Catania, accoltella le due figlie: Laura e Marika, sorelle inseparabili

Catania, accoltella le due figlie: Laura e Marika, sorelle inseparabili

di Veronica Cursi

Laura e Marika erano molto piů che sorelle, erano «una cosa sola». Lo scrivevano continuamente su Facebook accanto alle decine di foto che le ritraggono sempre insieme, al mare, sulla spiaggia, a casa, in vacanza: migliori amiche come solo due sorelle possono essere.

Inseparabili. Nella vita dove condividevano amicizie, passioni, sogni e futuro. E nella morte. Anche nell’ultimo tragico momento che le ha viste insieme, l’una accanto all’altra, mentre il padre le accoltellava in un raptus di follia: Laura la piccola, appena 12 anni, non ce l’ha fatta, Marika, 14 anni, ”Pimpa”, così la chiamava la sua sorellina, ora lotta per la vita.









«Vi amo siete tutto», scriveva Marika appena 10 giorni fa sul social network accanto a una foto in piscina insieme a Laura e un’amichetta. «La mia vita sei tu», è il testo di un’altra immagine: ci sono Laura e Marika, occhi negli occhi, un unico sguardo verso un futuro che avrebbero voluto vivere insieme. E invece proprio l’uomo che le ha messe al mondo, il loro papĂ , disoccupato, rimasto solo, senza lavoro, lasciato dalla moglie, ha spezzato il loro destino.

Laura, 12enne, un visino dolce e ingenuo che giocava a fare la grande in bikini rosa al mare, non c’è piĂą.



Una vita troppo breve la sua, fatta di passioni, come quella di ogni adolescente, tifosa dell’Inter, amava Ramazzotti, Ligabue, Gianna Nannini, e sognava il grande amore, forse qualcuno un giorno le avrebbe detto quelle frasi romantiche che condivideva su Facebook. Cuoricini ed emoticon accanto alle foto con le amiche e la famiglia, Laura vestita di bianco il giorno della comunione insieme a mamma e papĂ  e i suoi fratelli, Marika e Andrea, 22 anni, che ha cercato di salvarla immobilizzando il padre che si era trasformato nel suo assassino. Dormiva mentre l’ha accoltellata con un coltello da cucina spengendo così per sempre quel sorriso che Laura conserva in ogni immagine della sua vita. Era legatissima alla sua grande famiglia, lo si capisce dai commenti fatti su Facebook, la mamma che commenta ogni foto «sei bellissima» e lei che ricambia «ho preso tutto da te!». Si sentiva protetta in quelle mure di casa dove, invece, si nascondeva proprio il mostro che l'ha uccisa.

Venerdì 22 Agosto 2014, 12:25






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