Lampedusa, fermato il presunto scafista: riconosciuto da alcuni testimoni. Avrebbe appiccato l'incendio sul barcone

PER APPROFONDIRE: barcone, incendio, Lampedusa, naufragio, scafista
Le operazioni di recupero dei corpi delle vittime a Lampedusa
Sarebbe il tunisino Kaled Bensalam, di 35 anni, di Sfax, lo scafista del naufragio di Lampedusa in cui sono morti centinaia di migranti. Decine di testimoni lo hanno indicato come il “comandante”, riconoscendolo in alcune foto che sono state loro mostrate dagli uomini della Squadra mobile di Agrigento. Intanto il corpo di un migrante è stato recuperato dalle motovedette a 12 miglia dall'isola di Lampedusa. Il bilancio provvisorio sale dunque a 289 vittime.



Il barcone avrebbe avuto anche due persone di equipaggio, fra cui un giovane che però non è tra i superstiti. La Procura di Agrigento ne ha disposto il fermo: l'uomo è indagato per procurato naufragio e omicidio volontario plurimo, ma anche per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Secondo gli inquirenti, potrebbe essere stato sempre lui lo scafista del barcone che lo scorso 11 aprile portò nell'isola delle Pelagie altri 250 migranti. È dunque doppia l'ipotesi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina contestata nei suoi confronti.



Il tunisino, che si era rifugiato in un centro accoglienza, veniva chiamato dagli altri “White man”, in quanto era l'unico non di colore sul barcone. Era l'unico a dormire nella cuccetta, mentre tutti gli altri erano costretti a vivere ammassati gli uni sugli altri, compresi i bambini più piccoli.



Non solo, perché a quanto affermano i sopravvissuti, Bensalam sarebbe anche stato il responsabile dell'incendio divampato a bordo. L'uomo avrebbe appiccato il fuoco per fare notare la presenza della nave alle autorità italiane.



LE TESTIMONIANZE Un testimone racconta di «avere visto il capitano versare benzina o gasolio su una coperta», ma «non può dire che sia stato lui ad accendere». È certo che «si è incendiata una parte dell'imbarcazione e tutti si sono riversati verso prua e la barca si è ribaltata».



«Non l'ho visto dare fuoco - racconta un altro - ma ho sentito dire da molte persone che era stato lui involontariamente a dare fuoco al ponte dell'imbarcazione». Un terzo sopravvissuto ricostruisce così la dinamica dell'accaduto: «Mi hanno chiesto un coltello e nel frattempo c'è stata una vampata che ha causato l'incendio a bordo. E in quel momento che ho visto il capitano, l'arabo più grande, correre insieme a altre persone verso la mia direzione, a poppa».



Intanto oggi il commissario Ue per gli affari interni Cecilia Malmstrom presenterà ai ministri europei a Lussemburgo la proposta di lanciare nel Mediterraneo una grande operazione Frontex per il salvataggio di chi si trova in difficoltà. Lo ha reso noto la stessa Malmstrom.



Ai ministri il commissario chiederà di stanziare le risorse necessarie per rendere operativa questa operazione, da estendersi da Cipro fino alla Spagna. «Chiederà un chiaro impegno politico», ha precisato il portavoce della commissaria, Michele Cercone a Radio Anch'io.



LE INDAGINI Intanto emergono nuovi particolari sulla dinamica della tragedia di giovedì. Secondo le deposizioni di sei testimoni alla Procura di Arigento, il barcone con i migranti sarebbe rimasto fermo per due ore al largo di Lampedusa, e sarebbero stati avvistati, prima che divampasse l'incendio, da due piccole imbarcazioni civili che non sono intervenute.



Uno dei sopravvissuti ha spiegato di «non sapere per quale ragione siamo stati fermi lì due ore». Forse, ipotizza, «chi conduceva l'imbarcazione voleva che qualcuno dall'Italia venisse a prenderci. Peraltro si sono avvicinate due imbarcazioni alle quali abbiamo rivolto dei cenni di saluto. Erano probabilmente due pescherecci».



Un altro testimone ha dato una versione leggermente diversa: «credevamo che da terra ci avessero avvistati e stessero venendo a prenderci, si sono avvicinate due imbarcazioni, ma non abbiamo chiesto aiuto perché pensavamo che stavano per arrivare i soccorsi». Un terzo sopravvissuto ha confermato la «presenza di due imbarcazioni civili, presumo di pescatori», e che una di queste «ha circumnavigato la nave».



CENTRO DI RACCOLTA MIGRANTI A TRIPOLI I sopravvissuti hanno raccontato che ci sarebbe un centro di raccolta a Tripoli, dove i migranti, che hanno pagato tra 1.000 e i 2.000 dollari a persona, sarebbero stati ospitati, chi per giorni chi per settimane, in un grande capannone e poi condotti in un porto su cassoni di camion telati chiusi. Infine le persone sarebbero state fatte salire su piccole barche che li hanno condotti al largo dove li attendeva la nave che il 3 ottobre scorso ha fatto naufragio davanti al porto di Lampedusa.



I migranti erano stipati su tre livelli, tanto da non potersi muovere durante la navigazione. E per questo avrebbero nominato quattro loro “rappresentanti”, due per la poppa e altrettanti per la prua. Servivano, spiegano alcuni dei testimoni, a fare da coordinatori. Uno di loro sarebbe morto, tre invece sarebbero sopravvissuti.



Sull'imbarcazione erano oltre 500, confermano i sei testimoni sentiti dal procuratore capo Renato Di Natale, dall'aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Andrea Maggioni. I magistrati stimano che in questo caso il viaggio abbia fruttato all'organizzazione dai 500 mila a un milione di dollari.



PROTESTE NEI CENTRI ACCOGLIENZA I migranti, esasperati da condizioni di vita impossibili rese ancora più precarie dalla pioggia che da un paio di giorni sta cadendo su Lampedusa, hanno preso i materassi e li hanno buttati all'esterno e hanno tentato di bloccare la partenza di alcuni pullman. «Siamo stanchi di vivere così, come animali» hanno detto. La situazione è tenuta sotto controllo dalle forze dell'ordine presenti all'interno del Centro ma la tensione resta alta.



DOMANI LETTA E ALFANO CON BARROSO E MALMSTROM A LAMPEDUSA Intanto è confermata per domani la presenza a Lampedusa del presidente del Consiglio, Enrico Letta. Il premier, riferisce una nota di Palazzo Chigi, sarà sull'isola con il vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno, Angelino Alfano, e insieme accompagneranno il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, e il commissario europeo agli Affari interni, Cecilia Malmstrom.
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Martedì 8 Ottobre 2013, 11:11






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5 di 23 commenti presenti
2013-10-08 22:50:00
Mistero mediterraneo Le vedette nordafricane riescono egregiamente a sequestrare i pescherecci italiani ma non sono altrettanto efficaci nell'individuare e fermare i barconi di clandestini diretti in Italia. Mistero del ...
2013-10-08 22:39:00
qualche riflessione leggo che il tunisino è sospettato di essere il caronte anche di un barcone arrivato a lampedusa nell'aprile scorso, tanto è vero che era stato rinchiuso nel Cie(letto in un autorevole quotidiano) e poi,secondo prassi lasciato libero di circolare. Bene,a questo punto mi piacerebbe sapere dove il tunisino ha trovato i soldi per ritornare in Tunisia,come ci è arrivato(non esistono barconi fatiscenti per il ritorno ma traghetti normali di linea o voli in aereo).Se ha trovato il modo di tornare con un biglietto di linea,perchè non arrivare anche in Italia in modo meno rischioso?Inoltre se ogni viaggio costa circa duemila dollari,mettiamo che dopo la permanenza al Cie sia tornato in estate al suo paese,come ha fatto a trovare una cifra così sostanziosa in poco tempo per rifare un secondo viaggio?Infine se dispone con facilità di così tanti soldi,che bisogno ha di venire in Italia? ecco io vorrei che le autorità competenti iniziassero ad indagare in maniera seria sulla gestione mafiosa dei viaggi della speranza e chiedersi anche come mai,a qualche miglia dall'approdo,come per incanto quasi tutti i barconi vadano in avaria. Teniamo presente anche che nessun migrante salirebbe in una barca senza la garanzia di qualcuno che la guidi.Chiaro che a loro va benissimo che ci sia uno o più scafisti:pagano profumatamente per questo!
2013-10-08 20:29:00
non passeranno tanti anni che al posto della basilica di S: Pietro sorgerà una bella moschea. P.S. ........E gli sta bene
2013-10-08 19:49:00
50 euro al giorno per tutti e vitto e alloggio. Bella vita, la loro. E gloi autoctoni, in fiat punto. che schifo.. Disgustoso..
2013-10-08 19:44:00
@ Luc111 & adribe Quali sono le organizzazioni "umanitarie" che da sempre si sono occupate di immigrazione illegale? Alcune sigle vi dicono niente? UNHCR? Caritas? tanto per citare le 2 più note e dannose. Gli illegali vengono supportati durante il viaggio dalla partenza all'arrivo (era il compito principale di tale Boldrini) ed all'arrivo ci sono quelli che si preoccupano di fargli tutta la documentazione (Caritas, patronati sindacali, associazioni di tutti i generi), previo congruo finanziamento statale, al fine di ottenere un pezzo di carta, sia che si tratti di asilo politico (solo perché si rifiutano di fare il servizio militare) sia per uno straccio di permesso di soggiorno. Ora siccome UNHCR significa ONU (un'organizzazione ricchissima) e Caritas significa Vaticano (altra organizzazione ricchissima per di più proprietaria di una banca) come pensate che costoro rimedino i soldi per il viaggio, che costa ben più della media 3.000 - 5.000. Costa tra i 10.000 ed i 14.000 tutto compreso. Pagavano sui 4.000 - 5.000 quelli che arrivavano dall'est Europa. Gli asiatici e gli africani pagano molto di più ed i soldi possono forniglieli solo organizzazioni molto grosse e ricche.