Coronavirus: studio per creare un vaccino in Veneto, Città della Speranza al lavoro

Mercoledì 25 Marzo 2020
Città della Speranza di Padova
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PADOVA - Fondazione Città della Speranza scende in campo contro il Covid-19 schierando l'Istituto di Ricerca Pediatrica per uno studio innovativo che contribuirà ad aggiungere conoscenze alla ricerca internazionale, suggerire nuovi approcci terapeutici e favorire lo sviluppo di un vaccino. Il progetto, per il quale la Fondazione ha concesso un finanziamento di 500mila euro, si pone l'obiettivo di verificare la «risposta immunitaria al Sars-CoV-2 nella popolazione veneta» per capire quali siano le difese immunitarie efficaci contro il virus e perché esse vengano meno in alcuni pazienti. Il gruppo di lavoro sarà coordinato dal prof. Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell'Università di Padova, e dalla prof.ssa Antonella Viola, direttrice scientifica dell'Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza e ordinario di Patologia generale al Dipartimento di Scienze Biomediche, con la collaborazione della dott.ssa Annamaria Cattelan, direttrice dell'Unità Operativa Complessa Malattie Infettive e Tropicali, e del prof. Giorgio Perilongo, direttore del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino.

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«Con questo progetto puntiamo a dare risposta a molteplici domande - spiega la prof.ssa Viola -. Vogliamo comprendere, infatti, perché lo stesso virus abbia effetti così diversi negli adulti e tendenzialmente lievi nei bambini, se vi sia la possibilità di contrarre nuovamente l'infezione e che cosa succeda nei polmoni. Riteniamo di poter giungere ad importanti conclusioni studiando il comportamento del sistema immunitario, in particolare identificando i meccanismi molecolari responsabili dello sviluppo o del fallimento dell'immunità a SARS-CoV-2, nonché quei fattori che causano infiammazione sistemica nei pazienti con sintomatologia severa e che sono coinvolti nella patologia respiratoria». «Una ricerca fondamentale, quindi, per fornire il razionale allo sviluppo di vaccini e per comprendere la patogenesi dell'infezione», rimarca il prof. Crisanti. «Stiamo vivendo un momento difficile e da più parti sentiamo dire che 'siamo in guerrà - osserva Stefano Galvanin, presidente della Fondazione Città della Speranza -. Purtroppo siamo estremamente deboli perché non conosciamo questo nemico e il suo comportamento. Per questo la Fondazione ha voluto essere parte attiva, supportando questo progetto al quale tutti possono contribuire con una donazione per poter aprire nuove strade per la cura».

Ultimo aggiornamento: 11:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA