Minacce choc alla prof: «Te squaglio nell'acido». Lo studente è impunito

PER APPROFONDIRE: scuola
Minacce choc alla prof: «Te squaglio nell'acido». Il video è virale, ma lo studente è impunito

di Domenico Zurlo

Minacce choc all'insegnante a scuola: il video diventa virale sul web, ma per lo studente nessuna sanzione. Ne parla Il Messaggero, un episodio assurdo capitato a Velletri: lo studente minaccia, bestemmia e inveisce contro la prof, davanti ai compagni che ridono, mentre qualcuno riprende tutto con il cellulare. «Te squaglio nell'acido te mando all'ospedale professore'», urla il giovane, con la prof che lascia la classe perché il ragazzo la insegue fino alla porta. Il fatto è accaduto nell'istituto tecnico Cesare Battisti di Velletri, a dicembre del 2016, ma le immagini sono state condivise solo ora.


Postato su YouTube, il video ha fatto milioni di visualizzazioni, raccogliendo commenti di indignazione ma non solo: per molti internauti le colpe non sarebbero solo dello studente, ma anche della professoressa, «colpevole» di aver provocato il ragazzo. «Devi stare zitto, taci - dice l'insegnante nel rimproverarlo - te lo dico in anteprima: domani ne parliamo col preside». E il ragazzo: «Chi sei tu per dirmi stai zitto? Io te mando all'ospedale». «All'ospedale ci mando io a te», dice la prof. E lui: «Te squaglio nell'acido, te faccio ca... sotto», e poi bestemmia. «Sei squallido, vergognati!». «A schifosa, io t'ammazzo». Il tutto tra le risate dei compagni.




NESSUNA DENUNCIA, NESSUNA SOSPENSIONE «Il ragazzo è giovane, ha solo 16 anni - dice il preside Eugenio Dibennardo - Purtroppo di episodi di questo genere ce ne sono tanti e dappertutto, mi meraviglio come a distanza di un anno e mezzo qualcuno abbia potuto renderlo pubblico diffondendo un video e quindi commettendo un reato di diffamazione e quant'altro». «Non abbiamo sporto denuncia, né sospeso il ragazzo», aggiunge.

Secondo quanto racconta il preside, lo studente si sarebbe poi scusato con la professoressa. «Ho provveduto ad una ammonizione grave orale e scritta che ha pesato sul rendimento e ho convocato i genitori i quali, sebbene abbiano minimizzato l'episodio, hanno convenuto che fosse necessaria una misura di monitoraggio e crescita con degli educatori inseriti nelle attività di gruppo - continua il dirigente scolastico - Ne approfitto per fare un appello: è con queste misure che si combatte il bullismo e cyber bullismo, non con le denunce. Infatti, a distanza di un anno e mezzo il ragazzo ha fatto un percorso consapevole e ha raggiunto risultati più che dignitosi».
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Sabato 7 Aprile 2018, 10:06






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5 di 8 commenti presenti
2018-04-08 09:58:48
non so se avete notato:ultimamente questi episodi sono diventati frequenti nella scuola.Ciò che mi colpisce è la reazione pressochè identica dei vari presidi/dirigenti:minimizzare il tutto,insabbiare,attivarsi al fine di non far trapelare nulla e, dulcis in fundo,una pacca sulla spalla al bullo con la promessa di non fare più il birichino.Capito? e questa scuola avrebbe la pretesa di essere altamente educativa.
2018-04-07 23:26:19
Con l'impunita' il bullismo NON si vince, al contrario e' proprio cosi' che si incoraggia. Bisogna chiedersi che effetto hanno questi provvedimenti (o la loro assenza!) non tanto nei confronti del reo in questione, ma su tutti coloro che prima o poi potrebbero seguirne le orme.
2018-04-07 21:45:40
le parole del preside sono sconfortanti. "il ragazzo è giovane, ha solo 16 anni", poi se la prende con chi ha fatto il filmato.."diffamazione" dice. Ma forse il giovane scioglitore nell'acido è figlio suo? o è solo un dirigente inetto e buonista?
2018-04-07 20:53:45
La prima cosa che i ragazzi di 16 anni (e anche molto meno) devono capire è che " a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contaria" !! In soldoni..devono imparare ad assumersi la responsabilità di quanto dicono e fanno. E non è certo con un'ammonizione orale e scritta(??) che lo impareranno. A 16 anni poi?
2018-04-07 19:21:53
Ribadisco, la ricetta anni '50 funzionava benissimo e oggi può farlo ancora meglio: carcere, radiazione da scuole di ogni ordine e grado, revoca della patria potestà ai genitori, provvisionali immediatamente esecutive a cinque zeri, interdizione quinquennale dai pubblici uffici. E' che nella scuola, così come nel resto dell'Italia, se si comincia a fare le persone serie un sacco di gente deve cominciare a lavorare sul serio e se non ne è capace - come capita spesso - deve togliere il disturbo.