Roma, case popolari ai rom, la mossa di Raggi: via alle assegnazioni

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Roma, case popolari ai rom, la mossa di Raggi: via alle assegnazioni

di Lorenzo De Cicco

primi cinque appartamenti sono già stati assegnati, tocca solo fare il trasloco dalle roulotte. E altre 20 famiglie rom sono state ammesse alle graduatorie delle case popolari. Per svuotare le baraccopoli dei nomadi, che vanno smantellate entro il 2021, la giunta di Virginia Raggi gioca la carta degli alloggi comunali.


Si parte dal campo della Barbuta, al confine tra Roma e Ciampino, dove abitano 586 persone, il 13% della popolazione nomade della Capitale. La sindaca grillina non vuole prove di forza. Prima della ruspa, è convinta, tocca offrire un’alternativa a chi abita nei container. Facile a dirsi, molto più complicato da mettere in pratica. In questi anni si è provato col “bonus casa”, cioè un contributo da 800 euro al mese per spingere i rom a prendere un appartamento in affitto. Ma perfino con la garanzia dell’amministrazione comunale, non si sono trovati proprietari di immobili disposti a cederli a chi veniva dai campi.

«RIENTRI» AL PALO
La «terza via» dei 5 stelle romani - equidistante dalla linea dura di Salvini e dall’impostazione «buonista», secondo il Campidoglio, di certa sinistra - ha puntato allora verso l’estero. Con i rimpatri, anzi i «rientri volontari assistiti», secondo il glossario pentastellato, perché non si tratta di trasferimenti coatti, sul modello francese, ma di ritorni nei paesi d’origine consigliati, anzi foraggiati da Palazzo Senatorio. Come? Con un gettone da 3mila euro l’anno, distribuito un po’ per volta, mese per mese, a chi rincasava in Romania. L’esperimento è stato lanciato per la chiusura del Camping River, il villaggio sbaraccato l’estate scorsa per evitare un’«emergenza sanitaria», così sosteneva Raggi. Al progetto però hanno aderito finora solo 6 famiglie - 38 persone in tutto - una delle quali si è anche ripresentata dentro al Raccordo anulare, salvo poi fare ritorno a Craiova, quando il Comune ha minacciato di congelare il sussidio. Riecco allora la carta delle case popolari. In due anni vanno chiusi tre campi: la Barbuta, la Monachina (allo svincolo della via Aurelia, al km 13, abitato da 115 persone) e Castel Romano, la più grande baraccopoli rom della Capitale, 1.062 abitanti. Già a dicembre, Raggi aveva fatto capire che gli alloggi dell’«Erp» (edilizia residenziale pubblica) avrebbero potuto essere assegnati ai rom degli insediamenti da chiudere. «Anche i nomadi, se hanno condizioni economiche svantaggiose, hanno diritto a ottenere una casa popolare, esattamente come le persone non rom - aveva detto la sindaca - Non si può essere schedati se si è o meno rom». Le graduatorie, spiegano dal Comune, scorreranno regolarmente, «senza corsie preferenziali».

LA CIRCOLARE CONTESTATA
Delle case popolari ai nomadi si era già parlato ai tempi della giunta Marino, che ritirò una circolare sfornata dall’amministrazione Alemanno, che invece escludeva gli abitanti dei campi dalle liste d’attesa. Ora, cinque anni dopo, i primi appartamenti sono stati consegnati.
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Giovedì 24 Gennaio 2019, 00:15






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5 di 11 commenti presenti
2019-01-25 16:05:14
Mi viene da ridere quando penso alla Raggi,...da le case ai Rom ma lascia le buche, tanto i romani sanno dove sono e si spera che le evitino. L'esercito pagato anche da noi le deve "stroppare". Aspetto che anche Lei versi le lacrime come la Fornero. Questo non è un Paese è un casino, senza accento sulla o. Voi di sinistra, si proprio voi Grillini fate danni..., io non so se li fate intenzionalmente, o se li fate perchè siete incompetenti, fatto sta che li fate, ma quale disturbo vi accompagna..., non l'avete ancora smaltita l'ubriacatura di sinistrume che aleggia sulle vostre origini? E meno male e per fortuna i sondaggi vi danno in netto calo, (lo ha detto il vostro amico Conte) non io. Poi date a loro anche il reddito di...., Poi la colpa è di Salvini che fa man bassa di preferenze presso il vostro elettorato, per fortuna che questi hanno aperto gli occhi e hanno capito chi siete, meglio tardi che mai.
2019-01-25 16:04:41
Se non se ne può fare a meno, va bene, ma il rom che entra in una casa del comune deve dichiarare quanto possiede e non gli deve essere data nessun'altra possibilità, nel senso che lì deve rimanere senza accogliere nessun altro. Da quel momento deve spiegare ogni cosa che possiede, esibendo regolare fattura anche per l'acquisto di un tegame.
2019-01-25 15:58:10
Mi domando: se questo mossa l'avesse fatta un sindaco di sinistra, assegnare case popolari ai rom… si salvi chi puo'
2019-01-25 16:21:00
Non domandarti nulla è la stessa cosa, di cosa ti lamenti la pensate alla stessa maniera , bastasse questo, no fate anche le stesse cose. non dirmi che sono giochi di parole.
2019-01-25 13:26:30
Militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un decreto di confisca, emesso dal locale Tribunale sezione misure di prevenzione nei confronti di Abramo Di Guglielmi, classe 1974, alias Marcello Casamonica, della sorella Giulia, classe 1982, e del marito di quest’ultima, Romolo Cerello, classe 1982, appartenenti alla famiglia Casamonica-Guglielmi. Lo fa sapere in una nota la stessa Guardia di finanza spiegando che la confisca è avvenuta nell’ambito dell’operazione Ottavo Re di Roma. Le indagini sono state avviate dagli specialisti del Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria nel 2015 e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia capitolina. È emersa, fa sapere la Guardia di finanza, la «sproporzione tra le ricchezze possedute e i redditi dichiarati» insieme «alla pericolosità sociale dei proposti, coinvolti in attività illecite connesse a fatti di gioco d’azzardo, anche in relazione al cosiddetto trotto da strada, traffici di droga, rapine e furti, oltre che a numerose truffe, ha consentito l’emissione, prima, di un provvedimento di sequestro, eseguito nel mese di dicembre 2017, e, ora, di confisCca. Secondo le prime indiscrezioni, tra gli immobili spicca, in particolare, una porzione di una lussuosa villa in stile liberty in zona Anagnina, alla quale si accede percorrendo un viale alberato. Ai suoi lati del sono presenti numerose statue in marmo raffiguranti divinità della mitologia. Annessa all’abitazione, i cui interni sono arredati in modo particolarmente sfarzoso, vi è una scuderia, attrezzata per ospitare anche cavalli da corsa. LA CASA è UN DIRITTO vero Raggi?