano per ricostruire gli edifici distrutti o danneggiati non può prescindere da incisivi interventi di prevenzione anche del rischio idrogeologico e non solo di quello sismico. Ora però - aggiunge Legnini - il tema è quello del primo soccorso per la popolazione. Una tragedia che questi nuclei, questi stessi nuclei, hanno già visto cinque anni fa».

RIFLESSIONE
Ovviamente non c'è un nesso tra sisma e frana ma è innegabile che i due discorsi ora debbano necessariamente viaggiare assieme. «Nei prossimi giorni dovremmo seriamente porci un tema sicurezza per questo territorio. Si poneva - aggiunge - anche prima ma è necessario porselo a maggior ragione ora. Parliamo di una porzione piccola di territorio dove insistono criticità enormi. In un quadro generale che vede un'isola intera insicura sotto tutti i punti di vista: morfologico e sismico. E serve un piano serio di mitigazione per entrambi i rischi. Ma, ripeto, il tema è sempre stato posto ed è stato il cuore del confronto che abbiamo avuto con i sindaci dell'isola e con la Regione. Ed ora sembrava che tutto fosse andato a conclusione». Sinora perché da domani il nodo più complesso sarà se la ricostruzione post sismica debba avvenire in quello stesso identico luogo teatro di questa ennesima tragedia. «Attendo di vedere il ministro Musumeci tra qualche ora» aggiunge il commissario. Un paio di di mesi fa, siamo a fine agosto, si era riproposto il tema di ricostruire o delocalizzare. Tutto o in parte. Decisione che ha un impatto enorme sulle popolazioni locali. E gli studi dell'Ingv, secondo il piano presentato da palazzo Santa Lucia già a fine agosto, suggerivano la delocalizzazione di una parte marginale degli edifici crollati o danneggiati (circa 1.600). Con l'idea di non ricostruire dove il rischio sismico era più alto. Ma ora quest'area potrebbe allargarsi come lascia trapelare Legnini. «L'area dove si è verificato l'evento franoso - conclude - non è quella del sisma ma bisogna studiare ora gli effetti su una zona più ampia». Sta dicendo che si delocalizzerà e non si ricostruirà più lì? «È una tema che ora si deve porre sicuramente...».
 

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