Camilla Canepa, dubbi sulla morte dopo vaccino AstraZeneca: sequestrato certificato anamnestico. «Non aveva malattie»

Sabato 12 Giugno 2021
Camilla Canepa, dubbi sulla morte dopo vaccino AstraZeneca: sequestrato certificato anamnestico. «Non aveva malattie»

L'unica cosa certa è che Camilla Canepa è morta a 18 anni dopo aver ricevuto la prima dose di AstraZeneca. Ma i dubbi sulla sua morte sono tanti, domande che possono venir sciolte in parte dall'autopsia affidata a due esperti - l'anatomopatologo Luca Tajana e l'ematologo Franco Piovella, che riceveranno l'incarico martedì - ma soprattutto dal materiale documentale acquisito dai Nas per conto della procura.

 

Le cartelle cliniche

 

Le cartelle cliniche prelevate preso l'ospedale di Lavagna e al Policlinico San Martino di Genova parlano chiaramente non solo della piastrinopenia autoimmune familiare ma anche dell'assunzione di farmaci a base di estrogeni che vengono qualche volta utilizzati proprio per le pazienti con questo tipo di patologia. Resta da stabilire se la terapia con estrogeni seguita da Camilla e la malattia immunitaria abbiano interferito con il vaccino amplificando il rischio di trombi.

Tra le carte che gli inquirenti vogliono esaminare c'è anche la scheda anamnestica che Camilla deve aver obbligatoriamente compilato prima di farsi inoculare il vaccino. Il documento contiene domande ben precise come, per esempio, se il vaccinando soffra di malattie cardiache o polmonari, asma, malattie renali, diabete, anemia o altre malattie del sangue e chiede di specificare farmaci, integratori naturali, vitamine, minerali o eventuali medicinali alternativi che si stanno assumendo.

Camilla ha detto ai vaccinatori di avere una piastrinopenia immune? ha detto che stava prendendo estrogeni? Tutto questo doveva essere riferito al momento dell'anamnesi che è obbligatoria per chi ha deciso di vaccinarsi sia con Vaxzevria di AstraZeneca che con il vaccino Comirnaty di Pfizer.

 

Il certificato anamnestico

 

I carabinieri del Nas ieri hanno notificato all'Asl4 un decreto di esibizione e sequestro del certificato anamnestico di Camilla, certificato che si trova ancora - ovviamente sotto sigilli - nell'archivio dell'Asl e che verrà consegnato ai Nas lunedì. Fino a quel momento non c'è la certezza che Camilla abbia 'omessò di riferire della piastrinopenia o della terapia a base di estrogeni. Ma c'è di più. Quattro giorni dopo aver ricevuto la dose di vaccino, Camilla ha assunto due farmaci, un progestinico e un estrogeno che, secondo quanto appreso da fonti investigative, servivano per ridurre un problema ginecologico. Cinque giorni dopo l'assunzione degli estrogeni, Camilla ha cominciato a avvertire un forte mal di testa ed è stata accompagnata all'ospedale di Lavagna dai genitori. Una prima tac non avrebbe mostrato problemi particolari, secondo quanto appreso dagli inquirenti. In questo caso, la documentazione medica, che sarà esaminata dagli esperti della procura, sarà dirimente.

Il 5 giugno Camilla viene ricoverata di nuovo e una nuova tac rivela la trombosi del seno cavernoso cerebrale. Trasferita al San Martino e operata, muore giovedì. E i magistrati vogliono capire perché. Quindi hanno sequestrato tutta la documentazione medica ma anche la lettera del Cts in merito agli Open Day e hanno acquisito il rapporto dell'Ema sulla possibilità di trombosi post vaccinali nella fascia d'età di Camilla. Saranno le carta a parlare e non solo. Non è escluso che gli inquirenti vogliano sentire il medico che aveva in cura la ragazza, i genitori di Camilla (che, secondo quanto riportato da Repubblica, avrebbero detto « Camilla era sana»), e forse anche il tecnico che ha raccolto l'anamnesi. Intanto, Codacons ha depositato un esposto in procura chiedendo di indagare il ministro Speranza, il commissario Figliuolo e la Asl competente per aver autorizzato AstraZeneca nella fascia d'età di Camilla e ha promosso una class action.​

 

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I genitori: «Non aveva malattie ereditarie»

 

 

«I genitori di Camilla confidano nel rispetto del loro dolore e della loro privacy... e la ragazza non aveva alcuna malattia ereditaria». Lo ha detto l'avvocato della famiglia Canepa, Angelo Paone, affermando che «non c'è alcun comunicato ufficiale» della famiglia.

 

 

L'ira di Muccino - «Sono vicino alle migliaia di ragazzi che si sono vaccinati con euforia agli open day con AstraZeneca e ora non sanno più cosa temere e cosa non temere. E la seconda dose?! È una situazione da azzeccagarbugli governativa vergognosa. Nonostante l'eccezionale operatività #Figliuolo». Così Gabriele Muccino, che su Twitter interviene sulle roventi polemiche relative alla vaccinazione dei giovani, che tengono banco su tutti i giornali soprattutto dopo la morte della giovanissima Camilla Canepa. «O al Cts sono stati presi dal panico per motivi che non conosciamo -affonda Muccino- o hanno gettato i giovani e giovanissimi nel panico e incertezza assoluta. Ancora una volta. Comunque vada la cosa è tristissima e desolante. Forza ragazzi!!!! Forza!», conclude il regista.

 

 

Esposto del Codacons - Sul caso della morte della giovane Camilla Canepa, deceduta dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino AstraZeneca, il Codacons presenta oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Genova chiedendo di iscrivere nel registro degli indagati il Ministro della Salute Roberto Speranza, il Commissario Francesco Paolo Figliuolo e la Asl competente. «Si tratta di un atto dovuto volto ad accertare il ruolo svolto nella vicenda dagli enti competenti -spiega l'associazione- Col nostro esposto vogliamo capire se vi siano responsabilità da parte del Ministro e del Commissario per aver autorizzato una vaccinazione potenzialmente pericolosa per gli under 60, e il ruolo della Asl nella gestione della somministrazione del vaccino alla ragazza e nella raccolta di informazioni sulla sua situazione clinica prima dell'iniezione».

Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 09:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA