Raffiche di vento a 200 all'ora: come quelle di un uragano forza 4

Giovedì 1 Novembre 2018
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Bastano i numeri per capire la gravità di quanto successo. Dati record di precipitazioni superiori a quelli registrati nella grande alluvione del 66. Ecco il confronto in luoghi simbolo ora in ginocchio: ad Agordo il 4-5 novembre del 1966 ci furono 445 millimetri di pioggia, ora ne sono caduti 468 in due giorni, cresciuti a 533 con il terzo giorno di rovesci. Idem a Sappada: 359 millimetri in due giorni allora e 497 ora in tre giorni; a Falcade i 207 millimetri di 52 anni fa sono diventati adesso 268 e a Cortina d'Ampezzo 218 millimetri nel 66, 284 in questi giorni.
 

 

Ma all'acqua si è aggiunto il fortissimo vento, con picchi che hanno sfiorato i 200 chilometri orari. Un vento distruttivo paragonabile come violenza ad un uragano forza quattro. Raffiche in grado di portare via quello che incontrano, quindi sradicare vegetazione e scoperchiare edifici. E non è finita perché le previsioni parlano di allerta rossa fino alle 14 di domani 2 novembre.

L'ESPERTO
«L'acqua ha raggiunto livelli record, ma alle precipitazioni si è sommato il vento che ha mantenuto una media regionale di 130 chilometri orari, con raffiche che hanno raggiunto nel Bellunese i 192 chilometri all'ora» spiega Antonino Claudio Bonan, il meteorologo ieri nella sala operativa dell'Arpav a Teolo. «Quanto a precipitazioni si hanno dati superiori al 66 - spiega l'esperto - solo che all'epoca c'era stata la nevicata il giorno precedente con tutte le conseguenze che ha comportato per i corsi d'acqua. Le precipitazioni hanno avuto il culmine domenica pomeriggio e nella giornata di lunedì, la sola stazione in Val Zoldana ha registrato 700 millimetri d'acqua, poco meno di quanto solitamente dovrebbe cadere nell'arco di un anno». Il vento è arrivato con le perturbazioni del Nord-Atlantico che giunte alle Alpi hanno trovato un blocco e hanno così richiamato l'aria calda e umida proveniente dal Mediterraneo. Si è avuto scirocco che ha caricato sia il mare che le nuvole e le conseguenze si sono viste.

LE PREVISIONI
«La giornata di oggi è stata tranquilla e abbiamo fatto un lavoro di revisione dei problemi idraulici e dei fenomeni franosi lungo i corsi d'acqua - spiega Bonan - ma il maltempo ritorna già da domani (oggi per chi legge), anche se non avrà la violenza di domenica e lunedì». La nuova perturbazione in arrivo sul Veneto non sarà quindi devastante come la precedente, ma preoccupa al punto che il Centro funzionale decentrato della Protezione Civile ha prolungato fino alle ore 14 del 2 novembre l'allarme rosso per criticità idraulica sulla rete secondaria e criticità geologica sui Bacini Alto Piave, Piave-Pedemontano e Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone; e l'allarme arancione per criticità sulla rete idraulica principale su tutto il territorio. Per oggi le previsioni indicano precipitazioni che si intensificano tra la mattina e il tardo pomeriggio. La pioggia, che a tratti sarà violenta come un temporale, si concentrerà soprattutto sulle zone montane, pedemontane, e sulla pianura nord orientale. Il maltempo tenderà a diradarsi dal tardo pomeriggio-sera. Le previsioni di Arpav per domani indicano precipitazioni, a partire dalle ore centrali, con locali rovesci, pur con quantitativi in genere contenuti, tra Prealpi e pianura e di minore entità sulle Dolomiti. L'Unità di Crisi Regionale, istituita dal presidente Luca Zaia, rimarrà attiva per tutto il periodo e segnala che, tra la mattina e il pomeriggio di oggi, sono previsti da 20 a 80 millimetri di acqua. Ma l'assetto idrogeologico delle zone montane ha subito un forte stress quindi potranno crearsi ulteriori situazioni di criticità.

Ultimo aggiornamento: 2 Novembre, 15:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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