Drogato, picchiava e violentava l'ex moglie davanti alla figlia di 3 anni

Martedì 4 Dicembre 2018 di Stefano Buda
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Botte, minacce, insulti e vessazioni. Brutalità ripetute nel tempo, culminate in una violenza sessuale, ai danni della ex convivente, davanti alla figlia di 3 anni. Le sofferenze inferte non hanno prezzo, ma il contro da pagare, per l'autore delle violenze, un uomo di 43 anni, è comunque salato. Il tribunale collegiale di Pescara lo ha condannato a 6 anni di carcere per violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni aggravate.

I fatti contestati, che hanno avuto luogo a Montesilvano, risalgono ad un periodo compreso tra ottobre 2014 e febbraio 2015. Già in precedenza, però, le forze dell'ordine erano dovute intervenire, a causa delle continue violenze dell'imputato nei confronti della donna, una 35enne. «Il comportamento tenuto in casa è stato devastante per la parte offesa, con vessazioni da parte di chi avrebbe dovuto proteggere la sua compagna e la sua figlioletta - ha detto in aula, nel corso della requisitoria, il pm Rosangela Di Stefano - e invece l'imputato non si è fatto scrupolo neanche di preservare, dalla vista di una bimba in tenera età, il compimento di una brutale violenza sessuale». Per queste ragioni, alla luce della continuazione del reato e dei precedenti, il pm aveva chiesto una condanna a 8 anni e l'esclusione di qualsiasi attenuante generica. Richiesta a cui si era associato l'avvocato di parte civile Luca Pellegrini.

Secondo quanto ricostruito dall'accusa, l'aguzzino «maltrattava la convivente, in presenza della figlia di 3 anni, con condotte vessatorie e violente reiterate, spesso dopo avere assunto alcol e droghe». Le minacce di morte, una volta anche impugnando un coltello, erano all'ordine del giorno. Così come le aggressioni fisiche, con calci, pugni e morsi, che in più occasioni procurarono alla donna lesioni e lividi, certificati dai referti medici con prognosi dai 5 ai 10 giorni.

Le cose non migliorarono quando la donna, il 19 ottobre 2014, lasciò l'abitazione, trasferendosi in un altro appartamento di Montesilvano, dove l'uomo piombava quasi quotidianamente, «ingiuriandola e minacciandola di morte qualora non fosse tornata a vivere con lui». La sera del 28 ottobre l'ex convivente della donna sfondò a calci la porta d'ingresso e inseguì la vittima anche nell'abitazione di un'amica, dove si era rifugiata. Proprio in quell'appartamento, «bloccandola nella stanza dove dormiva con la figlia ed aggredendola con violenza», incurante della presenza della bimba in lacrime, costrinse la sua ex a subire atti sessuali contro la sua volontà. Ultimo aggiornamento: 09:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA