Carola lascia Agrigento, Salvini attacca il giudice: «Una vergogna, tolga la toga». Bonafede la difende

Carola lascia Agrigento, Salvini attacca il giudice: «Una vergogna, tolga la toga». Bonafede la difende
La comandante della Sea Watch Carola Rackete ha lasciato nella notte l'abitazione di Agrigento dove è stata ospitata per due notti in attesa della decisione del gip arrivata nella tarda serata di ieri«Quindi la vita di un finanziere vale meno della vita di un clandestino. È una bella responsabilità quella che questo giudice si è preso», è tornato ad attaccare il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, dopo la scarcerazione della Rackete. «Secondo me è follia - ha aggiunto -, non è indipendenza della magistratura, ma follia». Butta acqua sul fuoco il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: «L'autonomia della magistratura è sancita dalla costituzione. Si può essere d'accordo o meno su una sentenza, ma non si dovrebbe arrivare ad attaccare il singolo magistrato, dicendogli di togliersi la toga e candidarsi».

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«Nessuno mi toglie dalla testa che quella di Agrigento è una sentenza politica», ha aggiunto Salvini. «Togliti la toga e candidati con la sinistra» si è quindi rivolto il titolare del Viminale al giudice in diretta Facebook e poi ha aggiunto: «io non mollo, anche perché ci sono tanti giudici che vogliono applicare la legge e non ribaltarla. Io conto su di voi».



Il Csm apra una pratica a tutela del gip di Agrigento Alessandra Vella che non ha convalidato l'arresto della capitana della Sea Watch, Carola Rackete; una decisione definita vergognosa dal ministro Salvini. A chiederlo sono tutti i consiglieri togati del Csm.

Come apprende l'Adnkronos la comandante Sea Watch accompagnata dal suo legale ha lasciato la casa di via Dante 163 in piena notte per evitare la ressa di telecamere. Pare che la donna abbia lasciato il territorio Agrigentino in attesa dell'interrogatorio del 9 luglio per l'inchiesta che la vede indagata per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

La Procura di Agrigento ha negato il nulla-osta all'allontanamento dall'Italia di Carola Rackete fino al 9 luglio, giorno in cui sarà interrogata dai pm che la indagano per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il provvedimento di allontanamento emesso ieri dal prefetto di Agrigento dovrà essere comunque convalidato dalla sezione specializzata del tribunale civile di Palermo, ma non sarà eseguibile fino a quando non arriverà il nulla-osta della Procura.
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Mercoledì 3 Luglio 2019, 11:35






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