Mesina può riavere la pensione: la decisione dell'Inps dopo la sospensione in latitanza

Giovedì 20 Gennaio 2022
Mesina può riavere la pensione: la decisione dell'Inps dopo la sospensione in latitanza
1

Graziano Mesina può ricevere di nuovo la sua pensione sociale dall'1 febbraio. Lo ha deciso, in via cautelativa, l'Inps a seguito di una seconda istanza presentata dalle sue avvocate, Beatrice Goddi e Maria Luisa Vernier. Lo scrive il quotidiano L'Unione Sarda. L'ex Primula rossa del banditismo sardo, arrestato lo scorso 18 dicembre a Desulo (Nuoro), si era visto sospendere la pensione dal luglio del 2020, dopo che si era dato alla fuga a seguito della condanna a 30 anni pronunciata dalla Cassazione per associazione e traffico di droga.

 

Graziano Mesina, resa di un latitante: «Il carcere mi terrorizza». Nel letto nascosti 6 mila euro

La Procura di Cagliari aveva richiesto la sospensione e l'Inps aveva imposto lo stop ai pagamenti per l'ex latitante che ora, attraverso le sue legali, chiede anche gli arretrati: 17 mensilità, dal luglio 2020 al dicembre 2021. Ma L'istituto ha respinto questa richiesta. Mesina percepiva l'assegno minimo dal 2007, dopo essere tornato in libertà per effetto del provvedimento di grazia firmato dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

L'ex latitante Graziano Mesina, comparirà l'8 febbraio prossimo davanti alla Gip di Oristano, Serena Corrias, per la prima udienza sull'istanza di dissequestro dei beni bloccati il 18 dicembre al momento del suo arresto in una abitazione di Desulo. Le avvocate dell'ex primula rossa del banditismo sardo, Beatrice Goddi e Maria Luisa Vernier, chiedono che vengano restituiti gli effetti personali e 6 mila euro in contanti che Mesina aveva nel portafoglio quando è stato catturato. Il sequestro dei beni si inserisce nel procedimento per favoreggiamento che aveva portato all'arresto di Antioco Gioi, allevatore di 56 anni, e di sua moglie Basilia Puddu, di 46, proprietari della casa in via Nuoro a Desulo in cui Mesina stava trascorrendo la latitanza. I due coniugi hanno poi patteggiato nel processo per direttissima: Gioi è stato condannato a 3 anni di reclusione, la moglie a 1 anno e 8 mesi, ma con pena sospesa.

Ultimo aggiornamento: 15:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci