Scende dal treno, minorenne seguita fin sotto casa e violentata da due uomini: uno condannato a 5 anni

Al suo complice 3 anni e 8 mesi

Sabato 29 Gennaio 2022 di Karen Leonardi
Scende dal treno, minorenne seguita fin sotto casa e violentata da due uomini: una condanna a 5 anni
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Il terrore di una ragazza di 17 anni, seguita fin sotto casa e violentata da due uomini, a Valmontone, in un gelido pomeriggio di due anni fa. Il Comune che si costituisce parte civile nel processo a sostegno della vittima. Il dramma di una famiglia che adesso, forse, con la condanna degli aguzzini, potrà trovare la forza di andare avanti e ritroverà almeno parte della serenità perduta.

Scende dal treno, seguita e violentata a 17 anni

 

Il Tribunale di Velletri ha emesso la sentenza nei confronti dei responsabili della brutale aggressione sessuale, avvenuta il 16 dicembre 2020, ai danni di una minorenne del posto. Massimiliano Bennici, 29 anni, di origini siciliane, è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione.

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Un nome noto alle forze dell'ordine: nel 2010, a soli 17 anni, uccise a Siracusa, nell'ambito di una guerra di mafia, Vito Grassi, appartenente al sodalizio criminale Attanasio-Bottaro. Secondo la ricostruzione del pubblico ministero, Bennici ebbe un ruolo di rilievo nella vicenda di Valmontone: fu lui a bloccare la ragazzina e a toccarla nelle parti intime mentre l'amico, Saleh Arshad, 29 anni, iracheno, lo incitava. Il mediorientale è stato condannato a 3 anni e 8 mesi di carcere. Assieme a loro, era stato fermato dalla polizia di Colleferro un terzo uomo, inizialmente in compagnia dei due aggressori, ma poi staccatosi dal gruppo prima della violenza. Per lui la Procura, al momento di chiudere l'istruttoria, aveva chiesto e ottenuto l'archiviazione. La ragazzina era appena scesa dal treno. Un'occhiata lanciata da Bennici e come bestie i due partirono all'inseguimento della giovanissima, dalla stazione fin davanti alla sua abitazione. La vittima fu immobilizzata contro un muro, toccata ovunque. A metterla in salvo un passante, attirato dalle grida di aiuto.

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RISARCIMENTO
Sotto il profilo risarcitorio, i responsabili sono stati anche condannati al versamento di una provvisionale di 10 mila euro a favore della vittima e di mille euro al comune di Valmontone, oltre al pagamento delle spese processuali delle parti civili, circa tremila euro. «Ritengo - - ha commentato l'avvocato Pier Lorenzo Maggiorelli, difesa della vittima e legale del Comune - che la sentenza sia un piccolo ma significativo passo in favore della cultura del rispetto, contro la cultura della prevaricazione, purtroppo ancora radicata». Due i centri esistenti a favore delle vittime di violenza: la casa rifugio La Ginestra e il centro di ascolto Il filo di Arianna. «Siamo stati vicini fin dalle prime ore - conclude Floriana Nardecchia, delegata alle politiche sociali - alla ragazza e alla famiglia, li abbiamo incontrati e sostenuti per reagire e denunciare, sempre pronti a sostenere i diritti inviolabili della libertà e dell'autodeterminazione delle donne».

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Ultimo aggiornamento: 19:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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