Roma, non pagano la cena di sushi al ristorante, litigano con un cliente e lo investono: l'uomo è in fin di vita

Una coppia è stata arrestata per tentato omicidio

Martedì 25 Ottobre 2022 di Moira Di Mario
Roma, non pagano la cena di sushi al ristorante, litigano con un cliente e lo investono: l'uomo è in fin di vita

Si rifiutano di pagare il conto, litigano con il proprietario e poi investono un cliente intervenuto in suo aiuto. È successo a Ostia dove una coppia di fidanzati è stata poi rintracciata e arrestata dai poliziotti del X Distretto per tentato omicidio. Ricoverato invece in gravissime condizioni l'avventore falciato più volte dalla macchina. È sabato sera, l'uomo, 48 anni, e la donna di 34 anni decidono di andare a mangiare al ristorante in via della Martinica. Dopo cena la cameriera porta il conto, ma i due si rifiutano di pagare. Interviene il proprietario del locale e tra i tre scoppia una discussione. La coppia esce, il titolare gli va dietro per tentare di recuperare i soldi, quando all'improvviso il quarantottenne tira fuori dal bagagliaio della sua Toyota Aygo una mazzetta da muratore, minacciandolo. L'uomo si spaventa e rientra nel ristorante. Dopo pochi minuti in aiuto del proprietario interviene un cliente. L'uomo, 44 anni, era a cena con un gruppo di amici per festeggiare un compleanno, aveva assistito alla discussione e successivamente aveva notato il titolare rientrare visibilmente terrorizzato. Non ci ha pensato un attimo ed è uscito per difenderlo. Si è avvicinato alla coppia per chiedere spiegazioni quando l'uomo ha di nuovo tirato fuori la mazzetta. Il quarantaquattrenne è indietreggiato perdendo l'equilibrio e cadendo a terra. È stato a quel punto che il quarantottenne è salito al posto di guida, ha ingranato la marcia, l'ha puntato e l'ha investito passandogli sopra con la macchina per cinque volte consecutive. Poi con la sua compagna sono fuggiti in direzione di Fregene. Sul posto la polizia.

Roma, in fuga dopo un incidente vengono bloccati dalla folla


Ad intercettarli per primi sono stati i carabinieri che hanno visto l'auto sfrecciare a tutta velocità mentre rientrava ad Ostia e hanno iniziato a tallonarla. Dopo l'1 di notte la fine della corsa. La Aygo è finita contro un palo dell'illuminazione in via della Tortuga. I due sono scesi dall'auto e mentre la donna è stata immediatamente bloccata dagli agenti del X Distretto, l'uomo è invece riuscito ad entrare in casa dei genitori dove si è barricato inseguito da carabinieri e polizia. Per oltre un'ora ha minacciato di ferirsi, mostrando agli agenti dalla porta socchiusa un grosso taglierino. Tra l'uomo e le forze dell'ordine è iniziata una trattativa andata avanti per oltre un'ora fino a quando gli investigatori sono riusciti ad entrare nell'appartamento e a disarmare il quarantottenne, una loro vecchia conoscenza. L'uomo è stato prima portato all'ospedale di Ostia per essere visitato e successivamente è stato fermato con l'accusa di tentato omicidio. La stessa a cui dovrà rispondere la donna. Il cliente investito è stato invece soccorso dai medici del 118 chiamati dal titolare del ristorante. Le prime cure al pronto soccorso dell'ospedale Giovan Battista Grassi e poi, viste le condizioni disperate, il personale sanitario ne ha deciso il trasferimento a Roma al San Camillo, dove è attualmente ricoverato e costantemente monitorato dall'equipe medica. L'uomo sarebbe in pericolo di vita.

Intanto proseguono gli accertamenti della polizia per chiarire e ricostruire nel dettaglio il motivo che ha scatenato tutta la rabbia del quarantottenne che ha investito per cinque volte quel cliente, colpevole di aver difeso il proprietario del locale. Ascoltato sia il titolare del ristorante che i dipendenti, oltre al gruppo di amici che con il ferito stavano festeggiando il compleanno e rimasti profondamente scioccati da tanta violenza. Il locale si trova in via della Martinica all'angolo con via delle Ebridi, a poche centinaia di metri da pizza Gasparri, il fortino dei clan e dello spaccio di stupefacenti. Una zona affatto tranquilla dove i residenti preferiscono non parlare, non raccontare quanto vedono per paura di ritorsioni. Un quadrante dove spesso si gira la testa dall'altra parte perché anche assistere a una lite può essere pericoloso e sebbene l'investimento sembra non aveva nulla a che fare con le organizzazioni che lì comandano, non è tuttavia facile trovare testimoni e persone disposte a collaborare con le forze dell'ordine.

Ultimo aggiornamento: 12:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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