Berlusconi, lo sfogo di Marina: «Con me stava bene, avrei dovuto trattenerlo in Provenza»

Sabato 5 Settembre 2020 di Valentino Di Giacomo
Berlusconi, lo sfogo di Marina: «Con me stava bene, avrei dovuto trattenerlo in Provenza»

«Finché è stato con me è stato al riparo da tutto e da tutti, stava bene, avrei dovuto impormi per farlo restare in Provenza con me». Marina Berlusconi primogenita del Cavaliere ha affidato il suo sfogo ad un'amica in una lunga telefonata ieri mattina. Chi è riuscito a parlare con la presidente di Fininvest ha colto l'amarezza, ma pure tanta rabbia nelle sue parole. «Tutti vedono Silvio come l'uomo invincibile, il presidente, il leader di partito si è sfogata Marina ma per me è semplicemente papà come Barbara e Luigi sono miei fratelli». Parole di una figlia che ieri sono risuonate anche nel padiglione Diamante del San Raffaele, dove Berlusconi è ricoverato, e dalla clinica si sono diffuse di voce in voce nel partito. Marina da quattro anni a questa parte ha creato attorno al papà un vero e proprio cordone di sicurezza. È dal 2016 che la primogenita di Berlusconi ha deciso di fare da vero e proprio scudo al papà, da quando l'ex premier nel corso di un comizio accusò un malore che rese poi necessario un intervento chirurgico. Da allora è Marina che da vicino o da lontano sorveglia attentamente sulla salute di Berlusconi affinché il papà non si affatichi e non tenga troppi incontri in agenda come è abituato da sempre a fare.

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LA FAMIGLIA
Marina aveva accompagnato lei stessa il padre in Sardegna proprio per assicurarsi che tutto procedesse per il meglio. La decisione di muoversi dalla Provenza dove da marzo, salvo un breve salto a Milano, sempre per ragioni cliniche, Berlusconi si era ritirato nella villa di Chateauneuf-de-Grasse, ad una trentina di chilometri da Nizza era giunta a ridosso del compleanno di Marina. Una ricorrenza festeggiata a bordo della yacht di famiglia il 10 agosto tra le coste settentrionali della Sardegna e la Corsica. L'idea era di passare le vacanze tra la villa galleggiante e la mega residenza di Villa Certosa: ingressi contingentati e, per incontrare Berlusconi, era necessario presentare l'esito del tampone con esito negativo. L'ex premier aveva acquistato anni fa il suo yacht, il Morning Glory, dal magnate Rupert Murdoch. A bordo erano ammessi, oltre a Berlusconi, la nuova fidanzata, la deputata eletta in Campania, Marta Antonia Fascina, la figlia Marina con il consorte Maurizio Vanadia e i figli, Gabriele e Silvio. È con il passare dei giorni che quel cordone di sicurezza ha forse cominciato ad allentarsi.

IL CERCHIO
Affari di famiglia, di azienda e affari di partito si concentrano in quell'uomo che ora è di umore nero in un letto d'ospedale. Non vuole il leader di Forza Italia, al pari di Marina, che ora si apra un processo nei confronti dei suoi figli, Barbara e Luigi, anche loro risultati positivi al Covid. Così come non vuole che si getti la croce addosso alla sua nuova fidanzata, Marta Fascina. Anzi viene riferito che ora il Cavaliere è in apprensione più per gli altri che per se stesso. «Attaccavano le persone del suo entourage spiegano ora alcuni parlamentari perché avevano tenuto Berlusconi al riparo da tutti e con l'agenda contingentata anche per ricevere le telefonate. Ora magari qualcuno ne comprenderà i motivi». Poche le persone ammesse ad Arcore, nella storica residenza del Cavaliere: Marta Fascina, Licia Ronzulli, Sestino Giacomoni, Niccolò Ghedini, Adriano Galliani, Fedele Confalonieri e poi le lunghe telefonate, da Roma, di Gianni Letta. Così aveva chiesto Marina per non mettere sotto stress il fisico del papà. Un cerchio di persone all'interno del quale Berlusconi era protetto e coccolato, ma che è saltato con le vacanze estive e gli appuntamenti dei parlamentari azzurri per la campagna elettorale nelle varie Regioni.

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