Fratelli Bianchi, le motivazioni della sentenza di condanna per l'omicidio di Willy: «Furia cieca, sapevano di poter uccidere»

Per la Corte d'Assise nel comportamento dei Bianchi nessuna prova di pentimento

Venerdì 30 Settembre 2022
Willy, le motivazioni della sentenza di condanna dei fratelli Bianchi: «Una furia cieca»

«L'irruzione dei fratelli Bianchi sulla scena di una disputa sino ad allora solo verbale, e comunque in fase di spontanea risoluzione, fungeva da detonatore di una cieca furia». È quanto scrivono i giudici della Corte d'Assise di Frosinone nella motivazioni della sentenza con cui hanno disposto l'ergastolo per i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, 23 anni Francesco Belleggia e 21 Mario Pincarelli, accusati della morte di Willy Monteiro Duarte.

Per i giudici «l'azione violenta, invero già in atto in quanto i due fratelli si erano fatti largo fra la folla a spintoni e manate, a quel punto otteneva ulteriore impulso. I quattro si compattavano a falange ed avanzavano in modo sincrono, impattando contro il corpo del povero Willy che si era appena intromesso per capire cosa stesse accadendo». Secondo i magistrati «è proprio in quel momento che egli veniva colpito da Gabriele Bianchi con un violentissimo calcio frontale al petto portato con tecnica da arti marziali che lo sbatteva contro un'auto in sosta. Ed il tentativo del povero ragazzo di rialzarsi veniva respinto dapprima con un pugno del medesimo Gabriele Bianchi mentre il fratello con un calcio neutralizzava il tentativo del Cenciarelli di correre in aiuto di Willy e, poi, da calci e pugni inferti da tutti e quattro gli imputati, finanche mentre il ragazzo era inerme a terra; il tutto nel brevissimo volgere di pochi secondi. Quindi i quattro correvano via e salivano in auto dandosi a fuga precipitosa».

 

Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 08:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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