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Roma nord, truffa con le criptovalute ai vip: i maghi delle monete Hu «spariti con tutti i soldi»

Un “portafogli” virtuale garantiva agli investitori guadagni facili. Era un raggiro

Martedì 28 Giugno 2022 di Alessia Marani
Roma nord, truffa con le criptovalute ai vip: i maghi delle monete Hu «spariti con tutti i soldi»

C’è una nuova sospetta truffa che agita le notti e corrode il fegato di un esercito di investitori che, invece di affidare i propri risparmi ai canali del credito autorizzati, si sono lasciati coinvolgere in una piramide di investimenti a catena, puntando su depositi di criptovalute che promettono rendite «sicure» se non mirabolanti. Nei circoli di Roma Nord, già sconquassati dal caso del broker Massimo Bochicchio, morto due settimane fa in circostanze misteriose e accusato di avere raggirato mostrando false documentazioni decine di clienti a cui sono spariti investimenti milionari, ora non si parla d’altro. Sott’accusa, questa volta, è finito un “portafogli” virtuale dove depositare delle monete chiamate Hu che danno diritto ad acquisire una membership all’interno del sistema. 

Massimo Bochicchio, anche il conduttore tv Mario Mattioli nella sua rete: «Spariti 350mila euro»

LO SCHEMA

In pratica, però, si tratterebbe di un processo d’investimento che rischia di ricalcare lo schema ideato da Charles Ponzi, un noto truffatore degli anni Venti del ‘900, e utilizzato anche da Bernie Madoff, il banchiere statunitense condannato per una delle più grandi frodi finanziarie di tutti i tempi. Al potenziale investitore si propone l’affare promettendo elevati ricavi in tempi brevi. Si raccolgono i soldi e i nuovi entrati cercano altri investitori come in una catena. Man mano che arrivano i nuovi adepti coi loro soldi si pagano (in parte) quelli vecchi in modo da dimostrare che l’investimento frutta. Ma i guadagni non sono che partite di giro e quando il flusso di nuovi investitori smette o chi è a capo del sistema decide di non alimentarlo più, i soldi spariscono, lo schema salta e tutti (o quasi) finiscono sul lastrico. 

Fino a poche settimane fa, a interloquire con gli investitori, era operante un canale Telegram che oggi, tuttavia, appare chiuso lasciando gli iscritti senza più punti di riferimento. A tremare, adesso, sono soprattutto professionisti e imprenditori tra i 40 e i 50 anni della Roma bene reclutati tra una partita di padel e un happy hour. Tutti convinti di essere entrati a fare parte di un sistema riservato a pochi fortunati ed esclusivo, pubblicizzato con piattaforme ammiccanti. Rilanciato in un tam tam condito di video che richiamano al metaverso come fosse già realtà di sicuri guadagni.
 

In molti si sono precipitati, in questi giorni, da avvocati o commercialisti in cerca di consigli su come agire, ma c’è chi si è confidato solo con qualche amico e con un certo imbarazzo. «Il timore - spiega un tributarista di Prati - non è solo quello di avere perso i propri risparmi, ma anche quello di incappare in sanzioni penali visto che, nello stesso momento in cui da investitore si passa a proporre ad altri di capitalizzare il proprio denaro, si incorre nell’esercizio abusivo della professione. Per gestire i soldi, infatti, ci vogliono autorizzazioni o l’iscrizione all’albo dei consulenti finanziari. Ecco perché molti hanno paura anche a denunciare di essere stati truffati. Senza contare - aggiunge - il terremoto che la vicenda sta provocando in chi ha convinto a entrare nel giro familiari, fidanzate e amici». Il sistema parte da lontano, le sue radici portano in Cina. Ma un “colonnello” romano, come lo chiamano in gergo, avrebbe fatto sbarcare il sistema nella cerchia di professionisti e imprenditori in cerca di diversificare i propri investimenti. E chissà, qualcuno, anche di fare fruttare soldi sconosciuti al fisco. 
 

IL PANICO
 

«Tutto è iniziato un po’ per gioco e un po’ per differenziare gli investimenti, soprattutto quando con il Covid i mercati hanno iniziato a mostrare incertezze. All’inizio gli Hyper rendimenti c’erano, me lo assicurava anche un amico, poi, ora, il silenzio. Siamo in tanti a non ricevere più notizie e a non ottenere il disinvestimento. Prima di chiudere il canale Telegram i responsabili, dopo avere detto che si erano verificati problemi al software, hanno poi ammesso che gli ideatori erano spariti da mesi», ha confidato uno degli “adepti”. C’è chi ha acquistato criptovaluta per cinquemila, ventimila, cinquantamila euro. Ma nel passaparola spinto da video ammiccanti, mirati ad accrescere curiosità e autostima, c’è anche chi ha investito cifre fino a mezzo milione di euro. Ivano Giacomelli, segretario del Codici, il Centro per i diritti del cittadino, dal suo sito avvisa: «C’è il rischio che si tratti di una riproposizione dello schema Ponzi. Si sta ripetendo un film già visto, da una parte c’è la promessa di un investimento vantaggiosissimo e dall’altra ci sono risparmiatori che non riescono a riavere quanto versato. Il tutto condito da promesse accattivanti e termini affascinanti, dietro cui, però, sembra esserci ben poco. Invito a prestare la massima attenzione, soprattutto quando si tratta di criptovalute. Nessuno regala niente, figurarsi poi quando si parla di investimenti».
 

Ultimo aggiornamento: 29 Giugno, 18:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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