Bus dirottato, Sy: «Non avrei preso in ostaggio i bimbi africani»

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Bus dirottato, Sy: «Non avrei preso in ostaggio i bimbi africani»
Sapeva che metteva in pericolo la vita dei bambini che aveva preso in ostaggio Ousseynou Sy, quando ha cosparso di gasolio l'autobus su cui viaggiavano e ha forzato il posto di blocco per scappare dalle forze dell'ordine. A una precisa domanda del gip Tommaso Perna ha infatti ammesso che non si sarebbe comportato allo stesso modo se a bordo ci fossero stati i 'bambini morti nel Mediterraneò per i quali ha deciso di fare la sua «azione dimostrativa».

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«Non avrei mai avuto lo stesso comportamento se sull'autobus ci fossero stati i miei bambini morti» ha detto, come riporta l'ordinanza con cui il giudice ha confermato per lui la detenzione in carcere. Si tratta di una decisione che lo stesso avvocato di Sy, Davide Lacchini, ha definito «doverosa» aggiungendo che non ricorrerà al riesame. Nell'immediato il legale non chiederà nemmeno la perizia psichiatrica che aveva annunciato. «Lo stato di detenzione - ha spiegato - contempla anche l'osservazione psicologica. Quindi non è un'esigenza pressante». D'altronde, nell'ordinanza il gip aveva definito una «posticcia e maldestra opera di rivisitazione della realtà» la spiegazione dell'autista di aver voluto dirottare il pullman verso Linate perché glielo aveva detto uno dei bambini morti di cui sentiva le voci, liquidando come «improbabile» la possibilità che venga dichiarata la sua «incapacità di intendere e di volere».

 


Sy sapeva insomma che, prendendo come «scudi» i ragazzini, metteva in pericolo la loro vita ed è stato per il coraggio degli studenti, dei loro insegnanti e dei carabinieri se ne sono usciti incolumi. Domani i 51 studenti della media Vailati di Crema riceveranno 'l'abbracciò dei militari che li hanno salvati. Il comandante provinciale di Milano Luca De Marchis li accompagnerà alla scuola, mentre non si placano le polemiche sullo ius soli e sulla possibilità di dare ai ragazzi la cittadinanza. Dopo la battuta del ministro dell'Interno Matteo Salvini, assolutamente contrario a rivedere la legge sulla cittadinanza (Ramy 'si faccia eleggerè se vuole cambiarla, aveva detto), il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha commentato che il vicepremier «sfugge al dibattito», mentre «è giusto che ne parli il Parlamento» perché «certamente c'è un tema di tanti ragazzi che sono nati in Italia e vivono la nostra cultura». A Rami, che ha lanciato l'allarme sul dirottamento, è arrivato un invito a vedere una partita della Juventus dal suo idolo calcistico Paulo Dybala, con un messaggio audio sul telefono del papà, grazie all'interessamento del sottosegretario Simone Valente, che andrà con lui allo stadio.
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Domenica 24 Marzo 2019, 20:22






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