L'influenza suina torna a far paura. Mentre si attende il picco di contagi della

L'influenza suina torna a far paura. Mentre si attende il picco di contagi della malattia stagionale, previsto per la fine di gennaio, nelle ultime settimane l'ospedale di Treviso ha registrato la morte di due persone trovate positive al virus A/H1N1, e un altro morto si è registrato nel Feltrino. Si tratta dello stesso ceppo di derivazione animale alla base della pandemia che nel 2009 ha spaventato tutto il mondo e costretto l'Oms a correre precipitosamente ai ripari, e che nei giorni scorsi ha colpito anche a Padova.
L'Usl 9 ha immediatamente segnalato i due casi agli uffici sanitari della Regione. Il più recente riguarda un uomo di una cinquantina d'anni deceduto dieci giorni fa. L'altro, invece, una donna di 65 anni mancata in dicembre. Entrambi i pazienti avevano un quadro clinico complesso: l'uomo era stato colpito da un tumore e la donna presentava diverse patologie. Fatto sta che il virus della suina ha contribuito a far precipitare la situazione. «Il decesso dei due pazienti e il contagio da virus H1N1 non sono direttamente collegabili - sottolinea Michele Tessarin, direttore sanitario dell'Usl di Treviso - ciò vuol dire che è stata sì riscontrata la positività alla cosiddetta influenza suina, ma che questa non è stata la prima causa del decesso. Nella maggior parte dei casi, in queste situazioni, si ha a che fare con altre patologie o anche con altri virus. Insomma, con quadri clinici già complicati». L'unico modo per proteggersi è fare il vaccino antinfluenzale. Proprio quest'anno, però, mentre la malattia stagionale pare ancora più aggressiva del solito, molti hanno deciso di evitarlo, anche a causa delle varie segnalazioni in tutta Italia di morti che si sospettavano legate al vaccino, possibilità poi smentita dalle verifiche del caso. «Il vaccino ripara anche dalle altre forme di influenza ed è importante soprattutto per i soggetti più fragili, come gli anziani o le persone ammalate - conclude Tessarin - la questione è semplice: meno gente si vaccina e più il rischio di contagio cresce».
Quanto al Bellunese, a dare comunicazione del nuovo decesso è stata l'Usl 2 di Feltre, "oscurando" i dati della vittima, sembra una donna: «Un paziente ricoverato in Rianimazione nei giorni scorsi è deceduto per l'aggravarsi delle polipatologie già in atto prima dell'accertamento dell'H1N1», recita il comunicato dei sanitari. La stessa Usl ha ricordato che attualmente i pazienti ricoverati al Santa Maria del Prato per influenza suina accertata sono 5, per i quali «sono state attuate tutte le misure previste per la prevenzione della diffusione dei contagi».
Il giorno prima, l'infettologo dell'Usl 1 di Belluno, Ermenegildo Francavilla, aveva ammesso: «In 12 anni di servizio mai vista una simile situazione». Il reparto, in effetti, è al collasso.
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Venerdì 16 Gennaio 2015, 04:48






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