Pestati a Trastevere per una maglietta del cinema America, Jeremy Irons indossa la t-shirt

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Pestati a Trastevere per una maglietta del cinema America

di Marco Pasqua

Hanno agito in dieci, a volto scoperto, nel cuore della movida trasteverina, senza temere le conseguenze di quel loro assalto notturno. Neanche la vicinanza del commissariato di polizia, sulla stessa strada, li ha scoraggiati. «Levati subito la maglietta del cinema America, siete antifascisti, ve ne dovete andare via», hanno intimato ad un 20enne che era lì, in via di San Francesco a Ripa, a pochi metri da piazza San Calisto, con tre amici. E al suo rifiuto, hanno reagito colpendoli con pugni e lanciando loro delle bottiglie. Un assalto premeditato: «Ci stavano seguendo. Ma siccome eravamo in venti, hanno aspettato che ci separassimo, per affrontarci in quattro», racconta Valerio C., che è stato centrato da una bottigliata al sopracciglio.

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Una serata trasteverina come tante, quella vissuta da questi ragazzi che avevano assistito alla proiezione di “First reformed”, con il regista, Paul Schrader, presente anche lui con la t-shirt bordeaux che è ormai il marchio di questa realtà. Una realtà, quella del cinema America, che, da 5 anni, ogni estate, anima piazza San Cosimato, arrivando, dal 2018, a “contagiare” anche il porto di Ostia e la Cervelletta. Realtà “trasversale”, che parla a destra e a sinistra e coinvolge tutti, dal Centro alle periferie, nel segno della cultura.

Dallo schermo di piazza San Cosimato, i ragazzi erano arrivati fino a piazza Trilussa, il tempo di mangiare un panino, quattro chiacchiere: «Alcuni di noi tornano a casa, altri restano», racconta Mirko. Il gruppo di 4, con Valerio C., altri due ragazzi, di cui uno di colore, e David Habib, quest’ultimo ex studente del liceo Virgilio, si muove verso San Calisto, e in via San Francesco a Ripa viene fermato dal branco. «Non siamo riusciti a scappare o a difenderci», dice Habib. «Quei ragazzi pretendevano che David si togliesse la maglietta – racconta Valerio C. - Ci hanno detto che se non l’avessimo fatto, non saremmo più usciti da Trastevere». «Dopo che David ha rifiutato di togliersi la maglietta, uno di loro lo ha colpito con una testata al naso», aggiunge il ragazzo. L’aggressione squadrista non è finita: i quattro scappano, ma il branco li rincorre, a bordo di un’auto, per fortuna senza riuscire a raggiungerli.



«Alcuni sapremmo riconoscerli», dicono convinti. Habib è stato sentito, ieri, in ospedale dalla polizia, che ha subito fatto partire le indagini. Non è la prima aggressione di questo tipo, registrata a Roma. Un’altra, nel giugno del 2017, venne consumata ai danni di un 18enne del liceo Cavour, che indossava la t-shirt bordeaux. Dopo due mesi di indagini, la Digos individuò e denunciò due estremisti di destra. Nel 2013, inoltre, il cinema venne “assaltato” da alcuni militanti di CasaPound (che smentirono di aver preso parte al blitz). «E’ un atto gravissimo, questa è una vera e propria aggressione squadrista», denunciava ieri Valerio Carocci, leader dell’America.

LA SOLIDARIETÀ
Il presidente della Regione Lazio e segretario del Pd Nicola Zingaretti ha twittato: «Siamo tutti il Piccolo America. Siano al più presto individuati gli squadristi di questa notte. A Roma non si può accettare una violenza così». «Un atto vile e barbaro, che bisogna condannare fermamente – diceva Virginia Raggi - Il pensiero e la libertà di espressione nulla hanno a che vedere con la violenza. Roma è una città aperta e inclusiva». «Siamo preoccupati per la tenuta civile e morale di Roma che, per la sua storia, si merita ben altro», scrive la comunità di Sant’Egidio. Anche il premier, Giuseppe Conte, ha condannato l’episodio: «Aspettiamo le necessarie verifiche, ma se i fatti fossero confermati sarebbe un episodio gravissimo, aggravato dalla intolleranza ideologica». 

E ieri sera piazza San Cosimato si è colorata delle maglie dell’America, in risposta all’appello lanciato poche ora prima sui canali social da Carocci. Appello raccolto anche dal premio Oscar Jeremy Irons, arrivato per presentare “Io ballo da sola”: «Dobbiamo ricordarci che siamo uguali e dobbiamo capire che queste immagini di violenza non fanno bene e non servono a costruire una società coesa. Dobbiamo ricordarci della nostra umanità, in modo tale che ciò che è avvenuto 70 anni fa non torni a gettare i suoi semi. In questa piazza vedo l’umanità che si esprime al suo meglio». 
 
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Lunedì 17 Giugno 2019, 00:04






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5 di 11 commenti presenti
2019-06-18 12:53:28
Centri sociali covi di delinquenti, loro salutano con il pugno alzato, ma loro possono, dopo i milioni di Morti che ancora si susseguono nel mondo, questa è una vera vergogna altrochè il Fascismo sconfitto e (speriamo) dimenticato.
2019-06-18 09:23:54
Ingegnere veneziano accerchiato e pestato a Padova al grido di «Fascista», come si può leggere la mamma dei cretini è sempre incinta.
2019-06-18 11:35:22
chissa'allora cosa indossava la "divisa da Federale"? [con riferimento a Ugo Tognazzi l'unico "Fascista" a Roma con cui i soldati Americani si facevano la foto ricordo da mostrare ai figli "papa' cos'hai fatto in guerra?"]
2019-06-18 15:42:41
Honi soit qui mal y pense,come dicevo,la mamma dei cretini è sempre gravida.
2019-06-17 21:41:46
Quella del riscatto è veramente divertente. Il mascellone voleva far credere di avere infinite baionette invincibili. Ha spedito nell’inverno russo più di 100000 uomini equipaggiati per un picnic a villa Torlonia, le ha prese dai greci e dagli albanesi, niente portaerei perché l’Italia lo è per se stessa e quindi via, in bocca alla Royal Fleet a Taranto e Capo Matapan, i francesi, aggrediti da Hitler, accoltellati alle spalle (e anche lì con zero risultati militari) che non so come i transalpini possano ancora incontrarci senza sputarci in un occhio, decine di migliaia di assassinati a freddo dal macellaio Graziani in Libia, gli ebrei consegnati ai nazi morti a migliaia. Devo continuare? Ma quale riscatto? Tacete, almeno non farete queste figure oscillanti tra il ridicolo e il grottesco. (Per favore, non riesumate la solita storia dei treni in orario. Non credo sia sufficiente a controbilanciare un paese raso al suolo)