Papa, ai vertici del Clero chiama il prete cileno che denunciò il pedofilo seriale Karadima

Giovedì 9 Settembre 2021 di Franca Giansoldati
Papa, ai vertici del Clero chiama il prete cileno che denunciò il pedofilo seriale Karadima

Città del Vaticano – La nomina di Andres Gabriel Ferrada Moreira, il sacerdote cileno che Papa Francesco ha scelto come numero due della Congregazione per il Clero – il dicastero curiale competente di tutte le grandi questioni che riguardano i preti nel mondo, compresa la formazione - è doppiamente significativa. Tanto per cominciare Moreira che ora ha 52 anni fa parte di quei preti che in tempi più problematici non esitarono a rompere con le autorità cilene e firmare una lettera per denunciare uno dei più grandi pedofili del Cile, padre Karadima, un religioso molto potente che vantava protezioni persino in curia. Il secondo aspetto che la nomina di Ferrada Moreira sottolinea implicitamente è l'esempio di non avere paura a rompere gli schemi e fare pulizia delle mele marce e proprio il fatto che ai vertici della Congregazione che in passato per troppe volte ha fatto finta di non vedere tanti problemi è un grande passo in avanti da non sottovalutare. 

Moreira che assumerà l'incarico di numero due dal primo ottobre (anche se già lavorava alla congregazione da tre anni) si occuperà della formazione dei religiosi.

Nel suo curriculum non passa inosservato che ha testimoniato davanti alla giustizia cilena sulle aggressioni di Karadima, pur non essendo stato vittima di questo prete che è stato riconosciuto colpevole dalla giustizia cilena di aver commesso aggressioni su bambini tra il 1980 e il 1990.

 

La carta che ha firmato Moreira assieme ad altri dieci preti risale ad oltre dieci anni fa, quando furono prese le distanze pubbliche da Union Sacerdotal, la comunità religiosa fondata da Ferdando Karadima, prete potentissimo e fino a quel momento protetto dalle autorità ecclesiastiche. I dieci sacerdoti affermarono di considerare «credibili» le accuse di abusi sessuali contro il prelato. Da allora le indagini proseguirono più spedite.

«Desideriamo rendere pubblica la nostra presa di distanza dalle riunioni dell'Unione Sacerdotale del Sacro Cuore di Gesù a causa dei fatti che si sono conosciuti negli ultimi mesi e che ci sembrano plausibili. Siamo e siamo stati totalmente aperti a collaborare con la giustizia civile e canonica e in piena comunione con l'autorità della nostra chiesa di Santiago e con la Santa Sede e il Santo Padre, il Papa» firmava don Andrés Ferrada Moreira, allora accademico responsabile del Seminario Maggiore


 

Ultimo aggiornamento: 12:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA