Nadia uccisa dal fidanzato, lite per la differenza di età. Lui ai genitori: "Mi vergogno..."

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Nadia uccisa dal fidanzato, lite per la differenza di età. Lui ai genitori: "Mi vergogno..."
«Temo di aver commesso un omicidio»: sono le prime parole pronunciate da Francesco Mazzega quando ha suonato al citofono della Polizia Stradale di Palmanova (Udine) accusandosi del delitto. Lo ha riferito il vicequestore aggiunto di Udine, Massimiliano Ortolan, al termine dell'interrogatorio dell'uomo. Gli investigatori hanno anche chiarito che l'allarme era scattato in piena notte.

«Intorno alle 6 - ha riferito Ortolan - non vedendo la ragazza rientrare, nonostante avesse annunciato di voler uscire col fidanzato solo per un breve giro nei dintorni, i genitori hanno denunciato la scomparsa; da quel momento sono scattati gli accertamenti delle forze dell'ordine, interrotti soltanto quando l'uomo si è presentato spontaneamente». 





«Mi vergogno troppo per ciò che ho fatto: non voglio incontrare i miei genitori», ha affermato Francesco Mazzega rivolgendosi agli investigatori della Polizia che gli avevano concesso un breve colloquio con la mamma e il papà al termine dell'interrogatorio, svoltosi alla presenza dell'avvocato difensore che gli era stato assegnato d'ufficio, e prima di essere trasferito in carcere. Mazzega, reo confesso dell'omicidio della fidanzata, ha però rifiutato. «Non se la sentiva - ha riferito il vicequestore aggiunto della Questura di Udine, Massimiliano Ortolan - i genitori, che erano in vacanza in montagna, erano venuti appena avvisati della tragedia. Hanno atteso tutto il giorno, ma poi li abbiamo congedati spiegando loro le motivazioni del figlio».

Il responsabile dell'omicidio ha anche avuto bisogno di ricorrere alle cure mediche: un'ambulanza ha raggiunto il comando della Polizia Stradale di Palmanova (Udine) per valutare le sue condizioni di salute. Da quanto si è appreso, era molto provato dalla vicenda, accusava palpitazioni e necessitava di una terapia farmacologica che potesse attenuare la tensione. Dopo la visita, che ha escluso complicazioni, è stato trasferito in carcere. 




"LA MIA VITA È FINITA" «La mia vita è finita»: lo ha detto Francesco Mazzega, l'uomo di 36 anni che ha confessato di aver strangolato, ieri sera, a Dignano (Udine), la fidanzata, Nadia Orlando, di 21 anni. «Speravo si fosse solo assopita», ha aggiunto agli investigatori che, in serata, in una conferenza stampa in Questura, hanno detto che l'uomo «è totalmente disperato».

Gli investigatori hanno confermato che Francesco era passato a prendere Nadia a casa di lei, a Vidulis di Dignano (Udine), intorno alle 20. Dovevano parlare e chiarire un episodio, risalente a sabato sera, che il ragazzo non aveva gradito. Si sono spostati sul greto del fiume Tagliamento, un luogo frequentato dalle persone anche per passeggiare. Sarebbero scesi dalla macchina per fare quattro passi, incrociando anche delle signore che camminavano. Si sarebbero seduti su un muretto e fermati a parlare. Poi sarebbero risaliti in auto e lì - secondo il racconto fornito dall'uomo nell'interrogatorio - la discussione si sarebbe animata fino a degnerare.

È a quel punto - è stato riferito in conferenza stampa - che l'uomo le avrebbe messo le mani al collo. Lei lo avrebbe allontanato e lui avrebbe lasciato la presa. L'uomo - sempre secondo il suo racconto - l'avrebbe sentita tossire e lamentarsi che non respirava. Le avrebbe quindi proposto di portarla al Pronto soccorso ma una volta risalito il greto del Tagliamento, non sentendola più respirare sarebbe stato preso dal panico e avrebbe girovagato tutta la notte con il corpo della fidanzata al suo fianco. Avrebbe raggiunto il confine con la Slovenia a Trieste, poi avrebbe fatto inversione e sarebbe tornato a Palmanova dove si è infine costituito alla Polizia Stradale.

LA LITE PER LA DIFFERENZA DI ETÀ «La differenza di età all'interno della coppia sembra che rappresentasse un problema: ieri sera c'è stata l'ennesima lite, forse è volata qualche parola di troppo, almeno secondo quanto sostiene il reo confesso, e a quel punto l'uomo ha preso al collo la fidanzata fino a stordirla e farle perdere conoscenza, tragico preludio al decesso». È la ricostruzione dell'omicidio di Nadia Orlando, 21 anni, a opera del fidanzato, Francesco Mazzega, di 36 anni, riferita dallo stesso Mazzega agli investigatori della Polizia di Stato. Lo ha reso noto, parlando con i giornalisti, il vicequestore aggiunto di Udine, Massimiliano Ortolan, al termine dell'interrogatorio dello stesso Mazzega.

«L'uomo ha spiegato che quell'alterco sarebbe avvenuto in macchina, a Dignano, non lontano dall'abitazione della vittima - Ai colleghi che piantonavano il comando della Polizia Stradale, a Palmanova (Udine), ha confessato di avere in auto il cadavere della ragazza, che era morta da diverse ore. La discussione era nata per quelle che l'uomo ha definito piccole problematiche, che erano viste come molto grandi da lui e forse sottovalutate da lei».

Discussioni che sarebbero legate, in particolare, alla gelosia dell'uomo nei confronti di una fidanzata di 15 anni più giovane. «È pentito e si vergogna di ciò che ha fatto - ha ribadito Ortolan - e riteniamo che non ci sia la premeditazione, ma questo dato sarà valutato dalla Procura». Secondo il medico legale che ha effettuato l'ispezione cadaverica, il delitto sarebbe avvenuto tra le 22 e le 23 di ieri sera. «I ragazzi erano usciti poco prima delle 20 - ha concluso il vicequestore - niente sembrava lasciar presagire questo epilogo».





LA ZIA: È UN BRAVO RAGAZZO, TRANQUILLO Sono arrivati nel pomeriggio nella sede della polizia stradale di Palmanova (Udine) i genitori di Francesco Mazzega, 34 anni, che questa mattina si è costituito facendo scoprire il corpo senza vita della fidanzata in macchina. I genitori erano in ferie in montagna e sono rientrati non appena appresa la notizia di quanto era accaduto. Sono arrivati accompagnati da sorella e cognato del papà di Francesco, ex impiegato comunale in pensione. «È un bravissimo ragazzo, tranquillissimo, laureato, non ha mai dato un problema - ha raccontato la zia di Francesco - È una cosa inspiegabile. Si era trasferito a Spilimbergo per lavoro. Avevo conosciuto anche la ragazza, ce l'aveva presentata, erano felici. Una coppia normale».

IL PAPÀ ERA PREOCCUPATO «Il papà di Nadia era molto preoccupato: pochi giorni fa mi ha riferito il suo timore per questo fidanzato che aveva descritto come possessivo e geloso. Si era perfino commosso alle lacrime non sapendo come risolvere, dopo che la figlia gli aveva confidato il proprio disagio. Nemmeno si sentisse un simile epilogo». Lo ha riferito un anziano cugino della famiglia della vittima, prima di entrare dai genitori e stringersi al loro dolore, a Dignano.

Nadia Orlando era benvoluta in paese e si prodigava per la propria comunità: aiutava alla sagra locale, che si è conclusa domenica sera, e dava una mano al giornalino della parrocchia. Anche il sindaco di Dignano, Riccardo Zuccolo, ha espresso il proprio cordoglio. Per garantire tranquillità ai congiunti ha firmato un'ordinanza urgente con la quale vieta l'accesso alla strada dove si trova l'abitazione di famiglia, meta di un triste pellegrinaggio a piedi di tanti amici e parenti.





"UNA TRAGEDIA IMMANE"  «È una tragedia immane: non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere». Sono le parole pronunciate da una parente di Nadia Orlando, all'uscita dall'abitazione dove la ragazza viveva con i genitori e un fratello. Da quanto si è appreso, la famiglia aveva lanciato l'allarme all'alba di oggi, quando ha scoperto che la ragazza non aveva fatto rientro per la notte. Secondo le testimonianze riferite dai vicini della vittima, Nadia sarebbe uscita ieri sera con il fidanzato senza che vi fossero sospetti circa il tragico epilogo. Quando dalla sede di lavoro della coppia è stata confermata la contemporanea assenza dei due, il dubbio è diventato realtà senza che comunque si pensasse ancora a un delitto, ma piuttosto a un incidente.
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Martedì 1 Agosto 2017, 19:30






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