Pochi fedeli in chiesa, don Ennio sbatte la porta e lascia la parrocchia

Pochi fedeli in chiesa, don Ennio sbatte la porta e lascia la parrocchia

di Michele Narcisi

Uno dei personaggi che ha lasciato tracce incancellabili in Val Vibrata, di segno religioso ma non solo, se ne va dalla parrocchia di Corropoli, sua città natale e sua ultima sede di apostolato, sbattendo metaforicamente la porta, lamentando poca partecipazione, poca collaborazione e, quel che è più triste, una sorta di boicottaggio alle sue iniziative, con fazioni di fedeli contrapposte, comunque non in linea con la sue proposte. Si tratta di don Ennio Di Giovanni, 48 anni di sacerdozio, nove dei quali, quelli iniziali, trascorsi a Valle Castellana (Macchia da Sole e Macchia da Borea), ben 23 a Torano Nuovo e 11 a Mosciano Sant' Angelo, per rientrare in Val Vibrata, a Corropoli, sua città natale, poco tempo fa.

Di Giovanni si è segnalato in vallata per aver insegnato a lungo al liceo di Nereto, per aver costruito tre case parrocchiali e due musei d'arte a Torano e a Mosciano. Anche sul piano sociale, don Ennio ha fatto sentire sovente la sua voce. Ancora nella memoria sono rimaste le sue battaglie in difesa dell'ospedale Val Vibrata di Sant'Omero. Tornato a Corropoli, però, ha trovato il gelo. «Non ho trovato - conferma il sacerdote, che è stato anche vicino a ricoprire la carica di vescovo anni fa - la collaborazione che mi aspettavo. Corropoli è la cittadina in cui sono nato e mi aspettavo ben altra partecipazione da parte dei fedeli. Pensate: ad una funzione religiosa c'erano solo 10/11 fedeli. Mi sono sentito mortificato. E sono arrivato alla conclusione di andarmene».

Don Ennio Di Giovanni sta uscendo da una brutta broncopolmonite che ne ha minato un po' il fisico. E' in fase di convalescenza in quel di Castellalto. «Ma non è per questo -precisa- che vado via e non tornerò più a Corropoli. La ragione vera è che sono stanco e deluso dal punto di vista religioso, cristiano. E pensare - aggiunge amaramente - che mi sono prodigato per rimettere in sesto la chiesa madre con interventi di oltre 300 mila euro».
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Domenica 11 Novembre 2018, 09:58






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5 di 11 commenti presenti
2018-11-12 22:38:58
Chissà se Giulio Cesare è veramente esistito... boh... sto prete mi è caduto sull' autocelebrazione... un po' di umiltà. Cristo è una cosa seria forse l unica anche perché magari attraverso vere e proprie fandonie è stato l unico ad interrogarsi sul perché della vita... a buon rendere
2018-11-11 17:05:59
Se il prossimo Papa e' come questo anche quei pochi fedeli lasceranno la chiesa diventando rifugio di sbandati che e' quello che vogliono.
2018-11-11 16:11:22
- Probabilmente la gente sta aprendo gli occhi ed orecchie e a ragionare con la propria testa e non per quello che sentono dire solo dai preti. Evidentemente si è accorta che è tutta una favola che dura da ben 2000 anni e che ora è a capolinea e come tutte le favole finisce pure questa. - Solo poco gente, con le orecchie tappate, con il prosciutto sugli occhi e con il cervello atrofizzato resiste con una fede ceca . NON FACCIO NOMI PER NON OFFENDERE ALCUNCHE'. - Ma niente paura, fra 20-30 anni, grazie al caro Bergoglio, questa chiesa diventerà moschea per tantissimi fedeli convinti.
2018-11-11 15:26:32
Si è prodigato per realizzare molte cose, quando però ha fallito se n'è andato. C'è da chiedersi perché si è prodigato tanto, per Dio o per sé stesso? Forse gli è mancata l'umiltà di mettere tutto nelle mani di Dio ed attraverso la preghiera chiedere il suo aiuto.
2018-11-11 19:45:14
Riflessione interessante...