La lettera del negoziante cinese: «La mattina vado a scuola con te, non trattarmi come un virus»

Mercoledì 26 Febbraio 2020 di Laura Bogliolo
Coronavirus Roma, sulla Tuscolana la lettera del negoziante cinese: «La mattina vado a scuola con te, non trattarmi come un virus»
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«Sono un cinese che la mattina va a scuola insieme a te, che ti passa il compito di matematica all'esame, che ha fatto taglio e messa in piega a tua mamma». Inizia così la lettera appesa a una vetrina di un negozio di via Tuscolana, a Roma. La foto è stata scattata qualche giorno fa da Luciana Angelini, presidente del comitato di quartiere di Torpignattara, è stata postata sui social e sta avendo un gran successo. A Roma ci sono oltre 2,8 milioni di residenti, i cinesi secondo gli ultimi dati dell'Anagrafe sono 19600, gli stranieri nella Capitale rappresentano il 13,4% della popolazione (dato 1° gennaio 2019).

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La paura del contagio del coronavirus ha fatto praticamentes vuotare i negozi gestiti dai cinesi che sono davvero tanti. E la lettera apparsa nella popolosa via Tuscolana, è un estremo tentativo di non isolare la comunità cinese. «Sono il solito cinese che fa parte della tua vita - si legge nella lettera - che ha pianto quando ha visto i morti del terremoto di Amatrice, che il sabato sera ti accoglie al ristorante cinese come uno di casa». E quindi l'accorata richiesta: «Non trattarmi come un virus, la diffidenza e il pregiudizio a volte uccidono più di un virus...».
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio, 15:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA