Shampoo, saponette, patatine: i tanti trucchi per far soldi col marchio Prosecco

Mercoledì 6 Novembre 2019
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TREVISO - «Nel 2018 sono stati venduti 464 milioni di bottiglie di prosecco doc. E la previsione per quest'anno è del +5% una buona tendenza e teniamo presente che l'80% di queste bottiglie sono destinate all'export». Così il presidente del Consorzio Tutela Prosecco Doc, Stefano Zanette, in un forum dell'Ansa.

«La denominazione - ha aggiunto - si produce esclusivamente nella zona a Denominazione di Origine Controllata che comprende nove province tra le quattro regioni del Veneto ( Belluno, Padova, Treviso, Venezia e Vicenza) e le tre del Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine), per un totale di 24mila e 500 ettari di superficie. L'80% della produzione è destinato all'export. Il primo paese è la Gran Bretagna, seguita da Usa e Germania, 3,9%».

LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE  Il Prosecco è anche tra i vini più imitati e garantire la salvaguardia del prodotto nella direzione di una lotta sempre più serrata alla contraffazione, «è un lavoro quotidiano che richiede tanto impegno e investimenti», ha detto Stefano Zanette. «È una voce che ci assorbe un milione e mezzo di euro, però ci sta dando grandi risultati». Sul Prosecco Doc i fenomeni di fake sono diversi e tanti, «andiamo dalla dall'evocazione del termine prosecco, alla produzione di shampoo, saponette, candele o patatine che richiamano il prosecco», ha spiegato Luca Giavi  Direttore Consorzio Tutela Prosecco Doc.

  Ultimo aggiornamento: 19:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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