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G20 a Roma, spinta per il turismo: boom di arrivi a Natale

Dopo la visibilità avuta dalla Capitale per il summit la stima degli albergatori è un più 20<SC1001,37> sotto le festività

Lunedì 1 Novembre 2021 di Alessia Marani
G20 a Roma, spinta per il turismo: boom di arrivi a Natale

L’effetto G20 muove consumi e turismo, e ora albergatori, ristoratori e commercianti si aspettano un Natale da sold-out, con presenze e fatturati che torneranno a somigliare a quelli del 2019, in era pre-Covid. La previsione, stando agli indicatori attuali messi in evidenza dal summit mondiale, secondo le associazioni di categoria, è che già in occasione dell’8 dicembre e quindi delle successive festività del 25 dicembre e del Capodanno, si possa registrare un trend superiore del 20 per cento a quello già riscontrata in questo ottobre da record (sempre inserito in un contesto di pandemia) con cifre che surclasseranno e quasi doppieranno quelle magre e tristi dello scorso anno. «A una condizione, però - afferma Valter Giammaria, presidente di Confesercenti Roma - che alla grande vetrina mondiale che ci ha regalato il G20 e alle premesse di questo ottobre, seguano attività di richiamo e di rilancio della città, con la programmazione di iniziative di livello in grado di fare trovare ai turisti una capitale più attraente, ancora più bella e, soprattutto, finalmente pulita».

Per Giammaria il G20 è «solo l’inizio di una serie di grandi eventi che dal Giubileo del 2025, alla candidatura per l’Expo 2030, fino al 2033, i duemila anni dalla morte di Cristo - dice - dovranno segnare per la città un periodo di forte crescita, sempre tenendo conto di una pandemia sotto controllo». Già durante la campagna elettorale, il neo-sindaco Roberto Gualtieri aveva prospettato l’apertura di una sorta di tavolo permanente sulle attività di rilancio e promozione. E ora le categorie commerciali attendono solo che si insedino in Campidoglio i nuovi assessori al Turismo e alle Attività produttive per potere dare un contributo. Intanto, sono già tornati i turisti americani, numerosi anche gli israeliani e gli europei. Moltissimi gli italiani che hanno scelto Roma per il ponte di Ognissanti. Mentre non possono ancora viaggiare, perché senza green pass, russi e cinesi.

 

 

FIPE: «PUBBLICITÀ PAZZESCA»

Intanto, aprono lo sguardo su un orizzonte più sereno anche i gestori dei pubblici esercizi capitolini, dai bar ai ristoranti. «Senza dubbio abbiamo avuto un grande beneficio da questo G20 - spiega Sergio Paolantoni della Fipe Confcommercio - un po’ meno chi era nel quadrante superblindato e inaccessibile dell’Eur, ma di contro per tutti indistintamente questi due giorni sono stati una pubblicità pazzesca. Il sistema Paese e la città hanno saputo rispondere alle aspettative. Ci aspettiamo e ci auguriamo - continua Paolantoni - che dei tanti giornalisti accreditati, dei funzionari al seguito dei Capi di Stato, delle milioni di persone che hanno visto le bellezze di Roma attraverso l’immagine rilanciata dal summit, con la riapertura delle frontiere, in tanti vengano già a trascorrere le vacanze di Natale nella Capitale.

Si parla di un fatturato di decine di milioni in concomitanza di questo G20, almeno 30 milioni per tutto l’indotto, ma è nulla in confronto al valore dell’immagine data al mondo». Insomma, Roma si è dimostrata una città in grado di ospitare grandi eventi per dimensioni e capacità organizzative, sicura anche dal punto di vista sanitario e adesso la scommessa è che il boom atteso per il commercio investa anche il settore alberghiero, quello ancora in affanno. 

 

GLI HOTEL

«Non dimentichiamoci che ci sono 350 hotel chiusi - afferma Giuseppe Roscioli di Federalberghi - e che all’aumento delle presenze non corrisponde parimenti una crescita del fatturato paragonabile a due anni fa, se non altro perché abbiamo diminuito i prezzi. Si può però azzardare una previsione, guardando a quanto accadde dopo il Giubileo del 2000 quando per tutto l’anno successivo si registrò una crescita a ritmi del 10, 15 e 20%. Ci attendiamo un effetto simile dal G20». Infine, le note dolenti. «Partite le delegazioni, lasciate le stanze, da domani molti dipendenti del settore ricettivo torneranno in cassa integrazione».

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Ultimo aggiornamento: 15:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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