Genova ferita nel cuore, 35 morti e 10 dispersi: 440 sfollati. Si scava sotto le macerie

PER APPROFONDIRE: a10, autostrada, crollo, ponte
Genova ferita nel cuore, crolla il viadotto Morandi
35 morti, tre i bambini. Il ponte sarà demolito
Tragedia sull'autostrada A10 a Genova: è crollato alle 11.50 di lunedì il viadotto Morandi, provocando 35 vittime, tra cui tre bambini dagli 8 ai 13 anni. La Procura di Genova «è pronta a aprire un fascicolo per omicidio plurimo e disastro colposi» a carico di ignoti perché «ancora non conosciamo il perimetro della tragedia», fa sapere il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi. Per tutta la notte di lunedì sono proseguite le ricerche fra le macerie e i resti delle auto e dei camion.

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Il viadotto, 51 anni mal portati, si sbriciola mentre imperversa una bufera d'acqua e fulmini. Crollando, il ponte trascina con sé in un volo di 70 metri auto e camion, schiantandosi in un mucchio di macerie e lamiere nel secco greto del torrente Polcevera. Una parte del ponte piomba sulla sottostante via Fillak, travolgendo una struttura dell'Amiu, l'azienda ambientale del Comune di Genova. È una tragedia immane. I primi a arrivare sono i poliziotti del Reparto mobile di Bolzaneto, che estraggono vivo da un'auto il portiere del Legino Davide Capello. Sono loro che daranno l'allarme. Arrivano anche i vigili del fuoco, i carabinieri e la polizia mentre sui social diventa virale un video in cui si vede il pilastro del ponte che viene giù. I tre più importanti ospedali cittadini aprono le unità di crisi mentre comincia la conta delle vittime: nel corso della notte i morti accertati sono 35, di cui 5 non identificati, ma si pensa che le vittime potrebbero arrivare fino a 50.  Sono 16 i feriti, di cui 12 in codice rosso.


Almeno 35 vittime già accertate, 16 feriti. Sono 35 le vittime accertate secondo il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, secondo il quale le auto «hanno fatto un salto di 70 metri. È una tragedia, un vero disastro».  È quanto si apprende dalle forze dell'ordine impegnate sul posto per i soccorsi. Un bilancio che, purtroppo, sembra destinato a salire. Quattro persone sono state estratte vive dalle macerie. Due dei feriti gravi sono stati travolti nelle loro abitazioni schiacciate dalla struttura. Lo riferiscono fonti mediche dall'ospedale San Martino.

Sarebbero almeno una decina i dispersi che i soccorritori stanno cercando tra le macerie dopo il crollo del
ponte. È quanto si apprende dalle forze dell'ordine e dai vigili del fuoco sul posto. Il dato è confermato anche da fonti della prefettura. Testimoni hanno raccontato di aver sentito delle voci chiedere aiuto da sotto le macerie. 

 
 


Un camion si è salvato miracolosamente appena prima della zona del ponte che è crollata. Le immagini del tir fermo sull'orlo del baratro sono rimbalzate sui social e sui siti internazionali. L'autista è sotto choc. 

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Al momento del crollo sul ponte stavano transitando una trentina di autovetture e tre mezzi pesanti, ha comunicato il responsabile della Protezione Civile Borrelli.

«C'è il rischio che altre parti del ponte possano crollare, per questo motivo abbiamo sfollato le persone da tutti gli edifici circostanti». Lo ha detto uno dei soccorritori al lavoro nei pressi del ponte crollato.

Sfollati e palazzi evacuati. Sono in totale 440 le persone costrette a lasciare la propria abitazione a seguito del crollo del ponte Morandi. Il numero potrebbe aumentare poiché sono ancora in corso le valutazioni sugli sgomberi. Lo rende noto il Comune di Genova. La Protezione Civile del Comune di Genova ha provveduto finora a far evacuare 11 palazzi e la situazione è sotto monitoraggio costante.


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I testimoni. Automobilisti e cittadini presenti sul posto hanno parlato di un 
«bagliore prima del crollo», un «fulmine» che avrebbe colpito il ponte. Poi, si è scatenato l'inferno. «Erano da poco passate le 11,30 quando abbiamo visto il fulmine colpire il ponte - ha detto Pietro M. all'Ansa - e abbiamo visto il ponte che si andava giù».
  In un video si sentono le urla disperate di un cittadino che assiste al crollo da lontano riuscendo solo a urlare «Oh mio Dio»
 



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Cedimento strutturale. Il crollo potrebbe essere stato provocato da un cedimento strutturale. Dalle prime informazioni di vigili del fuoco e protezione civile, il cedimento sarebbe avvenuto nel tratto che sovrasta via Walter Fillak, nella zona di Sanpierdarena. Entrambe le carreggiate sono precipitate al suolo per circa cento metri. 
Le immagini aeree riprese dai vigili del fuoco confermano che le campate del ponte Morandi crollate al suolo a Genova hanno investito in prevalenza l'area del torrente Polcevera e la ferrovia, colpendo, tra gli edifici sottostanti, il centro Amiu e un'altra palazzina. Sono rimaste in piedi, invece, le campate laterali del viadotto che sovrastano, oltre ad Ansaldo Energia, almeno quattro grandi condomini con decine e decine di appartamenti.

Sarà demolito. «Tutto il ponte Morandi andrà demolito con gravi ripercussioni al traffico e problemi per i cittadini e le aziende». Lo ha dichiarato il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi oggi pomeriggio a Genova nella sede della Protezione civile. «Un ponte del genere non crolla né per un fulmine, né per un temporale, vanno trovati i colpevoli», ha aggiunto Rixi.

 

Toninelli: tragedia immane. «Mi dispiace tantissimo, mi dispiace da cittadino italiano, constatare come sulla manutenzione ordinaria» in Italia «non si sia fatto a sufficienza e questi fatti ne sono purtroppo la testimonianza», ha dichiarato il ministro Danilo Toninelli al Tg1. Esclude che la tragedia di Genova possa essere legata a lavori recenti sul ponte ma aggiunge: «Sono tragedie che non devono capitare in un Paese civile come l'Italia. La manutenzione viene prima di ogni cosa. Chi sarà identificato come responsabile deve pagare fino all'ultimo. Ora è totalmente prematuro dirlo».

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«Un ringraziamento alle centinaia di professionisti e volontari impegnati da ore nei soccorsi e una preghiera per le vittime e per le loro famiglie. Andremo fino in fondo per accertare le responsabilità di questo disastro immane», scrive su Facebook il ministro dell'Interno Matteo Salvini.


«È una tragedia immane. I soccorritori sono incessantemente al lavoro e li ringrazio per il loro impegno. Mi sto recando sul posto perché lo Stato, in questo momento, deve far sentire la sua vicinanza ed essere accanto prima di tutto alle famiglie delle vittime», scrive in un post il vicepremier e ministro Luigi Di Maio.




I soccorsi. Squadre miste soccorritori-vigili del fuoco di ricerca dispersi sotto le macerie (le cosiddette Usa, ndR), mezzi dell'Areu, soccorritori del 118 in allerta, eventuali posti letto se il numero delle vittime lo richiedesse, medici specializzati e sacche di sangue. La sanità lombarda ha dato la sua disponibilità a fornire aiuti ai soccorsi impegnati per il crollo del ponte autostradale a Genova. 

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LA MAPPA



Problemi infrastrutturali. L'ingegner Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in cemento armato all'Università di Genova, fece valutazioni pesanti sul ponte crollato oggi a Genova un articolo pubblicato da Ingegneri.Info il 29 luglio di due anni fa.  «Il Viadotto Morandi ha presentato fin da subito diversi aspetti problematici, oltre l'aumento dei costi di costruzione preventivati».

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Sfiorata fabbrica Ansaldo. Il crollo del viadotto ha sfiorato i capannoni di Ansaldo Energia, una delle principali industrie di impianti per la produzione di energia d'Italia. L'ingresso della fabbrica si trova proprio sotto il viadotto ma il crollo ha interessato una campata situata a pochi metri di distanza che è precipitata su un parcheggio che a quanto sembra in quel momento era vuoto. In questi giorni Ansaldo è chiusa ma nel sito lavorano alcune persone per la manutenzione.
 

Autostrade: lavori di consolidamento in corso. Sul ponte Morandi «erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e che, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione». Lo comunica Autostrade per l'Italia in una nota, ricordando che la realizzazione della struttura risale agli anni '60. «I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della direzione di tronco di Genova», afferma la società. «Le cause del crollo saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi», assicura Autostrade.

Si è riunito il Comitato operativo della Protezione Civile presso la sede del Dipartimento a Roma convocata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli. La riunione serve ad assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile. In una nota il Dipartimento della Protezione Civile informa che il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte seguirà i lavori del Comitato Operativo in collegamento telefonico.


Traffico paralizzato. Autostrade segnala sul suo sito sulla A10 Genova-Savona è stato chiuso il tratto tra il bivio A7 Milano-Genova e Genova Aereoporto in entrambe le direzioni. Sull' A10 Genova-Savona tra il Bivio per l' A7 Genova-Serravalle e Genova Aereoporto, in entrambe le direzioni si è resa necessaria la chiusura del tratto. All' interno del tratto chiuso il traffico è bloccato con code. Inoltre per tale motivo si sono formate code sull' a12 Genova-Rosignano Marittimo verso Genova a tra Genova ESt e il Bivio per l' A7 verso Genova e sull' A7 tra Bolzaneto e il Bivio per l' A10 Genova-Savona. Tuti i mezzi di soccorso sono sul posto.
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Martedì 14 Agosto 2018, 12:09






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5 di 82 commenti presenti
2018-08-15 10:44:00
Vedo che per molti commentatori sono più importanti i pareri dei politici della loro parte che quello degli ingegneri intervistati, come molti ho seguito ho seguito le varie trasmissioni televisive in merito, un igegnere che collaborava all’universi di roma con Morandi, ha analizzato il manufatto due anni dopo l’innaugurazione e presentava già gravi deficenze strutturali e sono state aggiunti i cavi strallati. Un altro dell’università di genova in trasmissione e in una denuncia pubblica di circa 7 anni fa’ aveva pronosticato che il ponte non avrebbe retto per altri 10 anni e sostenuto che il morandi aveva fatto errori nel calcolo delle strutture, nb nel 1967 niente computer. Ora cosa si possa ottenere da una manutenzione anche straordinaria mi sfugge.
2018-08-15 11:51:26
nel 1967 i computer esistevano eccome e venivano usati. Il primo su cui ho lavorato io nel 1970 al politecnico di milano era un ibm 7090, modello ormai vecchio entrato in uso nel 1959... ma avevano anche un piu' moderno univac 1108 (non a disposizione degli studenti)
2018-08-15 14:52:13
I Computer scatoloni mostruosi esistevano già negli anni '50. La diga del Vajont ha resistito alla sberla di una massa mostruosa d'acqua da far paura. Io da bambino ho conosciuto l'ingegner Carlo Semenza (aveva una villa in località “l’O” di Tambre d’Alpago e lì l’ho pure parlato con lui) e pare da quanto capitato che abbia fatto a quanto conti esatti per una struttura di quel tipo. I deficienti che avevano poi deciso di usare quel sito franoso sono un altro paio di maniche! Da quello che a suo tempo disse ricordo di averlo sentito dire: in quel posto non si doveva costruire questa diga. A questo punto sarebbero da riesumare tutti i faldoni polverosi per vedere chi è responsabile del disastro di Genova. Nel caso della diga del Vajont la colpa è stata da parte di chi non aveva capito la fragilità del monte Toc mentre qui è dovuta a chi non ha saputo far i calcoli per bene. Usare ferri di prima qualità, calcestruzzo a norma e tiranti a livello del ponte del Golden Gate di San Francisco era quello che si avrebbe dovuto fare. L’ingegner Morandi è morto e lui forse è l’unico che non può rispondere di questi danni e di questi morti mentre altri ancora in vita non dormono sonni tranquilli!
2018-08-15 10:34:04
Ma chi gestisce quell'autostrada ? ATLANTIA ? cioè'I BENETTON ? quei poveri morti hanno pagato il regolare pedaggio ? siiii l'hanno pagato . c'era un cartello con su scritto pericolo di transito ? nooooo non c'era vuol dire che il transito e' sicuro ? noooo e' crollato il ponte , e i BENETTON o chi per essi devono fare i risarcimenti a tutti e ricostruire il ponte ,altroché . Cioè per dire , vado al cinema pago il biglietto e mi cade il soffitto in testa , chi mi paga e risarcisce '? ,a parte che a risarcire una vita non ha prezzo , ALLORA CARI MIEI C'E' LA GALERA , in quasi tutto il mondo ma qui i ITALIA vedrete non sarà ' mai cosi , e perché ? facciamoci una domanda e diamoci una risposta .
2018-08-15 10:17:56
Leggo di tutto su quel ponte, proviamo a fissare le cose certe: - negli anni 60 la tecnologia del cemento armato era agli inizi e vi era la convinzione che garantisse durate lunghissime. Si è poi visto che non era così, indipendentemente dalle soluzioni adottate. - l'ing Morandi, strutturista di altissimo livello, aveva ideato una soluzione, abbastanza laboriosa, che sulla carta presentava vantaggi rispetto alle soluzioni allora in uso. L'esperienza ha mostrato che non era esattamente così. In sostanza il manufatto è figlio della migliore tecnica dell'epoca, nel tempo si è visto che presentava delle criticità e andavano presi provvedimenti, incluso forse il suo abbattimento. Ma qui entrano in gioco costi, aspetti politici, interessi vari e siamo arrivati a questo disastro. Ma lasciamo in pace un grande strutturista.