Alloggio popolare a 40 euro al mese ma in banca ne avevano 260mila

Venerdì 20 Aprile 2018 di E.B.
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TRIESTE -  Beneficiavano da alcuni anni di un alloggio popolare apparendo formalmente "nullatenenti" ma in una banca slovena detenevano 260mila euro.

A finire nei guai una madre e sua figlia scovate dalla Guardia di Finanza di Trieste anche grazie alla collaborazione delle autorità slovene. La finta condizione di povertà ha consentito loro di beneficiare di un canone di locazione mensile agevolato di 40 euro, anziché di 400, nonché di percepire dal Comune di Trieste benefici economici non spettanti, pari ad alcune migliaia di euro.

Le due donne, rispettivamente di 66 e 27 anni, vivevano di espedienti ed hanno accumulato l’enorme disponibilità grazie all’eredità ricevuta dai parenti. Il capo famiglia che ha sottoscritto le dichiarazioni per la richiesta dell’Isee  – nascondendo l’esistenza delle cospicue disponibilità bancarie in territorio sloveno – dovrà rispondere di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. Si è altresì proceduto a contestare – sia alla madre che alla figlia – le violazioni amministrative relative agli illeciti contributi ricevuti dal Comune di importo inferiore alla soglia penalmente rilevante di 3.999,96 euro.  L’Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale di Trieste, infine, ha proceduto immediatamente ad adeguare i canoni di locazione che il nucleo familiare dovrà corrispondere per il biennio 2018/2019. Ultimo aggiornamento: 15:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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