Revenge porn, video sexy rubati all'arbitra: la vicenda sui giornali Usa

Sabato 29 Gennaio 2022 di Patrizia Pennella
Revenge porn, video sexy rubati all'arbitra: la vicenda sui giornali Usa

Approda sui giornali statunitensi la storia di Diana Di Meo, la ventiduenne arbitra pescarese di calcio che, la scorsa settimana ha denunciato la diffusione sui social di un video personalissimo che le sarebbe stato sottratto dal telefonino. Nella terra dove la sensibilità verso la privacy è altissima e dove, per contrappeso, la normativa sull'utilizzo dei dati personali è in continuo divenire, la vicenda di Diana non poteva non avere un'eco rilevante.

Ha trovato spazio sul The Sun e sul New York Post il video che la ragazza ha postato su Instagram raccontando i due giorni terribili passati chiusi in casa, letteralmente sotto choc, per poi arrivare alla decisione più difficile e più giusta, quella di uscire allo scoperto: denunciando la violenza personale subita e rendendola pubblica. Per togliere ad una storia già brutta di per sé quel velo di falso segreto dietro cui si nasconde ogni genere di commento. Quel video, scaricato, condiviso e ricondiviso più volte, soprattutto su Telegram, è ora una sorta di percorso tracciato che gli investigatori possono seguire per tentare di identificare la persona che in qualche modo lo ha sottratto.

La Procura, proprio in questi giorni ha aperto un fascicolo contro ignoti: la sottrazione di immagini e la loro diffusione senza il consenso della persona interessata, è un reato da codice rosso ed ha una procedura di indagine accelerata proprio per la necessità di tutelare nel più breve tempo possibile l'immagine devastata della persona offesa. Una volta acquisita la denuncia, i magistrati potrebbero decidere di ascoltare le persone più vicine alla ragazza. Questo in attesa dei tempi richiesti dalle indagini tecniche.

Ultimo aggiornamento: 09:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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