Denise Pipitone, nessuna traccia della bambina sparita dopo l'ispezione in casa di Anna Corona

Mercoledì 5 Maggio 2021
Denise Pipitone, ispezioni in corso a Mazara del Vallo nella casa dell'ex moglie di Pietro Pulizzi
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Non ci sono tracce della piccola Denise Pipitone nella palazzina di via Pirandello a Mazara del Vallo, nel trapanese. Lo riporta Adnkronos. È questo l'esito della lunga ispezione eseguita oggi pomeriggio nell'edificio che ospitò fino a pochi anni fa Anna Corona, la madre della sorellastra di Denise Pipitone, la bimba scomparsa il primo settembre del 2004. I Vigili del fuoco e i Carabinieri del Ris sono stati al lavoro fino alle 20.15 nella palazzina, cercando anche con le carte del catasto alla mano, eventuali tracce di lavori di muratura fatti negli ultimi anni. Controlli anche nel garage e in una botola, con un pozzo, ma come si apprende anche qui l'esito è stato negativo. Era stata una segnalazione, non anonima, a indicare agli investigatori alcune notizie ritenute «molto interessanti».

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Le ricerche - Ricomincia dai luoghi da cui tutto è iniziato l'indagine sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, la bambina sparita da Mazara del Vallo l'1 settembre del 2004. Ricomincia dalla casa in cui 17 anni fa viveva Anna Corona, all'epoca moglie del padre naturale della piccola e madre di Jessica, la sorellastra di Denise processata e assolta dall'accusa di aver sequestrato la bambina. I carabinieri hanno ispezionato per ore l'edificio disabitato, di proprietà di una famiglia che vive in Svizzera, alla ricerca di tracce di una stanza segreta. Una scelta investigativa mirata, che sarebbe stata presa dopo una segnalazione precisa - una delle tante giunte in Procura - che avrebbe indotto i magistrati a fare dei controlli. 

 

L'ispezione - Piantine catastali alla mano, i carabinieri hanno perlustrato l'appartamento per capire se su un muro ci siano segni di intonaco più recente o tracce di un vano murato dove qualcuno avrebbe potuto tenere nascosta la bambina. «Non cerchiamo nessun corpo», ripetono gli inquirenti dopo che, nel primo pomeriggio, si era diffusa la notizia di un'attività di ricerca di resti umani.

L'annuncio è stato dato durante la trasmissione televisiva «Ore 14» su Rai2 a cui partecipava anche la madre di Denise, Piera Maggio che è stata colta da malore e ha chiesto di potere abbandonare il collegamento visibilmente provata. La donna, che non si è mai rassegnata alla scomparsa della bambina, è stata sempre convinta che Jessica e la sua famiglia siano coinvolte nella sparizione. «È solo un'ispezione dei luoghi - spiegano fonti della Procura - finalizzata a capire se, nella casa, siano stati fatti dei lavori». 

La botola - Di certo c'è che stavolta i pm non vogliono lasciare nulla di intentato: dopo anni di false piste, indagini con evidenti falle, accuse di depistaggi, la magistratura vuole andare fino in fondo. Durante i controlli, nel garage della casa di Anna Corona, è stata trovata una botola che vigili del fuoco stanno ispezionando con una pompa idrovora. Porta a un pozzo, profondo dieci metri pieno d'acqua, che i pompieri vogliono svuotare con una idrovora. All'interno dell'appartamento di via Pirandello, 55 ci sono i carabinieri della Scientifica del Comando provinciale di Trapani e i Vigili del Fuoco del distaccamento di Mazara e del gruppo Saf del Comando provinciale, mentre Mazara, come accadde dopo la scomparsa della piccola, torna a essere «assediata» dai giornalisti.

La fiaccolata - Stasera la cittadinanza si radunerà per partecipare a una fiaccolata organizzata per Denise. «Abbiamo chiamato a raccolta scuole, associazioni e cittadinanza con l'obiettivo di testimoniare la nostra solidarietà a Piera e Piero (il padre naturale della bambina ndr) e per chiedere con forza "Verità per Denise". Confidiamo nella partecipazione pur nel rispetto delle prescrizioni anti-Covid», dice il sindaco Salvatore Quinci che si è stretto accanto ai genitori di Denise insieme al vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero.

L'ex pm - «Il garage e lo scantinato di quella palazzina all'epoca furono ispezionati». A dirlo all'Adnkronos è Maria Angioni, la pm che si occupò per diversi anni dell'inchiesta sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, parlando delle ricerche nella casa di via Pirandello a Mazara del Vallo, dove abitava Anna Corona, la mamma della sorellastra di Denise. Ma la magistrata, che oggi è giudice del lavoro a Sassari, aggiunge anche di non avere un «ricordo di un pozzo» in quel garage dell'abitazione in cui viveva Anna Corona. «Non ricordo niente sul dettaglio di un pozzo», dice ancora la giudice.

Di recente la giudice Angioni aveva detto che all'epoca si imbattè in un contesto ambientale molto difficile: «Abbiamo avuto grossi problemi - aveva detto - Abbiamo capito che dopo tre giorni tutte le persone sottoposte a intercettazioni già sapevano di essere sotto controllo. A un certo punto, quando ho avuto la direzione delle indagini, ho fatto finta di smettere di intercettare e poi ho ripreso da capo con forze di polizia diverse, nel disperato tentativo di salvare il salvabile».

Ultimo aggiornamento: 6 Maggio, 16:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA