Mirabilandia, annega bambino di 4 anni: vani i tentativi di rianimarlo a bordo piscina

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Mirabilandia, annega bimbo di 4 anni
Vani tentativi di rianimarlo
RAVENNA - Tragedia nel pomeriggio al notissimo parco giochi di Mirabilandia, a RavennaUn bimbo di 4 anni è morto per un possibile annegamento, nel pomeriggio, all'interno di 'Mirabeach', la zona delle piscine del parco di Mirabilandia. Il piccolo è stato notato dagli addetti al salvataggio verso le 15.30 riverso a faccia in giù nell'acqua di una piscina dedicata ai bambini. Vani i tentativi di rianimarlo eseguiti anche dagli operatori del 118 intervenuti con una ambulanza ed un elicottero: il bimbo è deceduto prima dell'arrivo all'ospedale di Ravenna. Sul posto per cercare di chiarire la dinamica dei fatti sono intervenuti i Carabinieri. Tempestivi, a quanto appreso, i soccorsi, scattati immediatamente.

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Secondo quanto riferito dal parco giochi romagnolo, il primo intervenuto per cercare di soccorrere il bimbo è stato fatto da un bagnino di salvataggio del 'Mirabeach'. Poi è arrivato il medico del presidio permanente interno a Mirabilandia e quindi i sanitari del 118 arrivati con una ambulanza e con una eliambulanza per trasportare il piccolo - le cui condizioni sono apparse subito molto gravi - in ospedale. Durante il tragitto verso il nosocomio di Ravenna, purtroppo, la morte. I fatti si sono consumati in un parco di divertimenti, quello ravennate, molto noto e particolarmente amato dai turisti che scelgono per le loro vacanze la Riviera romagnola. 
 
 

E sulla Riviera romagnola, proprio per annegamento all'interno di uno specchio d'acqua, aveva perso la vita - nel giugno del 2008 - una bimba parmigiana di circa un anno e mezzo trovata morta in una vasca idromassaggio esterna di un hotel di Riccione. Anche allora tutti i tentativi di soccorso praticati dai sanitari del 118 erano stati inutili. All'interno del parco di Mirabilandia, invece, nell'agosto del 2008 era morto, in un incidente, un 28enne di origine maghrebina. Il giovane aveva scavalcato la recinzione di sicurezza del 'Katun', uno dei giochi presenti nella struttura, per recuperare un oggetto, forse un cappellino, mentre stava sopraggiungendo il trenino, che lo ha investito e ucciso. Una ragazza che si trovava davanti, a bordo del gioco, era rimasta a sua volta ferita nell'impatto ed era stata trasportata all'ospedale di Ravenna.
 
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Mercoledì 19 Giugno 2019, 20:11






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5 di 6 commenti presenti
2019-06-20 10:48:18
E' emerso che, anche se per breve tempo, la mamma lo ha lasciato solo
2019-06-20 10:37:07
Da il Resto del Carlino: "Ravenna, 20 giugno 2019 - Era con la madre che per tutto il pomeriggio non l’aveva perso di vista un momento. Poi gli ha detto di stare fermo per poco, pochissimo: trenta secondi appena e lei sarebbe tornata. Ma lui, come tutti i bimbi di quell’età, è partito per esplorare il mondo e non è più tornato." ....
2019-06-20 10:08:33
Comunque sia è una disgrazia incommensurabile.... però io mi chiedo ma PERCHE' NON AVEVA I BRACCIOLI ?? Vicino all'acqua e soprattutto un bimbo piccolino dovrebbe averli sempre...
2019-06-20 09:10:37
4 anni...buon viaggio piccolo
2019-06-20 08:31:29
Certe notizie non le comprendo - né come genitore né come docente - come quella del bambino morto annegato alla piscina di un parco di divertimenti. Un bambino nella fascia di età dei 4 anni è un essere umano perennemente a rischio. Uno dei motivi per cui non ho più voluto saperne di lavorare come insegnante all'infanzia è l'avere a che fare con piccole persone che non hanno nessuna cognizione dei pericoli nei quali possono incorrere. Mi ricordo quella fase molto critica con i miei stessi figli. Non li perdevo mai d'occhio. Al mare o in piscina piuttosto li portavo al bagno con me, se parlavo con altri adulti guardavo i bambini e non gli interlocutori. Non ho mai letto un libro o una rivista in spiaggia fino a che non sono cresciuti abbastanza, Sono una mamma abbastanza ansiosa, come è stata a sua volta la mia, Ritengo che l'ansia sia un meccanismo di preservazione della specie molto utile perché ti fa scattare la lungimiranza e il non dare mai niente per scontato con i bambini, pensi sempre alla peggiore delle opzioni possibili e cerchi di mettere ogni situazione in sicurezza. Se sai di essere per strada, tieni il bimbo per mano. Se sai che qualcuno fa manovra con la macchina, tieni il bimbo dentro casa fino a che la macchina è uscita. Se sai che il bimbo può uscire di casa o dal giardino, chiudi a chiave. Se hai un terrazzo dal quale può cadere, metti in sicurezza l'accesso e così via. Ho letto due articoli sulla vicenda del bambino morto.. Nessuno dei due menziona i genitori. Sembra che i soccorsi da parte di adulti terzi siano stati immediati. Ma la mia domanda è: dove erano i genitori? Se lo avessero vigilato in maniera adeguata - come quella età richiede - non perdendolo mai di vista non sarebbe successo niente. Non chiamatela disgrazia. Disgrazia è un aereo che ti cade in giardino e che te lo fa secco. Una situazione evitabile non è una disgrazia, è una trascuratezza. Si può morire a qualsiasi età per congestione ma se è morto per annegamento, come pare sia avvenuto, lì è omessa vigilanza. E il primo responsabile di un figlio è il genitore e la responsabilità è penale.