Napoli, immigrati clandestini in Francia e in Belgio: documenti falsi inviati dall'Italia. L' indagine partita dopo l'attentato al Bataclan

Mercoledì 5 Maggio 2021
Napoli, falsi permessi per immigrati clandestini: indagine partita dopo l'attentato al Bataclan
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Clandestini in Francia e in Belgio ottenevano documenti falsi, inviati appositamente da Napoli. Un giro di soldi e permessi scoperto dopo le complesse indagini sul terrorismo avviate a Parigi, dopo l'attentato al Bataclan. I carabinieri del Ros, con il supporto in fase esecutiva del Comando provinciale di Napoli, hanno eseguito questa mattina un'ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal tribunale del capoluogo partenopeo, nei confronti di 14 persone gravemente indiziate a vario titolo dei reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, corruzione, falso ideologico e materiale.

Le indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Napoli, che hanno portato all’odierna misura cautelare sono state avviate dopo i gravissimi attentati terroristici che hanno colpito, tra il 2015 e il 20162, Francia e Belgio, permettendo di documentare l’esistenza e operatività nel capoluogo partenopeo di un’organizzazione - composta da cittadini di nazionalità afghana, pakistana ed italiana - dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina di extracomunitari pachistani, indiani, tunisini, marocchini, afghani, ucraini e russi, in alcuni casi provenienti da aree di crisi.

Il sodalizio, dietro compenso, ha favorito l’ingresso e la permanenza sul territorio nazionale - e conseguentemente in tutta l’area Schengen - di extracomunitari privi dei requisiti per l’ottenimento del permesso di soggiorno. Peraltro l’organizzazione estendeva la propria operatività fuori dei confini nazionali: è emerso, infatti, come gli indagati, in contatto con soggetti localizzati in Belgio e Francia, riuscissero ad ottenere la regolarizzazione a Napoli di extracomunitari dimoranti in quegli stati ai quali veniva materialmente recapitato il documento di soggiorno italiano previa corresponsione del compenso.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare in un internet point di Napoli la base logistica dell’organizzazione che, soprattutto attraverso la creazione di documenti falsi (certificati di residenza, dichiarazione di ospitalità, certificati di conoscenza lingua italiana, contratti di lavoro, iscrizione a camera di commercio come commerciante, dichiarazione reddituale fasulla, nulla osta alloggiativo) riusciva a conseguire titoli abilitativi alla permanenza nel territorio nazionale.

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Tra gli arrestati risulta esserci anche un pubblico dipendente di una Municipalità del Comune di Napoli che in qualità di addetto al settore rilascio e rinnovo delle carte di identità, all’emissione di certificati di residenza o presa in carico di trasferimenti di residenza, alle variazioni di stato di famiglia - indebitamente riceveva o ne accettava la promessa, di somme di danaro, al fine di compiere atti contrari ai doveri d’ufficio, secondo un tariffario stabilito dallo stesso pubblico ufficiale a seconda del tipo di atto da compiere.

Le indagini permettevano anche di documentare che i guadagni illeciti venivano trasferiti, mediante transazioni bancarie e circuiti di Money Transfer, presso conti intestati in Pakistan, o attraverso l’hawala che permette il passaggio di ingenti somme di denaro tra soggetti in differenti nazioni, senza alcuna movimentazione di denaro in quanto basato su un prestito/anticipo fiduciario di denaro.

Contestualmente alle misure cautelari, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo dell’internet point, gestito dal principale indagato quale base operativa del sodalizio.

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Ultimo aggiornamento: 17:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA