Coronavirus, Ats Bergamo: «Non c'è presenza precoce Covid, ad Alzano trend coerente con la stagione»

Martedì 30 Giugno 2020
Coronavirus, Ats Bergamo: «Non c'è presenza precoce Covid, ad Alzano trend coerente con la stagione»

Coronavirus, l'Ats Bergamo sostiene che «non c'è stata presenza precoce di Covid19 da dicembre a febbraio, ad Alzano trend coerente con la stagione». «Gli esiti del lavoro sui ricoveri consentono di affermare con discreta ragionevolezza come non siano riscontrabili evidenze statistiche» che facciano sospettare «una presenza precoce di ricoveri per polmoniti» da Covid in Provincia di Bergamo nel «dicembre 2019 e nel bimestre gennaio e febbraio 2020» confrontati con il 2017 e 2018 e «si evidenzia inoltre un chiaro effetto di stagionalità in tutti e tre gli anni» precedenti il 2020. Lo scrive in una nota Ats Bergamo, secondo cui «la struttura di Alzano Lombardo mostra un trend coerente» con tale «valutazione».

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Le analisi del Servizio Epidemiologico Aziendale comunicate da ATS Bergamo e che riguardano anche Alzano Lombardo, l'ospedale al centro di un delle inchieste della Procura di Bergamo sulla gestione del Coronavirus in Valseriana, «comparate con i trend storici a partire dal 2017, - si legge nella nota - non forniscono pertanto elementi sistematici per affermare l'evidenza della presenza di ricoveri per polmoniti 'Covid-like' di rilevante entità nei mesi di dicembre-2019 e gennaio-2020. L'importante aumento di ricoveri per le tipologie di polmoniti sopra citate - prosegue Ast - è chiaramente presente nei mesi di marzo ed aprile (coerentemente con l'andamento epidemico generale).

Ma nella relazione firmata dal direttore generale Massimo Giupponi, su richiesta del consigliere regionale di Azione Niccolò Carretta, si legge che dall'esame «del flusso SDO (schede di dimissione ospedaliera, ndr) relativo al periodo 01/12/2019 - 23/02/2020, nel presidio ospedaliero «Pesenti Fenaroli» di Alzano Lombardo risultano 145 dimessi con diagnosi ricomprese tra i diversi codici utilizzati dal sistema di classificazione delle malattie (ICD 9 CM) di polmonite. La maggior parte di queste tuttavia risultano avere in diagnosi principale il codice 486 'Polmonite agente non specificatò»: dalle tabelle allegate risultano 40 a dicembre, 52 a gennaio a cui si aggiungono le 18 dello scorso novembre riportate in una seconda relazione nella quale si sottolinea anche che tali polmoniti atipiche nel 2018 sono state 196 e nell'anno successivo 256.

Però, specifica il dg, «la semplice analisi della scheda di dimissione ospedaliera non consente di poter ascrivere tale diagnosi a casi di infezione misconosciuta da Sars Cov-2». Il che significa che era necessario il tampone. Questi dati emersi dalle varie relazioni saranno oggetto di approfondimento investigativo i quanto, tra l'altro, si vuole capire come mai non sono stati segnalati questi dati amali da chi ne aveva la competenza.

 

Ultimo aggiornamento: 20:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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