Monopattino contro un'auto sulla Colombo: Davide Guadagno morto a Roma. La donna al volante: «Non l'ho visto»

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Camilla Mozzetti e Flaminia Savelli
Monopattino contro un'auto sulla Colombo: Davide Guadagno morto a Roma. La donna al volante: «Non l'ho visto»
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Nella Capitale lo chiamano l'incrocio della morte per via delle numerose lapidi e mazzi di fiori che nel corso degli anni sono stati lasciati in ricordo di chi, in questo tratto, ha perso la vita. E ieri pomeriggio poco dopo le 18, su quel lembo di asfalto che taglia la trafficatissima via Cristoforo Colombo - una delle principali consolari di ingresso e di uscita dalla Capitale - c'è stata un'altra vittima.
Davide Guadagno, 48 anni, stava tornando a casa e viaggiava a bordo di monopattino a noleggio quando tagliando la strada per raggiungere via Cesare Federici è stato centrato in pieno da un'auto che l'ha sbalzato a una distanza di quasi ventri metri.

Davide morto in monopattino a Roma

 

Un impatto violentissimo per l'uomo che è morto sul colpo. Fatale l'impatto con l'asfalto: non indossava il casco. Al volante della Fiat Panda bianca che lo ha centrato, una donna italiana di 55 anni che stava rientrando a casa dopo il lavoro. «Non l'ho visto, mi è piombato davanti di colpo. Non sono riuscita a evitarlo. È accaduto tutto in pochissimi secondi, sono distrutta» ha detto ai vigili urbani dell'VIII Gruppo Tintoretto diretti dal comandante Massimo Ancillotti che sta coordinando i rilievi del caso.

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LA DINAMICA
La dinamica è ancora tutta da cristallizzare ma dai primi accertamenti sembrerebbe che il 48enne stesse attraversando la strada sulle strisce pedonali per raggiungere la prosecuzione della pista ciclabile che inizia proprio all'intersezione tra la Colombo e via Federici. Quando il semaforo è diventato per lui rosso: «Le nostre indagini si stanno concentrando proprio sul semaforo - confermano gli agenti della Municipale - da quanto raccolto, la donna sarebbe passata con il verde mentre la vittima con il rosso. Ma resta ancora da accertare». Come confermato anche dai testimoni: le auto erano ferme al semaforo rosso, sono ripartite e la donna a bordo della Fiat Bianca ha inserito la prima riprendendo la corsa. A quel punto, ha centrato l'uomo che viaggiava sul monopattino elettrico. Sul parabrezza sfondato dell'auto, ci sono ancora delle tracce di sangue.

 

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«Non stavo correndo, ero appena ripartita, ma perché succedono tutte a me, ho già così tanti problemi», ha detto disperata la 55enne alle prime persone che le hanno prestato soccorso. Sul posto, insieme agli altri guidatori è arrivata anche un'infermiera che abita in zona e che, assistendo all'incidente, ha dato una mano.

 

Per la vittima, nonostante l'arrivo tempestivo dell'ambulanza del 118 e dei sanitari non c'è stato nulla da fare. Vani i tentativi di rianimarlo. L'uomo non è stato caricato sul veicolo d'emergenza, il suo cuore aveva ormai smesso di battere. E così la salma è rimasta in terra, coperta da un lenzuolo, per diverse ore in attesa dell'arrivo del magistrato di turno - come da prassi - e dei parenti che sono stati rintracciati dopo molte ore. Nelle prossime ore verrà eseguita l'autopsia. Secondo un primo esame esterno, per la vittima stradale sarebbe stato fatale l'impatto con l'asfalto dopo essere stato sbalzato per diversi metri.

 


LE INDAGINI
L'investitrice non è fuggita anche lei, nonostante fosse sotto choc, compreso che aveva investito un uomo è scesa dal veicolo provando a rianimarlo. Ai vigili urbani, che fino a tarda sera hanno compiuto i rilievi, ha ricostruito la dinamica aggiungendo che non stava correndo e che non avrebbe potuto farlo essendo il semaforo diventato verde per lei pochi istanti prima. La Fiat comunque è stata sequestrata: «Per le indagini - spiegano gli agenti della Municipale - sarà determinante stabilire a che velocità stava procedendo la macchina al momento dell'incidente». Sul posto a tarda sera, i vigili urbani hanno supportato il fratello della vittima: «Non mi spiego come sia potuto accadere» ha detto disperato. Guadagno, non viveva in famiglia ormai da tempo, aveva una residenza fittizia, ma era molto conosciuto nel quartiere. L'amministrazione dell'VIII Municipio si stringe intorno al dolore dei familiari riservandosi di analizzare bene la dinamica dell'incidente per capire, anche di concerto con il Campidoglio, se procedere con interventi volti a garantire una maggiore sicurezza nella zona.
 

Ultimo aggiornamento: 11:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA