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Overshoot day, il 28 luglio già esaurite tutte le risorse della Terra (con un giorno di anticipo)

Giovedì 28 Luglio 2022 di Alessandra Camilletti
Overshoot day, il 28 luglio già esaurite tutte le risorse della Terra (con un giorno di anticipo)
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Il giorno è arrivato e anche quest'anno con un giorno di anticipo. Il 28 luglio cade il Giorno di sovrasfruttamento della Terra per il 2022. Nel 2021 era caduto il 29 luglio. E' il calcolo, puntuale, del National Footprint & Biocapacity Accounts (NFA) effettuato dal Global Footprint Network. La giornata - spiega l'organizzazione - ci ricorda che il perdurare del sovrasfruttamento delle risorse terrestri da ormai oltre mezzo secolo, ha portato a un enorme declino della biodiversità, a un eccesso di gas serra nell’atmosfera e ad una maggiore competizione per l’energia e le risorse alimentari. Sia le cause che i sintomi di questo sovrasfruttamento stanno diventando sempre più evidenti con ondate di calore insolite, incendi boschivi, siccità ed inondazioni. L'Italia, se così si può dire, ha giocato d'anticipo: il nostro Overshoot day è caduto il 15 maggio.

Quest’anno, ben 156 giorni separano l’Earth Overshoot Day – ovvero il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra – dalla fine dell’anno. Il perdurare da 50 anni di questa situazione di sovrasfruttamento delle risorse naturali significa che i deficit annuali si sono accumulati in un debito ecologico pari a 19 anni di rigenerazione del pianeta. Il risultato è un degrado diffuso degli ecosistemi e l’accumulo di gas serra in atmosfera. Ritardando l’Earth Overshoot Day di 6 giorni ogni anno, l’umanità riuscirà a rientrare al di sotto dei limiti di un pianeta prima del 2050. Per seguire il percorso ideale, definito dello scenario IPCC 1,5°C, dovremmo spostare la data di 10 giorni all’anno.

«La sicurezza delle risorse naturali sta diventando un parametro essenziale della forza economica. Non c’è alcun vantaggio nel temporeggiare. Piuttosto, è nell’interesse di ogni città, azienda o Nazione proteggere la propria capacità di operare in un futuro inevitabile di maggiori cambiamenti climatici e scarsità delle risorse», sottolinea Mathis Wackernagel, fondatore del Global Footprint Network. «Le città rappresentano la chiave per la trasformazione. Quito per la conservazione delle aree protette, Santiago del Cile per il numero di autobus elettrici o Bogotà per le piste ciclabili dimostrano come i governi locali diano alle loro città maggiori possibilità di avere un futuro solido», afferma Sebastian Navarro, segretario generale di CC35, la Coalizione delle Città Capitali delle Americhe per la lotta al cambiamento climatico. Si può invertire la rotta? E in che modo? Un esempio: dimezzare gli sprechi alimentari a livello globale, come avviene in molte iniziative comunitarie in tutto il mondo, farebbe spostare la data (#MoveTheDate) dell’Earth Overshoot Day di 13 giorni. Migliorare le infrastrutture ciclabili urbane in tutto il mondo, in linea con gli standard che attualmente troviamo nei Paesi Bassi, ha il potenziale di far spostare la data dell’Earth Overshoot Day di 9 giorni. Produrre energia con eolico on-shore a costi competitivi, come avviene in Danimarca e Germania, ha il potenziale di far spostare la data dell’Earth Overshoot Day di almeno 10 giorni. «Il potere delle possibilità ci dà esempi di come costruire il futuro di cui abbiamo bisogno», afferma Wackernagel. 

I NUMERI

Di quante Terre avremmo bisogno, per soddisfare le attuale necessità degli abitanti? Per rigenerare tutte le risorse e i servizi ecosistemici che l’umanità attualmente richiede al pianeta sarebbe necessaria la biocapacità di 1,75 Terre. Il 60% dell’Impronta Ecologica mondiale è costituito dalle emissioni di anidride carbonica. Per evitare un cambiamento climatico inarrestabile, è necessario azzerarle entro il 2050, senza aumentare le altre componenti dell’Impronta. Il cibo da solo occupa oggi il 55%, cioè più della metà, della biocapacità della Terra. 5,8 miliardi di persone, ovvero il 72% della popolazione mondiale, vive in un Paese che ha un deficit di biocapacità e che produce meno reddito della media mondiale. 

Ultimo aggiornamento: 16:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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