Dpcm, arresti e denunce. La protesta dilaga in Italia, allarme infiltrati

Martedì 27 Ottobre 2020
Dpcm, arresti e denunce. La protesta dilaga in Italia, allarme infiltrati

Manifestazioni non autorizzate nate contro le misure anti-Covid e sfociate in violenze e saccheggi: c'è il rischio che dilaghi il fenomeno visto a Napoli, Milano e Torino. Scontri violenti anche a Roma, dove una manifestazione tenutasi in tarda serata nei pressi di Piazza del Popolo, a cui hanno partecupato anche esponenti di Forza Nuova, è sfociata in incidenti che le forze dell'ordine hanno cercato di fermare con l'uso di idranti e con cariche; da parte loro i manifestanti hanno esploso numerose bombe carta. 

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Dopo le cariche i manifestanti sono indietreggiati verso piazzale Flaminio, dando fuoco ad alcuni cassonetti dei rifiuti e distruggendo monopattini e biciclette. «Non si escludono da parte di gruppi estremisti o categorie di facinorosi, tentativi di strumentalizzazione della protesta che potrebbero orientareil malumore dei settori economici maggiormente colpiti verso forme più incisive e violente di contestazione», ha avvertito il capo della Polizia, Franco Gabrielli, scrivendo a prefetti e questori. Ed è anche il timore di molti imprenditori, commercianti e partite Iva che in questi giorni stanno portando in piazza rabbia e malcontento per il coprifuoco, faticando a tenere a bada gli spiriti più esagitati. Per dirla con Gabrielli, è un «momento delicato». In questo scenario si insinua un variegato movimento che, nel nome del disordine, unisce estremisti di destra e sinistra, bande di vandali, italiani e nordafricani, ventenni delle periferie, e ultrà da stadio. 

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Come ieri sera a Milano, dove sono state devastate vetrine e una pattuglia della Polizia locale è stata attaccata, con momenti di alta tensione. In un video di Fanpage.it un dirigente di polizia si rivolgeva ai reparti schierati: «Se si avvicinano un'altra volta avanziamo tutti, spariamo e cerchiamo di ammazzarli col fumo». Immagini che, secondo il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, «sono spesso decontestualizzate e talvolta artatamente costruite». Domani alle 10 in Prefettura si riunirà un comitato per l'ordine e la sicurezza. Intanto, poche ore dopo il caos di corso Buenos Aires, 28 persone, fra cui una anarchica, sono state denunciate per danneggiamento e violenza a pubblico ufficiale: 18 italiani e 10 stranieri, 13 sono minorenni. Sei arresti e tre denunce sono arrivati all'indomani delle devastazioni di Torino e per gli investigatori dietro i disordini nelle varie città potrebbe esserci una regia comune tra gruppi ultrà di tutta Italia. 

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A Napoli i carabinieri hanno identificato molti protagonisti dei tafferugli di venerdì. Ed è indicativo, sul tipo di personaggi coinvolti, che a indagare siano anche le sezioni antiterrorismo e antimafia. «L'hanno fatto i napoletani noi possiamo farlo meglio. Informatevi», è il messaggio social costato una denuncia per istigazione a delinquere a un 19enne ultrà di Cagliari. Temeva emulazione e assembramenti anche il sindaco di Varese, Davide Galimberti, che ha chiesto a Prefettura e Questura la sospensione di una manifestazione. Se durante la prima ondata del Covid ribollivano le carceri, ora le piazze in fibrillazione accrescono la tensione. Secondo il governatore lombardo Attilio Fontana, «più che per la violenza c'è grande preoccupazione per la situazione economica e sociale». Da Sud a Nord protestano le categorie più colpite dalle chiusure alle 18. Per domani la Federazione italiana pubblici esercizi ha indetto flashmob in tutta Italia. In serata un corteo ha attraversato il centro di Roma con un grosso striscione: 'Cartellino rosso per Conte.

Gli italiani non vogliono fallirè, mentre centinaia di tassisti si sono radunati davanti al ministero delle Finanze. Auto bianche in protesta suonando i clacson anche a davanti alla Scala di Milano, città dove gli ambulanti della Fiva commercio hanno chiesto invano un incontro a Fontana e ora meditano su «altre forme di lotta». Hanno protestato anche una trentina fra ristoratori, partite iva, piccoli imprenditori: «Il Governo ci ha chiuso e ora deve pagarci debiti e bollette». Tutti si dissociano da violenze e sciacallaggi. «Episodi che succederanno ancora» prevede Paolo Peroli del Comitato territoriale esercenti che giovedì scorso ha organizzato un presidio davanti alla Regione Lombardia, a cui si sono unite frange ultrà e neofasciste. Come racconta il ristoratore Alfredo Zini, nella categoria c'è chi «chiede manifestazioni spontanee. Ma noi spieghiamo che c'è il rischio di far entrare personaggi strani».

Ultimo aggiornamento: 20:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA