Coronavirus, mascherine rubate da ospedali e aeroporti da Torino, Parma, Sanremo e nel Lazio

Martedì 17 Marzo 2020 di Lorenzo De Cicco
Coronavirus, mascherine trafugate da ospedali e aeroporti. Governo: «Le produrremo in Italia»

Coronavirus, c'è chi si è visto consegnare un pacco di mascherine Ffp2 (buon livello, anche se il migliore è di categoria Ffp3), con una scritta sulla scatola che lasciava poco margine d'interpretazione: «Molo 2». Il terminal di un aeroporto. Pure lo scambio contanti-protezioni con valvole, è avvenuto nei pressi di un grande scalo. Casualità? Altre ruberie - le più spregevoli, forse - si sono registrate in corsia. Nei reparti degli ospedali che già vivono giorni tribolati per l'emergenza Covid-19, con medici e infermieri in prima linea per arginare il contagio.

Furto in ospedale a Cassino, rubate mascherine agli infermieri

Coronavirus, oltre 17mila mascherine protettive in dono dalla Cina all'Enea

A Parma, una delle province più tormentate dal Coronavirus, due operatori sanitari hanno saccheggiato le scorte per poi rivendere tutto a prezzi stratosferici (fino a 70 euro al pezzo), poi sono stati rintracciati dalla Finanza.

Nel Lazio, all'ospedale di Cassino, sono stati forzati gli armadietti degli infermieri, per portare via le preziose mascherine. Altri furti ancora si sono registrati a Torino e a Sanremo, tutti in ospedale.
 


«FABBRICATE IN CARCERE»
È la caccia all'«oro» col filtro, per sentirsi al sicuro in tempi di emergenza virale. La Regione Lazio ha chiesto agli ospedali di sorvegliare le scatole delle protezioni, come fossero tesori. E lo sono, ormai. Tanto che il governo ha garantito che a breve si avvierà la produzione nazionale, forse nei laboratori delle carceri. Sin qui si è importato dall'estero. Dalla Cina ne arriveranno 5 milioni, dice la Farnesina. E le aziende 3D si offrono per stampare altri esemplari ancora.
 
 

IN FARMACIA
Ma intanto scarseggiano. Le reclamano tutti - semplici cittadini, vigili urbani, autisti, netturbini - e naturalmente i più esposti, medici e infermieri. A Roma, l'Anaao-Assomed, che raggruppa i dirigenti del settore sanitario, ha presentato un esposto per denunciare la mancanza di mascherine ad alta protezione, le Ffp3. In Lombardia, ieri i rianimatori affermavano che le scorte si sarebbero esaurite in 2 giorni. Se è così per il personale medico, figurarsi per tutti gli altri.

Nelle farmacie ci sono più cartelli «mascherine esaurite» che réclame dell'aspirina. Qualcuno ha captato il grande business, anche fraudolento. Truffe artigianali, come quella di chi ha provato a spacciare per mascherine pezzi di stoffa rabberciati per l'occasione - è accaduto a Roma, tra i banchi del Trionfale, come ha scoperto la Polizia locale - e chi ha messo in piedi un affare su larga scala. Dal 22 febbraio ad oggi le Fiamme gialle hanno sequestrato 60mila pezzi illegali o venduti a prezzi totalmente fuori mercato, con rincari schizzati fino al 6000%. Quasi 5mila articoli sono stati scoperti alla dogana.

È un business che viaggia soprattutto sulla rete: proprio ieri il Nucleo tutela privacy e frodi tecnologiche ha sequestrato 36 pagine di annunci tra Amazon ed E-Bay. Sono stati denunciati 16 venditori italiani e 28 stranieri, gente che ora rischia fino a 3 anni di carcere e una multa fino a 25mila euro per «manovre speculative su prodotti di prima necessità». Altri farmacisti, da Lametia Terme all'hinterland napoletano, sono stati scoperti a separare le mascherine dalle scatole per rivenderle singolarmente. A costi gonfiati. Esempio: mascherina da 35 cent offerta ai clienti per 15 euro.

C'è anche chi ha ordinato le mascherine e non ha visto arrivare nulla. Nemmeno un lembo di stoffa o di carta igienica. Alla Polizia Postale solo nelle ultime 2 settimane sono arrivate 6mila segnalazioni e denunce alla voce Coronavirus. In gran parte si tratta di persone che hanno ordinato online mascherine, gel e disinfettanti, ma dopo avere pagato non hanno ricevuto niente. E chi aveva messo l'annuncio? Sparito.

Ultimo aggiornamento: 15:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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