Carabinieri Piacenza, la Dda di Milano esclude legami con la 'ndrangheta

Mercoledì 29 Luglio 2020
Inchiesta carabinieri, la Dda esclude legami con la 'ndrangheta

Nessun legame con la 'Ndrangheta da parte di carabinieri e pusher arrestati nell'inchiesta Odysseus della Procura di Piacenza che la scorsa settimana ha portato al sequestro della caserma Levante e delineato un sistema criminale fatto, secondo gli inquirenti, di arresti pilotati per sequestrare la droga e poi rivenderla, ma anche di minacce e torture. A far chiarezza sull'ipotesi di collegamento tra militari, pusher e 'ndrine è la Dda di Milano, alla quale sono stati trasmessi per competenza gli atti che riguardano il capitolo sui rifornimenti di hascisc e marijuana nel Milanese.

Dai primi accertamenti dei magistrati antimafia non risulta ci sia alcun contatto tra gli indagati piacentini e le 'ndrine della Locride. E nemmeno il deposito di Gaggiano, centro alle porte di Milano dove avvenivano gli approvvigionamenti delle droghe leggere, secondo gli accertamenti svolti, risulta gestito dalla criminalità organizzata calabrese come invece ipotizzato in un primo momento. L'indagine della Dda milanese è stata affidata al pm Stefano Ammendola dopo la trasmissione degli atti qualche settimana fa da parte della procuratrice di Piacenza Grazia Pradella, in base ad alcune intercettazioni e a una informativa della Gdf.

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L'inchiesta

 L'ipotesi del legame con le 'ndrine era scaturita da alcuni dialoghi intercettati tra i quali, ad esempio, la conversazione in cui l'appuntato dei carabinieri Giuseppe Montella, parlando con la compagna Maria Luisa Cattaneo, definisce «calabresi» e «pezzi grossi» gli interlocutori di Daniele Giardino, che - secondo l'accusa - era fornitore di stupefacente. Dalle carte emergeva altresì il timore di quest'ultimo per possibili ritorsioni da parte dei fornitori. Esauriti martedì gli interrogatori di garanzia, con le oltre quattro ore di dichiarazioni del maggiore Stefano Bezzeccheri che sovrintendeva la stazione Levante, le indagini dell'inchiesta Odysseus proseguono. E, a partire da quanto emerso dagli stessi interrogatori, non è escluso che altre persone possano essere iscritte nel registro degli indagati e quindi sentite. Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese oggi ha stigmatizzato i fatti di Piacenza parlando a margine di una iniziativa a Sorbolo, nel Parmense, dove ha consegnato al Comune alcuni immobili confiscati alla criminalità organizzata.

 

 

Il ministro Lamorgese

Lamorgese ha definito il caso «un episodio incredibile, che ha minato quello che era un presidio di legalità che invece è diventato lo spettro di attività illegali e non accettabili da parte di appartenenti a forze di polizia». Soprattutto, ha sottolineato riferendosi ai sei militari arrestati, si tratta di persone «non degne di far parte dell'Arma» e la cui attività però non deve gettare un'ombra sull'intera istituzione, che è «sana» e sul territorio «aiuta nell'attività quotidiana e opera per il contrasto della criminalità». Intanto a Roma, intervenendo in un question time alla Camera, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha ribadito come, d'intesa col Comando generale dell'Arma, sul caso Piacenza sia stata «avviata un'inchiesta interna». stupefacente.

Operazione finalizzata ad appurare non solo quanto effettivamente accaduto, ma anche «eventuali elementi di criticità nei sistemi di controllo e verifica». L'Arma, ha precisato Guerini, «ha disposto nei confronti dei militari interessati dal provvedimento giudiziario la sospensione precauzionale dall'impiego, avviando la valutazione disciplinare dei fatti per adottare rigorosi provvedimenti». Quanto ai vertici, al comandante provinciale e agli altri comandanti della sede, «a prescindere dal loro eventuale coinvolgimento nei fatti oggetto di accertamento in sede penale», la loro destinazione ad altri incarichi è stata decisa in primis «nell'interesse dell'Istituzione» e poi «per restituire a Piacenza e alla sua cittadinanza il più regolare e sereno svolgimento dell'attività di servizio». 

Ultimo aggiornamento: 19:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA