Ragazzina in difficoltà tra le onde, l'amico di famiglia “abusa” di lei mentre l'aiuta: sotto accusa

Martedì 12 Luglio 2016 di Walter Berghella
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LANCIANO Lunga e faticosa nuotata in mare culminata con una presunta violenza sessuale su una minore di 15 anni in vacanza con i genitori. E’ questa l’ultima e inedita frontiera d’inchiesta sui soprusi contro persone deboli. A chiusura delle indagini il pm Rosaria Vecchi chiede al gip il rinvio a giudizio per un uomo di 60 anni, amico di famiglia della presunta vittima. Come spesso accade proprio da persone che conosci e di cui ti fidi giunge inaspettata la brutalità. I fatti contestati all’imputato frentano sarebbero accaduti lo scorso 21 luglio. Siamo sulla spiaggia di Fossacesia Marina dove si sono accampate entrambe le famiglie dei protagonisti per trascorrere una giornata in tranquillità sotto il sol leone. Il caldo torrido della scorsa estate non si dimentica di certo, così a un certo punto la terribile calura induce sia la ragazzina che l’amico di famiglia a fare una bella nuotata. Bracciata dopo bracciata i due si allontano verso l’orizzonte. La nuotata è bella lunga ma pure molto faticosa, tanto che al ritorno la ragazza inizia ad annaspare per lo sfinimento.

L’amico di famiglia se ne accorge e la tranquillizza cercando di aiutarla. «Appoggiati a me, ti sorreggo io» le dice. E nel contato fisico, secondo l‘accusa, l’uomo inizia prima palpeggiare la giovane, anche al seno, poi le sue mani vanno oltre fino ad arrivare all’inverosimile. La ragazza è allibita e spaventata. A stento riprende a nuotare e raggiunge la spiaggia, seguita da uno choc che a malapena riesce a nascondere. Poi a casa la ragazza racconta quanto accaduto e ne scaturisce la denuncia penale. La procura di Lanciano notizia il reato, per conoscenza, anche al tribunale dei Minori dell’Aquila. Tra le parti offese c’è il padre della ragazza, genitore esercente la patria potestà, residente all’estero per lavoro. L’imputato è difeso dagli avvocati Alessandro Marrone e Teodora Tatangelo. «Il mio assistito, dice Marrone, non ha commesso alcuna violenza. La ragazza ha equivocato la sua disponibilità ad aiutarla in un momento di stanchezza. La nuotata è stata molto faticosa e la minore a un certo punto non ce la faceva più». Ultimo aggiornamento: 11:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA