Coronavirus, la polizia postale: «Possibili attacchi hacker agli ospedali Covid»

Martedì 31 Marzo 2020 di Marco Pasqua
Coronavirus, la polizia postale: «Vigiliamo su ospedali Covid, possibili attacchi informatici»

Diminuiscono i reati commessi sul territorio: effetto della quarantena imposta per contenere il Coronavirus. Ma a fronte di questo calo, i crimini informatici rispecchiano, invece, l'aumento del traffico sul web (che è raddoppiato). «La nostra vita, in questo periodo, si è trasferita sulla Rete, che ci sta aiutando molto: dai contatti sociali alla ricerca di informazioni agli acquisti. Ciò ha moltiplicato il perimetro di aggressione da parte di chi compie crimini informatici – spiega a IlMessaggero.it Ivano Gabrielli, direttore della terza divisione del servizio della Polizia Postale - Dalle transazioni di denaro alle comunicazioni: in questo sistema si inserisce un cuneo, che è quello del cybercrime, che ora trova un terreno piu' vasto».
 


E c'è un fronte sul quale l'attenzione degli uomini di Gabrielli è massima: quello della protezione delle nostre infrastrutture critiche. «Abbiamo registrato a livello internazionale attacchi che si ispirano all'emergenza Covid – racconta il dirigente – questo avviene, ad esempio, attraverso la diffusione di malware embeddati in documenti (fake) che sembrano provenire dall'Oms». Recentemente, un ospedale Covid a Brno (nella Repubblica Ceca), è stato oggetto di un attacco con ransomware: un tipo di malware che limita l'accesso del dispositivo che infetta, richiedendo un riscatto da pagare per rimuovere la limitazione. «E' penetrato nell'infrastruttura e ha messo in ginocchio l'ospedale – dice Gabrielli – Pensate cosa succederebbe se avvenisse da noi: si dovrebbero fermare i ricoveri».

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Tentativi sugli ospedali italiani? «No. Ma stiamo condividendo con chi gestisce la sicurezza informatica dei Covid hospital le informazioni che stiamo raccogliendo. Facciamo un grande lavoro di prevenzione, che parte dell'individuazione dell'Ip da dove parte l'attacco». Dall'inizio della quarantena, la Polizia postale ha lanciato, nel settore ospedaliero italiano, 30 alert di sicurezza: avvisi su possibili attacchi. «Il rischio è alto e non è detto che l'Italia ne possa essere immune», evidenza il direttore.

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Numerose le campagne di phishing, anche sofisticate, portate avanti per sottrarre le coordinate bancarie. «Ma ci sono anche crimini contro la persona: i minori ora sono più esposti a fenomeni di adescamento (da Whatsapp a Instagram)», evidenzia Gabrielli. E ancora: nel mirino della polizia le frodi di vendita online (mascherine e sistemi per disinfettare): «Abbiamo monitorato 200 domini registrati che avevano come radice il Covid (in Italia) - spiega il dirigente - Per non parlare del fenomeno legato alle truffe di crowdfunding: sono nate molte iniziative di raccolte fondi, ma ci sono diverse indagini su soggetti che hanno aperto queste attività senza le autorizzazioni del caso».

Ultimo aggiornamento: 1 Aprile, 13:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA