Disabile giù dalla finestra, poliziotto arrestato per tortura per il caso di Hasib Omerovic

L'agente del commissariato Primavalle di Roma ai domiciliari. Il 36enne era precipitato il 25 luglio scorso dalla sua abitazione nel corso di una perquisizione delle forze dell'ordine

Mercoledì 21 Dicembre 2022
Disabile giù dalla finestra, poliziotto arrestato per tortura per il caso di Hasib Omerovic
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Un agente di polizia del commissariato di Primavalle, a Roma, è stato raggiunto da una ordinanza di misura cautelare di arresti domiciliari per l'accusa di tortura per la vicenda di Hasib Omerovic, il 36enne precipitato il 25 luglio scorso dalla sua abitazione nel corso di una perquisizione delle forze dell'ordine.

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Caso Omerovic, poliziotto arrestato

La misura è stata notificata dalla Squadra Mobile.

Nei confronti dell'agente la Procura contesta anche il reato di falso ideologico commesso da Pubblico Ufficiale in atti pubblici.

 

Il giudice: «Violato il rispetto della dignità umana»

«Gli accadimenti sono indubbiamente di entità grave, commessi in spregio della funzione pubblica svolta, nonché violando fondamentali regole di rispetto della dignità umana. I ripetuti atti di violenza e minaccia appaiono del tutto gratuiti». È quanto scrive il gip di Roma, Ezio Damizia, nell'ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti del poliziotto.

Le condizioni di Omerovic

A causa della caduta il trentenne è ancora ricoverato in ospedale. Contestualmente alla misura cautelare nei confronti del poliziotto sono stati notificati altri quattro avvisi di garanzia ad altrettanti poliziotti indagati, a vario titolo, di falso ideologico commesso da Pubblico Ufficiale in atti pubblici e depistaggio, e nei cui confronti sono in corso attività di perquisizione. «Le indagini sono state condotte tempestivamente dalla Polizia di Stato sotto le costanti direttive della Procura della Repubblica», spiega una nota.

Le accuse

Nel capo di imputazione viene contestato di avere «con abuso dei poteri e in violazione della funzione, nel corso dell'attività volta all'identificazione» di Hasib Omerovic e con «il compimento di plurime e gravi condotte di violenza e minaccia» causato all'uomo, affetto da sordomutismo, «un verificabile trauma psichico, in virtù del quale precipitava nel vuoto dopo aver scavalcato il davanzale della finestra della stanza da letto nel tentativo di darsi alla fuga per sottrarsi alle condotte violente e minacciose in atto nei suoi confronti». Nell'ordinanza del gip viene ricostruito quanto avvenuto nell'appartamento il 25 luglio. I pm, coordinati dal procuratore aggiunto Michele Prestipino, hanno accertato che l'agente è entrato «all'interno dell'abitazione, immediatamente e senza alcun apparente motivo» ha colpito Omerovic «con due schiaffi nella zona compresa tra il collo e il viso, contestualmente rivolgendo al suo indirizzo, con fare decisamente alterato, la seguente frase: "non ti azzardare mai più a fare quelle cose, a scattare foto a quella ragazzina"» e dopo avere impugnato «un coltello da cucina e lo brandiva all'indirizzo» dell'uomo. Il poliziotto ha poi sfondato la porta della stanza da letto di Omerovic, sebbene quest'ultimo «si fosse prontamente attivato per consegnare le chiavi». Una volta dentro la stanza ha costretto il 38enne a sedere su una sedia e dopo avere strappato un filo della corrente del ventilatore «lo utilizzava per legare i polsi di Omerovic brandendo» ancora una volta «all'indirizzo dell'uomo il coltello da cucina, minacciandolo, urlando al suo indirizzo la seguente frase 'se lo rifai, te lo ficco nel c…' e «lo colpiva nuovamente con uno schiaffo e continuava ad urlare nei suoi confronti, dicendogli ripetutamente 'non lo fare più'».

Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre, 09:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA